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Archivi tag: Save the Children

Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia: 1 bambino su 2 vive tra guerra e povertà

Il 20 novembre ricorre l’anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E proprio le Nazioni Unite — in occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza — vogliono rimettere all’ordine del giorno i diritti dei bambini perché tutti possano esprimere il loro potenziale. Sottolineando quelli dei piccoli siano «diritti non negoziabili». Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 20 novembre 2018 in Infanzia e Adolescenza

 

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Allarme Save The Children: In Italia un bambino su dieci vive in povertà assoluta

Una consistente fetta d’Italia è in gravissime difficoltà economiche, con un effetto domino sui minori che vivono in quelle famiglie. Un milione e trecentomila bambini e ragazzi infatti vivono in povertà assoluta. Una quota altissima, il 12,5% del totale. A lanciare l’allarme il nuovo rapporto di Save the Children, “Nuotare contro corrente”. Povertà educativa e resilienza in Italia. Numeri che non si distaccano dagli ultimi dati raccolti dall’associazione e resi noti a novembre in occasione della Giornata dei diritti dell’infanzia. Nell’ultimo anno, dunque, nessun grosso miglioramento da questo punto di vista nel nostro Paese.  Read the rest of this entry »

 
 

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Una «grande Alleanza» per battere la povertà

povertà_300​In Europa solo il nostro Paese – a parte la disastrata Grecia – non ha alcuno strumento di contrasto diretto alla miseria. Ma dal 2005 a oggi la povertà assoluta è raddoppiata: dal 4,1 all’8%, cioè 4 milioni e 814 mila persone. Che non ce la fanno a pagare l’affitto, le bollette, la spesa. I poveri. È per questo che un inedito e amplissimo cartello di grandi realtà associative, del terzo settore, sindacali, e istituzionali ha dato vita all’Alleanza contro la povertà in Italia. Per chiedere al Governo di avviare dal 2014 un Piano nazionale contro la povertà pluriennale. Stanziando almeno 900 milioni per avviare anche in Italia un reddito di inclusione. Senza tirare la solita coperta corta. Ma – ad esempio – tassando le rendite finanziarie.
L’Alleanza contro la Povertà, presentata ieri a Roma, nasce da un’idea del professor Cristiano Gori dell’Università cattolica di Milano, ed è promossa grazie al contributo delle Acli. Il Piano nazionale è in otto punti. Primo: dal 2014 andrà introdotta una misura «non meramente assistenziale ma che sostenga un atteggiamento attivo» dei beneficiari. Da ampliare «il modesto finanziamento» presente nel Piano di stabilità. Secondo: partendo dai più bisognosi tra chi è in povertà assoluta, ogni anno vedrà ampliarsi la platea. L’ultimo anno la misura andrà a regime. Terzo: il criterio progressivo annuale sarà quello di coinvolgere ogni volta chi sta “un pò meno peggio”. Quarto: con la prestazione monetaria andranno erogati servizi per l’inclusione: per l’impiego, contro il disagio psicologico, per esigenze di cura. Quinto: gli strumenti sperimentalmente già in vigore (nuova social card in 12 comuni, carta per l’inclusione sociale in 8 regioni del Sud, carta acquisti tradizionale introdotta dal 2008) confluiranno nella nuova misura reddituale, senza interruzioni del sostegno pubblico. Sesto: l’investimento sulla lotta alla povertà «non può considerarsi in alcun modo sostitutivo del rifinanziamento» dei Fondi per le politiche sociali e per la non autosufficienza. Settimo: senza scartare eventuali contributi europei o privati, la nuova misura dovrà essere finanziata dallo Stato, in quanto livello essenziale di prestazioni sociali. Ottavo: l’efficacia delle proposta è commisurata al pieno coinvolgimento di terzo settore e organizzazioni sociali con le istituzioni, nella programmazione e nella gestione degli interventi

«L’alleanza è aperta all’adesione di altri soggetti che hanno a cuore il tema», sottolinea Gianni Bottalico, presidente delle Acli. Cgil, Cisl e Uil – con Vera Lamonica, Pietro Cerrito e Francesco Maria Gennaro – sottolineano che le risorse vanno trovate responsabilizzando chi ha di più e non togliendole dal welfare per i ceti medio bassi in difficoltà. Cerrito della Cisl parla di «tassazione delle rendite finanziarie, perché a pagare l’intervento sulla povertà dovrà essere chi ha di più e ci continua a lucrare sul disagio». E Pietro Barbieri, portavoce del Forum del terzo settore, ricorda che «l’Italia spende il 10% della media dei Paesi Ue a 15 per il contrasto alla povertà». Ad aderire all’Alleanza sono Acli, Anci, Action Aid, Azione Cattolica, Caritas, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, S. Egidio, ConfCooperative, Conferenza Regioni e Province Autonome, S. Vincenzo De Paoli, Consiglio Nazionale Italiano Onlus, Fio-PSD, Banco Alimentare, Terzo Settore, Lega delle Autonomie, Focolari, Save the Children, Jesuit Social Network.

>  Luca Liveraniwww.avvenire.it

 
 

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La crisi pesa su bambini e adolescenti

La crisi economica rischia di pesare soprattutto su bambini e adolescenti, in assenza di misure specifiche di tutela. Negli ultimi anni, la percentuale delle famiglie a basso reddito con un minore è aumentata dell’1,8%, e del 5,7% quella di chi ha 2 o più figli. Questo rileva l’Atlante dell’Infanzia, diffuso da Save the Children alla vigilia della Giornata dell’Infanzia che si celebra il 20 novembre. Sono 10 milioni 229mila i minori in Italia: 1.876.000 vivono in povertà e il 18,6% in condizione di privazione materiale. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 18 novembre 2011 in La grande Crisi

 

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