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Archivi tag: Turchia

7 anni di guerra in Siria. Il conflitto più disumano raccontato per cifre

Il 15 marzo 2018 ha segnato il settimo anniversario dall’inizio della guerra in Siria. Un conflitto che sembrava terminato alla fine del 2017, quando le forze in campo sembravano giunte ad un accordo per l’avvio di un processo di pace. Si sapeva che i combattimenti non si sarebbero arrestati nelle zone ancora controllate dagli jihadisti dello Stato Islamico. Ed era nota la volontà della Turchia di Recep Tayyip Erdogan di evitare ad ogni costo che i curdi dell’Ygt potessero impadronirsi di un territorio nel nord della Siria. Ciò nonostante, la fine di una guerra devastante sembrava a portata di mano. Read the rest of this entry »

 
 

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San Nicola, Santa Klaus, Babbo Natale

snicSono molte le storie, i racconti, le leggende, che circondano questo santo. La prima tradizione scritta risale all’opera di San Metodio, morto a Costantinopoli nell’847, quasi 500 anni dopo la scomparsa di San Nicola. Un episodio significativo e conosciuto in tutto il mondo cristiano lo troviamo nella “Leggenda aurea” di Jacopo di Varazze che, nella seconda metà del 1200, scrive: “In quel tempo un suo vicino di casa, uomo assai nobile, voleva indurre alla prostituzione le sue tre giovani figlie e vivere di questo infame commercio. Nicola venne a conoscenza di questo delitto e ne provò orrore; allora avvolse una certa quantità d’oro in un panno e la gettò di notte attraverso la finestra: poi se ne andò di nascosto. La mattina dopo, alzandosi, quell’uomo trovò l’oro, ringraziò Dio e celebrò le nozze della sua figlia primogenita”.
Ci sono elementi – l’amore per la gioventù, il dono gratuito, l’agire di notte e nel nascondimento – che già fanno intuire come questo santo, tra i più popolari della cristianità, si sia trasformato poi in Babbo Natale. E’ la logica della gratuità senza ricompense, l’amore disinteressato a fin di bene, “dalla larghezza – scrive Dante nel Purgatorio – che fece Niccolao alle pulcelle, per condurre ad onor lor giovinezza”. Che sconcertante attualità e segno di contraddizione con l’attuale società consumistica.
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Pubblicato da su 19 dicembre 2014 in Natale

 

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UNICEF-UNHCR: nella crisi in Siria raggiunto il vergognoso traguardo di un milione di bambini rifugiati.

Cover_Siria_agosto_2013Nel terzo anno di guerra in Siria, il numero di bambini siriani costretti ad abbandonare la propria terra come rifugiati è ora salito ad un milione. “Il milionesimo bambino rifugiato non è solo un numero” ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF). “È un bambino reale, strappato alla propria casa, forse anche alla propria famiglia, e costretto ad affrontare orrori che noi possiamo comprendere solo in parte”. “Tutti noi dobbiamo condividere questa vergogna”, ha aggiunto Lake, “perché mentre noi lavoriamo per alleviare le sofferenze di coloro che sono colpiti dalla crisi, la comunità globale ha mancato alla propria responsabilità nei confronti di questo bambino. Dovremmo fermarci e chiederci come possiamo, in tutta coscienza, continuare a deludere i bambini della Siria”.

“Ciò che è in gioco adesso non è altro che la sopravvivenza e il benessere di una generazione di innocenti” ha proseguito l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati António Guterres, a capo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). “I giovani della Siria stanno perdendo le proprie case, i propri famigliari e il proprio futuro. Anche dopo che hanno attraversato un confine internazionale e raggiunto la sicurezza, sono traumatizzati, depressi e bisognosi di trovare una ragione di speranza”.

In base ai dati forniti dalle due agenzie i bambini costituiscono la metà di tutti i rifugiati provocati dal conflitto in Siria. Molti di loro sono riusciti a raggiungere Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto. Sempre più numerosi anche i siriani che fuggono verso i paesi del Nord Africa e dell’Europa. Gli ultimi dati inoltre mostrano che 740mila bambini rifugiati siriani hanno meno di 11 anni. All’interno della Siria – sostiene poi l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani – circa 7mila bambini sono stati uccisi durante il conflitto, mentre le stime di UNHCR e UNICEF dicono che oltre 2 milioni di bambini sono sfollati all’interno del paese.

Lo sconvolgimento fisico, la paura, lo stress e i traumi subiti da così tanti bambini rappresentano tuttavia solo una parte della crisi che colpisce questa parte di umanità. Entrambe le agenzie evidenziano infatti le minacce che il lavoro minorile, i matrimoni precoci, il potenziale sfruttamento sessuale, il traffico di esseri umani, pongono sui bambini rifugiati. Oltre 3.500 bambini hanno attraversato la frontiera siriana per cercare rifugio in Giordania, Libano e Iraq, non accompagnati o separati dalle proprie famiglie.

La più imponente operazione umanitaria nella storia ha visto UNHCR e UNICEF mobilitare il loro sostegno in favore di milioni di famiglie e bambini colpiti dalla crisi. Ad esempio oltre 1,3 milioni di bambini nelle comunità di rifugiati e nelle comunità d’accoglienza nei paesi limitrofi quest’anno ha potuto essere sottoposto alla vaccinazione contro il morbillo grazie al sostegno garantito dall’UNICEF e dai suoi partner. Quasi 167mila bambini rifugiati hanno ricevuto assistenza psico-sociale; oltre 118mila bambini e adolescenti hanno potuto proseguire il loro percorso d’istruzione all’interno o all’esterno di strutture scolastiche ufficiali; oltre 222mila persone hanno ricevuto una fornitura d’acqua.

logo_unicefL’UNHCR ha registrato tutti i bambini rifugiati – 1 milione – restituendo loro un’identità. L’Agenzia inoltre aiuta i bambini nati in esilio a ottenere certificati di nascita, preservando loro da un difficile futuro da apolidi, e fa in modo che tutte le famiglie e i bambini rifugiati vivano in qualche tipo di alloggio sicuro. Ma molto resta ancora da fare, fanno sapere UNHCR e UNICEF. Il Piano di risposta regionale per i rifugiati della Siria, attraverso il quale sono stati richiesti 3 miliardi di dollari USA per rispondere alle gravi necessità dei rifugiati fino al prossimo dicembre, è attualmente finanziato solo per il 38%.

Oltre 5 miliardi di dollari sono stati richiesti per affrontare la crisi in Siria, con necessità critiche nei settori dell’istruzione, della salute e di altri servizi fondamentali per i bambini rifugiati e per quelli appartenenti alle comunità d’accoglienza. Ulteriori risorse poi devono essere destinate allo sviluppo di solide reti attraverso le quali identificare i bambini rifugiati a rischio e garantire assistenza a loro e alle comunità che li accolgono. Un maggior flusso di finanziamenti rappresenta comunque solo una parte della risposta che serve a soddisfare le necessità dei bambini. È infatti necessario un impegno più intenso per trovare una soluzione politica alla crisi in Siria, le parti in conflitto devono cessare di prendere di mira la popolazione civile e devono porre fine al reclutamento dei bambini.

I bambini, gli adolescenti e le loro famiglie devono poter lasciare la Siria in sicurezza e le frontiere devono rimanere aperte in modo che essi possano attraversarle e raggiungere un rifugio sicuro. Coloro che mancano di adempiere a tali obblighi contemplati nel diritto umanitario internazionale dovrebbero rispondere appieno delle loro azioni, concludono UNHCR e UNICEF.

>  http://www.unicef.it

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2013 in Unicef

 

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La giusta distanza

Prendete le distanze dal cellulare e le vostre ossa vi ringrazieranno. Il consiglio è frutto di una ricerca condotta dalla Suleyman Demirel University di Isparta, in Turchia. L’esposizione a lungo termine ai campi elettromagnetici dei cellulari avrebbe come effetto l’indebolimento delle ossa. La verifica è stata effettuata su 150 uomini abituati ad agganciare il telefonino alla cintura: la densità delle ossa del bacino era leggermente inferiore proprio dal lato su cui poggiava l’apparecchio. Sul lungo periodo – questa è la conclusione – le onde elettromagnetiche potrebbero demineralizzare le ossa e renderle più fragili. Sarebbe meglio – spiegano gli scienziati turchi – tenere il telefono portatile il più lontano possibile dal corpo.
 
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Pubblicato da su 12 novembre 2009 in Salute e Benessere

 

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