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Rapporto Eurispes 2017, la metà degli italiani boccia il sistema sanitario. E non riesce a pagare le spese mediche

Per la maggioranza degli italiani nel 2017 ci sarà una ripresa debole ma stabile, ma solo una persona su dieci si aspetta dal nuovo anno un miglioramento della situazione economica. Che, d’altro canto, per oltre il 40% delle famiglie è rimasta invariata. Di fatto quasi la metà non riesce a far quadrare i conti e circa una persona su quattro afferma di sentirsi abbastanza o molto povero. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2017 in La grande Crisi

 

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Sanità, nuovi ticket in Sicilia

PALERMO. “Il cambiamento delle norme per l’esenzione dal ticket, che ci è stato imposto dal ministero per adeguare la Sicilia al sistema in vigore in tutto il resto d’Italia, provocherà inevitabili disagi all’utenza. E’ necessario che tutti i soggetti coinvolti in questo cambiamento – dalle aziende sanitarie ai medici di famiglia – facciano uno sforzo organizzativo per limitare i disagi e i disservizi agli utenti ai quali, invece, chiedo un supplemento di pazienza e un atteggiamento di collaborazione”. E’ l’appello dell’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, all’indomani dell’entrata in vigore della nuova legge regionale che disciplina l’esenzione dal ticket sulle prestazioni sanitarie, sia farmaceutiche che di specialistica ambulatoriale. L’assessore ha già emanato, la scorsa settimana, una circolare indirizzata ai manager delle aziende con la quale ha dato alcune disposizioni. “Va immediatamente potenziato – scrive Russo – il numero degli operatori addetti alla ricezione delle autocertificazioni, all’interrogazione del sistema informatico e alla stampa dei certificati provvisori di esenzione, prevedendo anche aperture pomeridiane degli appositi sportelli. Bisognerà predisporre punti informativi, utilizzando anche gli Uffici relazioni per il pubblico (Urp), avviare campagne informative utilizzando tutti i canali disponibili e pubblicando sul proprio sito web il foglio informativo che è stato predisposto dall’assessorato”. Per facilitare i cittadini ad adeguarsi alle nuove norme, l’assessorato ha anche autorizzato le Asp a stipulare accordi con i Caf (centri di assistenza fiscale) in modo da rendere più capillare la rete degli sportelli amministrativi. “Per fronteggiare le inevitabili difficoltà burocratiche che si sono verificate anche nelle altre regioni italiane – prosegue Russo – abbiamo previsto una fase transitoria fino al 30 aprile, durante la quale, in attesa del certificato definitivo di esenzione, i soggetti che ritengono di rientrare tra le categorie esentate potranno ricorrere alla autocertificazione apponendo una firma nell’apposito spazio della ricetta all’atto della erogazione della prestazione sanitaria”.
ECCO CHI SARA’ ESENTE DAI TICKET. Gli uffici dell’assessorato regionale alla salute, dopo le prime segnalazioni dei disagi relativi alla nuova normativa sui ticket, ribadiscono che nulla è cambiato per quanto riguarda le esenzioni per patologia e che pertanto chi era esente prima lo sarà anche col nuovo sistema. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, per verificare le condizioni di esenzione, dovranno consultare l’elenco disponibile sul sistema tessera sanitaria (portale Sogei) o richiedere l’elenco degli esenti all’Asp competente.
Gli assistiti che non sono inseriti negli appositi elenchi, ma che ritengono di possedere i requisiti per beneficiare dell’esenzione, potranno rivolgersi agli uffici distrettuali dell’Asp muniti della propria tessera sanitaria per rendere una autocertificazione e ricevere il relativo tesserino.
Con il nuovo sistema sono esentati dal pagamento del ticket:
–    soggetti di età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (E01);
–    disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (E02);
–    titolari di assegno sociale (ex pensione) e loro familiari a carico (E03);
–    titolari di pensione al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo a 8.263,31, incrementato fino a 11.362,05 in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico.

> articolo interamento ripreso da www.gds.it

 
 

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Il dott. Gaspare Viola scrive all’Aggregazione

Spett.le Aggregazione Giovanile Atlantide, nel ringraziarvi per la Vs ospitalità, estendo anche a voi un aggiornamento sull’iniziativa “Casa della Salute”, per stimolare ulteriori approfondimenti e sviluppi.
Un cordiale saluto, Gaspare Viola.

 

Scrivo questa mail dopo l’ultimo incontro sulla Casa della salute che si è svolto sabato 29 gennaio scorso. L’idea è tenersi collegati, aggiornare quanti avrebbero voluto ma non sono riusciti a partecipare, quanti – e sono tanti – non hanno mai saputo di questa iniziativa; comunque, estendere la base delle persone che vogliono/possono essere coinvolte nella costruzione della Casa della Salute, anche se magari qualcuno si stupirà di riceverla questa mail.

Faccio qualche breve premessa a beneficio dei “nuovi”. In diversi mi hanno chiesto nelle scorse settimane se il progetto della Casa della Salute andasse avanti, a che punto fosse, ecc. Vorrei fosse chiaro a tutti che il progetto della Casa della Salute è nelle nostre braccia, dipende dalla nostra passione civile, dalla buona volontà e dalla generosità di ciascuno di noi. Nell’ultimo incontro il dott. Lino Di Mattia ha rimarcato la differenza tra sanità e salute: la sanità fa riferimento alle competenze professionali ed è nelle mani di medici ed infermieri; la salute è un bene molto più grande rispetto al quale ciascuno deve sentirsi responsabile.

Quello che vogliamo realizzare fa riferimento alla definizione di Salute dell’OMS del 1948: non semplice assenza di malattie, ma uno stato di completo benessere psico-fisico relazionale. Definizione affascinante ed impegnativa, ma che di fatto rimane inapplicata. Noi vogliamo provare a perseguirla mettendo in gioco il ruolo della comunità civile, di una comunità civile fraterna, con la sua capacità di autogoverno. E’ la città che può e deve giocare un ruolo decisivo ed è dalla città che bisogna ripartire. Non è un caso che molte idee siano fin quì scaturite dai ragazzi della Scuola media nei 3 laboratori maieutici tenuti da Amico Dolci: è la città, in tutte le sue articolazioni e risorse, che si interroga sul diritto alla salute e prende in mano il proprio futuro. Sfruttiamo il vantaggio di un piccolo centro con potenzialità aggregative che una grande città sconosce. Lo so che “una comunità civile fraterna” è un pò come l’isola che non c’è di Edoardo Bennato, ma sono anche convinto che un impegno corale e genuino finalizzato alla tutela della salute può costruirla dal basso. Quando l’OMS fa riferimento ai “determinanti sociali delle malattie” il discorso è attualissimo, lo sguardo è alla società nel suo complesso, la stessa in cui cresce una domanda di salute che oggi non trova risposte.

Un’altra parola chiave è sperimentazione, innovazione: non vogliamo realizzare una struttura sanitaria che ricalca ciò che già esiste altrove, ma una struttura sanitaria nuova, ove, oltre alla gestione delle emergenze, se seguono percorsi innovativi di promozione della salute, prevenzione, cura e socializzazione. Una struttura in cui personale medico, paramedico e volontariato, cooperano con pari dignità. Il carattere innovativo esige disponibilità alla sperimentazione e fa sì che la nostra sia – per usare le parole di Antonio Baggio – “una ricerca che agisce” o “un’azione che pensa e conosce”. Cioè, la strada ce la apriremo passo dopo passo.

Ancora. Siamo pervenuti insieme all’opportunità di promuovere una formazione specifica rivolta in primis ai medici e volontari (20-25 persone) sui quali fare affidamento per l’avvio della Casa. Con Amico Dolci ne avevamo già parlato al Direttore Generale dell’ASP di Agrigento dr. Olivieri. Ora è venuto il tempo di stendere nero su bianco il programma del corso di formazione ed inoltrarlo all’Asp perchè venga finanziato. (Si potrebbe pensare anche ad un co-finanziamento da parte del Comune di S. Margherita, ove sorgerà la struttura) Contestualmente alla stesura del corso formativo, dovremmo essere in grado di mettere giù i primi nomi dei volontari su cui contare, giusto per dare concretezza al progetto. Le persone che partecipano al corso di formazione devono essere consapevoli che su di loro si sta operando un investimento culturale propedeutico all’avvio della Casa della Salute.

Sono solo alcuni spunti. Ci sarebbero tante altre cose: l’idea progettuale sull’edificio da ultimare, a che punto è il finanziamento, i rapporti con le Istituzioni, ecc. Il nostro è un impegno che cerchiamo di ritagliare fra lavoro, famiglia e responsabilità varie. Alle volte si fa fatica – siamo quattro gatti – ma l’idea è bella, centrata, risponde ad un’esigenza sociale avvertita e costruisce la città, per cui è saggio osare e perseverare.

Se cresciamo numericamente, potremmo distribuirci i compiti, magari distinguerci in gruppi di lavoro; in ogni caso, entro la prossima settimana bisognerà che il comitato civico promotore si riunisca.

Un cordiale saluto

Gaspare Viola

NOTA dell’AGGREGAZIONE
      Caro dott. Gaspare Viola, ci complimentiamo con Lei per quanto sta facendo in riferimento al progetto “Casa della Salute”: la riteniamo un’ottima iniziativa. D’altra parte, pensiamo che risponda ad una esigenza concreta di tutti noi, cittadini di Santa Margherita. La nostra Sede, seppur modesta, la ritenga sempre disponibile per ogni iniziativa che abbia come fine il bene di questo paese e dei suoi abitanti; così, negli ultimi mesi, stiamo facendo con chiunque vede in noi un punto di riferimento. Siamo onorati di poter contribuire allo sviluppo di Santa Margherita e, perciò, le diciamo sin da adesso di considerarci già partecipi e disponibili a collaborare in tutto ciò che può essere utile. La nostra organizzazione saprà attivarsi nei modi necessari.
      La ringraziamo della sua amicizia e le auguriamo buon lavoro. A presto.
 
 

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Santa Margherita: definito il progetto di completamento e riconversione del poliambulatorio

E’ stato definito con nota dell’Assessorato Regionale alla Salute del 4 febbraio 2011, il progetto di completamento e riconversione del Distretto Socio Sanitario con Poliambulatorio (DDS) di Santa Margherita di Belìce a Comunità Terapeutica Assistita (CTA). L’importo è stato recuperato e reso disponibile grazie all’intervento dell’amministrazione comunale che, in collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Salute, ha rimodulato l’utilizzo delle risorse finanziarie riconvertendo il progetto in CTA.

L’inizio dei lavori relativi a tale struttura risale al 1996. Dopo il completamento di una prima parte dell’opera nel 2006, a seguito delle nuove direttive del Servizio Sanitario Regionale, l’AUSL di Agrigento 1, volendo procedere al completamento dell’opera conformemente alle direttive suddette che non prevedevano più per Santa Margherita di Belìce una struttura sanitaria così articolata, proponeva il cambio di destinazione d’uso da DSS con Poliambulatorio a CTA con 40 posti letto finalmente giungendo all’attuale progetto di completamento e riconversione il cui costo è stato confermato in 2 milioni 339 mila euro circa.

Ad oggi sono state ultimate e collaudate tutte le strutture portanti mentre l’intervento di riconversione si propone il completamento dell’opera con due moduli distinti, uno per il piano terra ed uno per il primo piano, per un totale di 20 posti letto a piano da adibire a Comunità Terapeutica Assistita (CTA). I lavori consistono nel completamento delle opere edili e nella realizzazione di tutti gli impianti necessari per adeguare il complesso alle vigenti disposizioni di legge che regolano tali strutture residenziali di tipo sanitario. Il completamento dell’opera, inoltre, atteso da molti anni dalla comunità locale, potrà essere per Santa Margherita di Belìce occasione di lavoro e di impiego nella struttura di professionalità mediche e paramediche in grado di dare nuovo impulso allo sviluppo del centro belicino.

fonte: www.agrigentocronaca.net

 
 

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