RSS

Archivi tag: Valori

Ripartiamo dalla Famiglia

Ognuno di noi per vivere una vita serena ha bisogno di elementi fondamentali su cui costruire la propria quotidianità. La famiglia ci pone nelle condizioni di sentirci al centro di un progetto. Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 febbraio 2019 in Famiglia

 

Tag: , , ,

Mario Andrea Bartolini ci ha lasciati

On. Mario Andrea Bartolini | Presidente Nazionale Senior Italia FederCentri

25 Gennaio 2019. Un giorno troppo triste per tutti noi e per la nostra Associazione. Un Maestro di vita, il padre di tutti. Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 27 gennaio 2019 in Senior Italia

 

Tag: , , , , , , , ,

Atlantide E’…

aganewbluUna libera aggregazione di giovani e adulti che vogliono costruire un “contesto” nel quale si possa fare “esperienza” di valori e ideali, dei quali è fondamento la dignità della persona.

L’amicizia, ricercata nella molteplicità delle sue espressioni, racchiude la trama delle relazioni tra i partecipanti. Al centro di ogni “gesto”, infatti, si pone la valorizzazione dell’individuo nella sua “essenza” e nella multiforme comunicazione di sè.

L’Aggregazione opera in àmbito culturale e sociale con attività finalizzate alla promozione umana e alla solidarietà. La sua presenza sul territorio è caratterizzata da iniziative di volontariato e dalla generosa operosità dei suoi membri.

Fine istituzionale di Atlantide è diffondere la “Cultura del Bene” e promuoverne la realizzazione in tutte le sue forme ed in ogni circostanza.

L’adesione è libera e personale, motivata dal desiderio di “condivisione”.

Aggregazione Giovanile Atlantide – Santa Margherita di Belice

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 17 febbraio 2016 in AggregAtlantide

 

Tag: , , , , , , , , ,

SCUOLA / Bulli e Bulloni

studUna dietro l’altra, prive di rallentamenti, le notizie riguardanti la violenza e la non legalità nelle adiacenze di una scuola, ci martellano le tempie, come a non voler consentire alcuna tregua a chi pensa e sostiene erroneamente, che in fin dei conti sono soltanto ragazzate, episodi spiacevoli che a quell’età sono sempre accaduti. Eventualmente ci fossero morti e feriti, sarebbero da ricondurre a una sorta di ammenda da incasellare bellamente nella colonna delle perdite accettabili. Read the rest of this entry »

 
 

Tag: , , , , , , , , , , ,

Des Belice: Open Space

posta in arrivoCarissimi/e, anche quest’anno stiamo organizzando la terza giornata DES Belice attraverso la metodologia dell’OPEN SPACE , “uno strumento particolarmente interessante per aprire uno spazio di discussione, in cui i partecipanti sono liberi di muoversi scegliendo, in completa autonomia, quando e come contribuire ai lavori” (http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Space_Technology).
Il GAS è l’ospite per eccellenza: un momento per ritrovarci, condividere il cammino fatto, i punti di debolezza e i punti di forza e andare avanti, coinvolgendo anche i presenti.
I partecipanti potenziali dovrebbero essere 50 – 70 e l’evento si svolgerà a S. Margherita di B., Palazzo Sacco (salendo dalla Piazza, a destra) il 23 giugno dalle 18.00 alle 22.00. Ognuno è libero di portare un piatto per una cena condivisa finale.

Per aderire, inviare una mail a: desbelice@gmail.com
Per leggere il report della 2^ giornata: http://www.desbelice.it/ciao-mondo/

Open Space:

Pensare localmente, attuare globalmente: visioni interculturali e globali di ecologia, economia e religioni. Dai valori all’azione condivisa.”

Si dice che il batter delle ali di una farfalla può generare una tempesta nell’altro lato del mondo.
La natura è una rete in costante sinergia di esseri interdipendenti.
Dall’aria che respiriamo regalata dagli alberi, al’acqua in tutto il suo ciclo.
Attualmente abbiamo creato un nuovo ciclo di interdipendenza artificiale, con i flussi di denaro a livello internazionale. Compriamo merci che viaggiano migliaia di chilometri, fatti e prodotti in diverse condizioni di lavoro, a volte senza rispetto della Casa comune (Terra), e solo per fare più soldi. In Sicilia si parla molto di mafia, ma ormai, il sistema economico attuale è basato tutto sulle pratiche mafiose delle multinazionali.
La politica delle piccole azioni, la politica locale, la politica come amore per il territorio, per la famiglia e per i nostri figli: che pianeta, che paese vogliamo lasciare alla prossima generazione?
In tutto il mondo, moltissima gente che vive le stesse pre-occupazioni comincia ad agire per diventare agente di cambiamento. Ma…non si può fare da soli, quattro occhi vedono più di due, e l’intelligenza collettiva è molto più ricca: le sinapsi conversazionali possono creare e fare nascere delle nuove proposte e la voglia di agire per incontrare i bisogni e le risposte.
L’incontro, la parola, l’ascolto, le proposte, l’ azione…
L’Open Space propone una metodologia partecipativa, un gioco, una struttura dove si massimizzano le possibilità di incontro positivo affinché tutti possano esprimersi liberamente. La tematica rimane aperta, perchè i partecipanti possano condividere quello che vogliono in sottogruppi affrontando la riflessione principale che, in questo caso, riguarda la globalizzazione e tutti i suoi aspetti: “Intercultura: Globalismo versus localismo?” C’è una globalizzazione negativa e una globalizzazione positiva? C’è un localismo negativo e un localismo positivo? Possiamo conservare la nostra tradizione di centinaia di anni di esperienza ancestrale davanti la globalizzazione? Possiamo aprirci alle nuove visioni del mondo che ci portano gli altri popoli senza perdere la nostra identità?
Possiamo agire in maniera coerente secondo i nostri valori, nel rispetto sostenibile del nostro territorio belicino, supportando l’economia locale e avendo cura del futuro? Possiamo agire insieme in cooperazione? Possiamo creare dei lavori autogestiti che valorizzano le risorse umane locali? Possiamo provare a rispettare l’altro (vicino o lontano) in ogni parola e azione?
Cosa lega la vita di un cittadino belicino al progetto di un migrante?
Quali azioni condivise potrebbero intraprendere?
Possiamo muovere le ali insieme per creare un presente e un futuro migliore?
Vi aspettiamo!
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 22 giugno 2014 in Associazioni

 

Tag: , , , , , , , , , ,

Il mondo celebra la prima Giornata della Carità. “Costruire la cultura dell’incontro”

m terSi svolgerà per la prima volta in tutto il mondo domani, 5 settembre, la Giornata Internazionale della Carità. Voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite un anno fa (risoluzione A/RES/67/105PDF), la data è stata scelta per commemorare l’anniversario della scomparsa nel 1997 di Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace nel 1979 “per il lavoro svolto nella lotta per sconfiggere la povertà e la sofferenza, che costituiscono anche una minaccia per la pace”.
“Con questa iniziativa – si legge nella pagina ufficiale della Giornata -, le Nazioni Unite invitano tutti gli Stati membri e tutte le organizzazioni internazionali e regionali, così come la società civile, comprese le organizzazioni non-governative e le singole persone, a commemorare questa Giornata Internazionale della Carità in maniera appropriata, incoraggiando la carità, anche attraverso l’educazione e le attività di promozione”.

“La carità ha un ruolo importante nel sostenere i valori e portare avanti il lavoro delle Nazioni Unite”, ricorda nel suo messaggio il Segretario Generale Ban Ki-moon. Tutte le varie espressioni di solidarietà, a partire dal volontariato, prosegue, “ci aiutano nella nostra ricerca condivisa di vivere insieme in armonia e di costruire un futuro di pace per tutti. Dobbiamo riconoscere la carità per quello che è nella sua essenza: una nobile impresa finalizzata a migliorare la condizione umana”.
“Nel momento in cui ci proponiamo di accelerare i nostri sforzi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e definire un’agenda per il periodo successivo al 2015, il ruolo della carità può e deve crescere”, spiega ancora nel suo messaggio il Segretario dell’Onu.

Questa prima Giornata internazionale della Carità cade due giorni prima dell’iniziativa di digiuno e preghiera per la pace voluta da Papa Francesco per il 7 settembre. In riferimento a questa e “cogliendo anche l’opportunità della prima Giornata Internazionale della carità, indetta dall’Onu, – ci dice Caritas Italiana – abbiamo invitato tutte le Caritas diocesane a pensare, proporre, rafforzare nei percorsi pastorali avviati in diocesi, esperienze capaci di diventare stile, scelta di vita, a livello personale, professionale, familiare. Esperienze in cui la pace, la solidarietà, la nonviolenza, la mondialità, non solo siano dichiarate, ma siano praticate”.

Caritas Italiana ricorda in merito con Papa Francesco come il senso profondo della carità “non sia elemosina”, ma “innanzitutto, è incontrarsi e, incontrando, aiutare. Dobbiamo edificare, creare, costruire una cultura dell’incontro” a partire dalle “periferie esistenziali”. “Questo è ciò che insegna Gesù – ricorda Caritas con la parole di Francesco -: andare incontro ai più bisognosi. Come Gesù che andava sempre incontro alla gente. Egli andava ad incontrarla. Perché l’incontro moltiplica la capacità di amare. L’incontro con l’altro ingrandisce il cuore”. (FSp)

http://www.redattoresociale.it

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Caro fratello, non toglierci la tua vita

//   LETTERA A UN ASPIRANTE SUICIDA   //

lettera suicidaCaro fratello che non vuoi più vivere, ti scrivo perché tu non ti tolga la vita. In questi giorni stiamo tutti sentendo brutte notizie su chi come te, per ragioni cosiddette economiche – ma non sono solo tali, tu lo sai – hanno compiuto il gesto volontario di transitare oltre il confine estremo.

E ho paura di non scrivere bene perché vorrei usare parole dirette, sincere, efficaci e trovarle è difficile. La cosa che non ti dirò è che ti sono vicino, perché io e anzi tutti noi ti siamo stati lontanissimi. Abbiamo sfiorato la tua angoscia camminando per strada come se fossimo disinteressati a vederla; sicché tu, fratello, in questa vicenda di nascita e fine, di carne e sangue, di respiro e pensiero che ci accomuna tutti e ha nome vita, ti sei sentito così solo, da pensare che se ti fossi tolto di mezzo qualcuno si sarebbe accorto di te e tu avresti finalmente pacificato la mente e il cuore.

Facciamo un patto, allora: che griderai, prima. Che lo farai magari nelle forme della società mediatica, del villaggio di solitudine globale in cui viviamo, scrivendo due righe, con parole tue, a questo giornale, in una lettera intitolata: ‘Vorrei morire perché…’. E ci dirai perché. Non decidere nulla da solo, chi si sente solo sta già morendo, l’ha detto uno scrittore che si chiamava Conrad e che indagava la tenebra nel cuore dell’uomo: «Si muore come si sogna, soli». Ma tu non stai sognando, hai gli occhi ben aperti sulla vita e quindi non sei solo: lascia che ti accompagniamo. Per un po’ almeno, fino a rifare i primi passi. Come quelli che ti ha insegnato tua madre tanti anni fa tenendoti per le braccine, e non vorrebbe, adesso, che tu non camminassi più.

Hanno scritto che per debiti ti avrebbero tolto la casa. Sai, abbiamo costruito un mondo spietato, sotto cui scorre un fiume di violenza e veleno, in cui il debito si sconta togliendo al debitore il suo rifugio, forse più per punirlo che per ripianare in parte il debito. Duemila anni fa Qualcuno disse: «Le volpi hanno le tane e gli uccelli i nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove poggiare il capo». Forse pensava anche a te.

Ma di sicuro pensava a noi quando diceva: «amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi». Non ci siamo riusciti con te, vuoi proprio dimostrarGlielo? Dacci la possibilità di farGli vedere che per una volta l’abbiamo ascoltato. Dacci una mano. Tu aiuta noi.

Mettici in condizione di condividere: parla, chiama, scrivi, fatti sentire, raccontaci, piangi, se vuoi, e noi diremo le parole che il tuo cuore vuole ascoltare. Mettici al tuo fianco: lasciaci gridare insieme a te che questa società è disumana, e che c’è un’altra società, che quel Qualcuno ha indicato, già nata tra te e noi e in cui l’uomo è di aiuto all’altro uomo. Pensa a noi con tenerezza.

Noi sappiamo meno cose di te, non siamo mai arrivati al tuo baratro, tu solo hai raggiunto la tua – personale, universale – cognizione del dolore. Insegnacela. Facci guardare dentro il tuo cuore. Non precipiterai nell’abisso, ti tratterremo noi, ma tu, prima, ci avrai arricchiti di te, sicché sarà un ben piccolo prezzo continuare a darti la vita. Ecco, forse solo adesso sono riuscito a dire la frase che volevo scrivere e che non è «non toglierti la vita», ma «non toglierci la tua vita». Perché non lo sappiamo dire, ma è preziosa per noi.

>  Giovanni D’Alessandrohttp://www.avvenire.it

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 25 agosto 2013 in La grande Crisi

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,