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Archivi tag: Unione Europea

Corpo europeo di solidarietà

Il Corpo europeo di solidarietà è la nuova iniziativa dell’Unione Europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato, nel proprio paese o all’estero, nell’ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa. Read the rest of this entry »

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Pubblicato da su 13 settembre 2018 in Politica e Istituzioni

 

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Pe apre le porte a 7000 giovani, iscrizioni al via

eye2016BRUXELLES – Sono aperte le iscrizioni all’European Youth Event 2016 (EYE2016), un evento aperto a migliaia di giovani europei (16-30 anni) che potranno partecipare ad una serie di incontri con eurodeputati e protagonisti della vita dell’Ue al Parlamento europeo di Strasburgo il 20 e 21 maggio 2016. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2015 in Europa

 

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Eurostat, occupati in Sicilia minimo Ue

lavoro-624Il tasso di occupazione in Sicilia delle persone tra i 20 e i 64 anni (42,4% nel 2014) è il più basso di tutte le regioni europee. Lo si legge nell’Eurostat Regional Yearbook 2015 nel quale si sottolinea che in Italia c’è un divario di oltre trenta punti tra l’area con il tasso di occupazione più alto (Bolzano, al 76,1%) e la Sicilia. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2015 in La grande Crisi

 

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Servizio civile, pubblicato il bando per la selezione di 29.972 volontari

scn logoSono 29.972 i volontari che verranno impiegati nei progetti del servizio civile nazionale in Italia e all’estero. Ai bandi potranno partecipare i giovani dai 18 ai 28 anni. La durata del servizio civile è di un anno. Ai volontari spetta un assegno mensile di 433,80 euro. Per i volontari dei progetti all’estero è prevista un’indennità di 15 euro al giorno. Read the rest of this entry »

 
 

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Lavoro, in Europa 2 milioni di posti senza candidati. L’Ue rafforza la rete di ricerca

BRUXELLES – Sono due milioni nell’Unione Europea i posti di lavoro per cui non si trova un candidato adatto. E’ anche per far fronte a questo problema che la Commissione UE ha presentato una proposta per rafforzare e migliorare l’Eures, la Rete Europea per la Ricerca di Lavoro. Grazie al network, inaugurato nel 1993, in media centocinquantamila persone ogni anno hanno trovato lavoro. Finora, però, gli annunci postati su Eures provenivano solo dal settore pubblico, mentre – una volta che la proposta odierna entrerà in vigore – il network sarà aperto anche a datori di lavoro privati.

Uno dei pilastri di questa riforma della rete europea per il lavoro è proprio il fatto che i servizi all’impiego potranno, previo consenso dei datori di lavoro e dei candidati, pubblicare automaticamente sul portale dell’Eures i profili di chi cerca lavoro e gli annunci di chi lo offre. Altri punti importanti della proposta sono l’aumentare il numero di lavori pubblicizzati sul sito internet, mettere meglio in contatto domanda e offerta, fornire un servizio di matching automatico fra posti di lavoro e candidati adatti a tali posti, offrire assistenza sia per i candidati che per i datori di lavoro e dare informazioni sulla situazione lavorativa dei diversi paesi UE a chi voglia andare a cercare lavoro all’estero. Infine, il nuovo Eures faciliterà lo scambio di informazioni fra Stati membri riguardo la carenza o il surplus di posti di lavoro a seconda dei settori. Il portale online è solo una delle due parti di cui Eures si compone. La seconda risorsa a favore di chi cerca o offre un lavoro sono gli 850 advisor nei ventotto Stati membri.

Il Commissario all’Occupazione, l’ungherese Laszlo Andor, ha sottolineato come la riforma dell’Eures sia uno degli strumenti che l’Unione Europea sta mettendo in campo per lottare contro la piaga della disoccupazione, ma non l’unico. “Non possiamo dare numeri precisi su quanto il nuovo Eures aiuterà i cittadini europei nel cercare un lavoro – ha spiegato – però sono fiducioso che la riforma verrà ratificata in tempi rapidi da Parlamento e Consiglio e che il nuovo network sarà importante per garantire a ognuno la scelta di poter decidere di andare a lavorare all’estero”. E, a margine della conferenza stampa di presentazione dell’Eures, Andor ha dichiarato: “Sono convinto che in Italia  il nuovo schema di garanzia per i giovani, un volta entrato appieno in vigore,  farà la differenza nella lotta alla disoccupazione giovanile”.

E i dati indicano che gli europei ritengono importante avere la possibilità di cercare lavoro all’estero: secondo un recente euro barometro, infatti, la libertà di movimento è il diritto a cui i cittadini UE tengono di più. Inoltre, nella seconda metà del 2013, erano 7,8 milioni le persone economicamente attive in un paese dell’Unione Europea che non fosse il loro paese d’origine. Stiamo parlando del 3,2% della forza lavoro totale. Per intenderci, nel duemilacinque i numeri parlavano di circa tre milioni di persone in meno, e di una percentuale della forza lavoro del 2,1%. (Maurizio Molinari)

>  www.redattoresociale.it

 

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FederVita Sicilia: Appello dei Giovani della Sicilia all’Unione Europea

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Occupazione giovanile, il governo punta a 100mila nuove assunzioni

ROMA  –  L’intenzione è quella di muoversi su due piani, distinti ma complementari. Uno interno che prevede anche la consultazione con le parti sociali. Il secondo internazionale, fatto di contatti e scambio di dossier con i partner europei. Unico l’obiettivo: lanciare un grande progetto per l’occupazione, a partire da quella giovanile. Con misure che possano coniugare flessibilità e occupabilità, comprendano incentivi alle assunzioni, un credito di imposta per i salari bassi, politiche attive nel mercato del lavoro più efficienti. Nella relazione consegnata dal ministro Enrico Giovannini al premier Letta c’è indicato anche un numero: centomila nuovi giovani assunti entro il 2013.
La data più importante sarà quella di fine giugno, quando a Bruxelles si terrà il Consiglio europeo. Sarà allora che il governo italiano capirà se davvero può avviare un poderoso piano per l’occupazione giovanile. Perché è inutile girarci intorno: senza soldi non è che poi si possa fare tanto. E di soldi nelle sole pieghe del bilancio italiano, con i vincoli che abbiamo, non ce ne sono. Bisogna assolutamente inventarsi qualcosa.
LA PARTITA EUROPEA  –  Letta, Saccomanni e Giovannini un’idea ce l’hanno: convincere l’Europa a non conteggiare le risorse nazionali utilizzate per le misure a favore dell’occupazione giovanile nel rapporto deficit/pil che, come è noto, non deve superare il 3%. Sarà questa la richiesta principale che avanzerà il governo italiano. Se fosse accolta potrebbero essere reperiti anche 7-8 miliardi e allora sì che una serie di misure potrebbero vedere la luce.
Per evitare di andare a sbattere contro un muro, da qui a fine giugno sarà intenso il lavoro istruttorio in collaborazione con altri Paesi dell’Unione, come noi molto sensibili all’argomento: Spagna e Francia in primo luogo. Che il Consiglio Europeo sarà una data cruciale lo dimostrano anche le notizie che arrivano dagli altri paesi: Berlino e Parigi hanno già in programma incontri tra i loro ministri del Lavoro; e così Madrid e Lisbona.
Un’altra richiesta riguarderà il cosiddetto Youth Guarentee, il piano europeo già pensato a livello Ue proprio per favorire l’occupazionale giovanile. In ballo ci sono 6 miliardi da dividere tra tutti i Paesi Ue dal 2014 al 2020. L’Italia vorrebbe spingere per anticipare al 2013 l’avvio del piano. E dato che la cifra non è enorme sul tavolo ci sarà anche la richiesta della definizione dei requisiti per l’accesso alle risorse: i Paesi che hanno oltre il 25% dei loro under 25 alla disperata ricerca di un impiego, dovranno avere la precedenza.
LA PARTITA ITALIANA  –  A breve dovrebbero essere collegialmente le parti sociali. Sul tavolo ci saranno le modifiche alla riforma Fornero. Si punterà a rendere i contratti a termine più fluidi (intervalli tra un rinnovo e l’altro più brevi, estensione della possibilità della ”acausalità”). Altro strumento che si vuole semplificare è l’apprendistato. Anche qualche aggiustamento sull’altra grande riforma targata Fornero, quella sulle pensioni, potrebbe aiutare a far scendere il tasso di disoccupazione: rendere il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione più flessibile può, ad esempio, far partire quel progetto di staffetta generazionale di cui si parla da tempo. Due le strade: part time tra lavoratori più anziani che fanno da tutor e più giovani alle prime esperienze; due neo occupati con contratti atipici per ogni pensionamento di un occupato anziano.

>  Giusy Francesehttp://www.ilmessaggero.it

 
 

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