RSS

Archivi tag: Siria

Decine di migliaia di bambini tagliati fuori dagli aiuti nella Siria meridionale

Sono circa 180.000 i civili costretti a sfollare a seguito della recrudescenza dei combattimenti nel sud della Siria. Secondo le nostre stime, metà di essi sono bambini. Stando alle ultime notizie, molti di questi bambini e le loro famiglie continuano a non poter ricevere quell’assistenza umanitaria di cui hanno bisogno urgente per sopravvivere. Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 29 luglio 2018 in Unicef

 

Tag: , , , , , , ,

7 anni di guerra in Siria. Il conflitto più disumano raccontato per cifre

Il 15 marzo 2018 ha segnato il settimo anniversario dall’inizio della guerra in Siria. Un conflitto che sembrava terminato alla fine del 2017, quando le forze in campo sembravano giunte ad un accordo per l’avvio di un processo di pace. Si sapeva che i combattimenti non si sarebbero arrestati nelle zone ancora controllate dagli jihadisti dello Stato Islamico. Ed era nota la volontà della Turchia di Recep Tayyip Erdogan di evitare ad ogni costo che i curdi dell’Ygt potessero impadronirsi di un territorio nel nord della Siria. Ciò nonostante, la fine di una guerra devastante sembrava a portata di mano. Read the rest of this entry »

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

Nuove minacce Isis: “La Torre Eiffel crollerà”

Gli attentati sferrati venerdì 13 dall’Isis a Parigi e costati la vita a 130 persone «sono solo l’inizio». Tour Eiffel e un aereo dell’Air France: sono questi i prossimi obiettivi dei jihadisti secondo un video diffuso da Aleppo dagli stessi miliziani francofoni su Twitter. Le minacce sono recitate in lingua francese: «Sarà peggio dell’11 settembre». Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 21 novembre 2015 in Guerre e terrorismo

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Unicef in azione per i bambini migranti in transito dalla Macedonia

gevgelija.unicef25 agosto 2015 – L’Unicef ha creato uno “Spazio a misura di bambino” [ambiente protetto per l’infanzia in condizioni di emergenza] e ha dislocato un team mobile presso Gevgelija, città della repubblica ex-jugoslava di Macedonia al confine con la Grecia, per prestare aiuto a donne e bambini che a migliaia ogni giorno transitano da questo valico di frontiera. Lo “Spazio a misura di bambino” è stato allestito in una costruzione all’interno dell’area di riposo per i migranti stabilita dall’Unhcr. Il team mobile è composto da volontari locali della Ong “La Strada International”, incaricati di curare il ricongiungimento ai familiari di minori rimasti soli e di fornire assistenza e sostegno psicologico e sociale ai minori in transito. Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 5 settembre 2015 in Unicef

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , ,

Cinquemila jihadisti pronti a colpire l’Europa

foreign fightersLa minaccia era stata definita da almeno un anno e in molti avevano lanciato l’allarme per il rischio che ai “terroristi fai da te” che utilizzano armi rudimentali o le loro automobili per uccidere infedeli si unissero anche i foreign fighters, i veterani di guerra del jihad rientrati da Siria e Iraq.  Read the rest of this entry »

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Passaggio in Siria

logo_unicefPassaggio in Siria è il titolo dell’ebook gratuito che l’UNICEF Italia presentato in anteprima mondiale in occasione della ricorrenza dei tre anni di guerra in Siria. Un percorso tra storie, immagini e  racconti, che documenta, attraverso narrazioni personali, le esperienze di persone che hanno vissuto direttamente il dramma di quella che ormai è considerata la più grave emergenza umanitaria degli ultimi decenni. All’interno del libro si trovano le testimonianze inedite dei protagonisti UNICEF “sul campo”: in Giordania con il vice-Rappresentante dell’UNICEF Michele Servadei e il Capo degli Affari Umanitari Lucio Meandri; in Libano con la Rappresentante UNICEF Annamaria Taurini; in Iraq con il Rappresentante UNICEF Marzio Babille.

Accanto ai racconti del Direttore Generale dell’UNICEF Italia Davide Usai e del Portavoce dell’UNICEF Italia Andrea Iacomini, entrambi coinvolti in missioni nel Kurdistan iracheno e in Giordania, troviamo due editoriali di eccezionale forza e peso a firma di Adriano Sofri, che proprio a seguito dell’UNICEF si è recato in missione lo scorso novembre in Iraq e Giordania presso i campi profughi di Arbat, Kawergosk, Sulemanye e Domiz in Iraq e Zaatari e Jordan Valley in Giordania. «La vita di 5,5 milioni di bambini siriani è distrutta. Oltre 2,4 milioni di persone sono fuggite dal paese, rifugiate nelle nazioni limitrofe. La metà sono bambini. I bambini della Siria, lo ripetiamo da tre anni, rischiano di diventare una ‘generazione perduta’ perché sono loro che stanno pagando il prezzo più alto» scrive il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera nella prefazione.

Le foto, un vero racconto nel racconto, fanno da cornice e sfondo lungo tutto il percorso disegnato dal libro e sono a firma della fotografa e scrittrice Neige De Benedetti. Le immagini sono state scattate nelle citate, recenti missioni in Iraq e Kurdistan al seguito dell’UNICEF Italia. Queste e altre foto di Neige De Benedetti saranno esposte in un’importante mostra intitolata “Da Amman ad Erbil. Viaggio tra i bambini profughi siriani” che si terrà a Milano dal 25 al 27 marzo 2014 presso la Galleria Antonio Battaglia in Via Ciovasso 5. Inaugurazione il 25 marzo alle h. 19, ingresso alla mostra gratuito.

Sfoglia online e scarica la pubblicazione su www.unicef.it/passaggioinsiria

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 15 marzo 2014 in Unicef

 

Tag: , , , ,

Il seme e la spada

pace siriaSulla crisi siriana risuonano in queste ore due appelli contrastanti, pur di diversa autorevolezza morale, e due logiche sembrano drammaticamente contrapporsi. La voce levata alta e forte dal Papa invoca la pace e la trattativa diplomatica, con una mobilitazione delle coscienze che trova espressione non solo simbolica nel digiuno e nella preghiera di domani. La realpolitik della deterrenza e della dimostrazione di forza, sebbene ammantata anche da motivazioni umanitarie, chiama invece a un’azione bellica “punitiva”, con in testa gli Stati Uniti di Barack Obama e altri governi nelle ultime ore sempre più esitanti.
«Bisogna fermare il massacro in Siria», ha scritto in toni fermi e accorati Francesco al presidente russo Vladimir Putin quale attuale presidente del G20 in corso a Mosca. Paradossalmente, si tratta della stessa motivazione con cui anche l’Amministrazione americana si dice pronta a bombardare il regime di Bashar Assad. Non potrebbero esservi approcci più diversi, ma è evidente che qui non si tratta di differenti mezzi tra cui scegliere per ottenere lo stesso risultato, bensì di una netta divaricazione di fronte a una tragedia che tutti deve interrogare.
Non può nemmeno essere vista, nel peggiore fraintendimento, come una sfida personalistica, un contare le divisioni di cui può disporre il Papa (e la storia ha dimostrato che sono tante ed efficaci, senza mai essere cruente) e un valutare che cosa promette di “funzionare” di più. I feroci contendenti che hanno provocato centomila morti in due anni di conflitto non sono cristiani e difficilmente si siederanno immediatamente a un tavolo negoziale anche dopo una breve pioggia di missili.
A essere in gioco non è la migliore analisi geopolitica, bensì una prospettiva umana che va molto più a fondo e si allarga anche ad altri fronti del mondo.
Ciò che sollecita Francesco dalla cattedra di Pietro, insieme a chi sinceramente e non in modo strumentale o per altri fini aderisce al suo invito, è un radicale mutamento di visione e di atteggiamento sulla scena internazionale. La violenza chiama violenza, le ferite inferte si allargano e imputridiscono, i rancori si accrescono, le incomprensioni si radicalizzano. Nessuno, cristianamente (e kantaniamente), può essere solo uno “strumento”, quasi che la sua eliminazione serva allo scopo di indurre altri a cambiare le proprie posizioni. In un inestricabile groviglio di torti e ragioni come quello siriano, non esiste una spada di Salomone che possa tagliare di netto il giusto e lo sbagliato. Ergersi a giudici della vita e della morte è sbagliato in sé e non può condurre ad alcun esito positivo.
È la logica ineccepibile che non fa condurre l’amore per la pace da un’utopia lontana dalla realtà terrena sempre segnata dal peccato. Forse il Pontefice che ha preso così decisamente l’iniziativa su scala planetaria è il più realista degli attori in campo. Così realista, probabilmente, da sapere in cuor suo che in ogni caso il massacro nello sfortunato Paese asiatico non si fermerà da un momento all’altro, ma che conta la qualità dei semi che si gettano. Se saranno semi di odio la crisi non potrà che peggiorare.
Risulterebbe un segno di debolezza fermare una macchina militare già avviata e riprovare con rinnovata fantasia la carta diplomatica? Dipende dal criterio con cui si effettua la valutazione. Nel semplice equilibrio di potenza, forse sì. Ma si è visto quanto poco sia servita in Medio Oriente una logica del pugno di ferro, costata enormi perdite umane. Questo non vuol dire che un domani non si presentino situazioni in cui l’ingerenza umanitaria e il dovere di proteggere, sotto l’egida Onu, saranno doverosi e per i quali la potenza americana sia, come è stata in passato, utile e benemerita.
Non si tratta, in definitiva, di disarmare e di consegnarsi arrendevoli a chi esercita violenza e sopraffazione. Ma di capire che la prima risposta è sempre la pace e che la guerra può essere l’ultima risorsa soltanto quando null’altro sia rimasto per evitare che l’innocente sia colpito.

>  Andrea Gavazza – 06/09/2013 – www.avvenire.it

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 settembre 2013 in Attualità e Cultura

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,