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Nuova frontiera del precariato

euroI voucher? “C’è il rischio che diventino la nuova frontiera del precariato. Che per molte persone diventino l’unica forma di lavoro”. Parola di Tito Boeri, presidente dell’Inps, intervenuto a Milano alla presentazione del Rendiconto 2014 dell’istituto. Solo in Lombardia il numero dei tagliandi venduti negli ultimi tre anni è triplicato: 3,87 milioni nel 2012, 6,67 milioni nel 2013 e ben 11,67 milioni nel 2014. “Credo che questi incrementi segnalino l’esistenza di un problema -ha spiegato Boeri-. Studieremo con attenzione la situazione”. Per il presidente dell’Inps inoltre è preoccupante l’incremento delle prestazioni previdenziali di invalidità e delle pensioni sociali sotto i 65 anni. “In Italia c’è davvero bisogno di estendere una protezione sociale al di sotto dell’età pensionabile. Serve un sistema sociale che copra un’intera popolazione”. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 1 giugno 2015 in La grande Crisi

 

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Navigazione internet più sicura per i bambini con YouTube kids

ytkidsRoma – Un’app studiata espressamente per i più piccoli, con contenuti e grafica ad hoc. Si tratta di YouTube Kids, versione speciale di YouTube lanciata da Google, per rendere più sicura la navigazione dei bambini su iInternet. La nuova applicazione, gratuita, farà il suo debutto lunedì 23 febbraio negli Stati Uniti e sarà disponibile per smartphone e tablet Android. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2015 in Infanzia e Adolescenza

 

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Povertà. Cibo, vestiti e tasse scolastiche: le famiglie chiedono aiuto

AGO1180x120avve91PALERMO – Sono 450 le famiglie palermitane in grave difficoltà che quest’anno hanno chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune. Per questo motivo il comune ha deciso di reintrodurre in bilancio comunale il contributo di assistenza economica straordinaria. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2015 in La grande Crisi

 

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La crisi economica scoraggia le famiglie: 62 mila nati in meno all’anno

Nel 2013 in Italia si è registrata una riduzione delle nascite del 3,7% rispetto all’anno precedente, con un calo del tasso di natalità da 9 a 8,5 nati per mille abitanti. Dall’inizio della crisi a oggi sono più di 62 mila i nati in meno all’anno. E’ quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con la Fondazione Ibsa. Siamo passati dai 576.659 bambini del 2008 ai 514.308 del 2013: mai così pochi nella storia d’Italia (le serie storiche ufficiali partono dal 1862), nonostante l’aumento nel tempo della popolazione, i progressi della medicina e il contributo degli immigrati residenti. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2014 in La grande Crisi

 

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Palermo, le famiglie povere delle periferie raccolgono vestiti e scarpe per i migranti

Dalle chiese di periferia di Palermo, attraverso la Caritas, arriva una prima risposta ai bisogni primari di accoglienza di alcuni dei 760 immigrati arrivati ieri al porto di Palermo. Venticinque sono stati accolti nella chiesa di San Gaetano di Brancaccio, in particolare all’interno dei locali attigui dove operò p. Pino Puglisi. Duecento invece sono quelli che si trovano in questo momento nella chiesa S. G. M. Vianney Curato d’Ars del quartiere popolare di Falsomiele. Si tratta di due realtà che, nonostante siano fortemente pressate già da parecchi problemi, soprattutto legati alla povertà delle famiglie, stanno rispondendo in maniera straordinaria. In queste ore sono proprio le stesse famiglie “bisognose” che si stanno attivando a favore degli immigrati organizzando raccolte di vestiti, scarpe e generi di prima necessità.

Abbiamo accolto 25 nostri amici migranti tutti originari della Costa D’Avorio e del Mali – dice p. Francesco Francoforte, parroco di San Gaetano di Brancaccio -. Sono stati sistemati nei locali  diocesani del centro Padre Nostro che volle a suo tempo padre Pino Puglisi. Stiamo dando fondo  con i beni che abbiamo in parrocchia. Si tratta, certamente, di una nostra prima risposta  perché penso che di migranti ne arriveranno altri. Ci stanno dando una mano le suore di Madre Teresa di Calcutta e molti volontari”. Noi, sicuramente in questo momento difficile – aggiunge p. Francoforte – non possiamo che fare la nostra parte mettendocela tutta, investendo risorse e persone per dare piena ospitalità a chi attraversa deserto e mare per arrivare da noi. Non è un’emergenza che pensiamo, però, possa concludersi solo in questo modo perchè occorrerebbe che, chi di dovere, prenda delle decisioni più radicali attrezzandosi in maniera migliore. Lasciare tutto alla buona volontà dei cittadini tra volontari e operatori non basta certo a risolvere il problema che ha dimensioni molto ampie rispetto a quelle che sono le nostre risposte”. In una parrocchia che ha già i suoi problemi è, comunque, significativo che ci stiamo attivando in questo modo – continua -. Tra poveri, insomma ci si capisce molto. Spesso il quartiere finisce nei giornali per cose negative mentre, adesso, è per noi motivo di orgoglio potere dire che chi  già vive nel bisogno aiuta i migranti. A causa dell’essere periferia siamo con un cuore più aperto alle esigenze degli altri”.

Duecento migranti originari di Gambia, Nigeria, Costa d’Avorio, Benin e Mali sono, invece quelli ospitati all’interno della chiesa S. G. M. Vianney Curato d’Ars di Falsomiele. Nel popolare quartiere periferico del capoluogo, in queste ore frenetiche, arrivano in continuazione volontari e persone che portano beni di prima necessità. A Falsomiele, infatti, si è creato un vero e proprio villaggio della solidarietà: dentro la chiesa sono stati sistemati i letti al posto delle panche e ognuno fa a gara per rispondere  alle necessità di queste persone. Tutta la comunità della chiesa sta rispondendo in maniera straordinaria ai bisogni delle 200 persone immigrate che abbiamo accolto in chiesa – racconta il parroco p. Sergio Mattaliano che è anche direttore della Caritas diocesana -. Centinaia di volontari stanno testimoniando la carità nel senso più vero del termine. Sono tanti gruppi impegnati: la comunità ecclesiale, gli scout, i volontari e anche le famiglie che danno quel poco che hanno”. Infatti, l’aspetto ancora più bello è, proprio che, nel quartiere, le famiglie più povere stanno cercando di attivarsi e dare una mano  per bisogni primari dei migranti – sottolinea p. Sergio Mattaliano -.  Si tratta di poveri italiani che stanno aiutando nella raccolta dei vestiti e di quant’altro i loro fratelli stranieri ancora più bisognosi. E’ davvero impressionante il circuito di solidarietà delle persone di questo quartiere. In una realtà che già soffre stiamo dando una testimonianza molto alta dal punto di vista sociale, umano e cristiano”. Tra le altre strutture diocesane che hanno accolto una parte degli immigrati, arrivati ieri, ci sono anche i locali diocesani di una ex scuola al Villaggio Ruffini dove sono stati accolti in 200 e il centro della Caritas San Carlo dove sono sono ospitati 100 migranti. (set) 

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Pubblicato da su 16 giugno 2014 in Caritas

 

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Expo, 10 mila volontari in campo. Con la speranza di trovare un lavoro

opportunitàMILANO – Expo, Csvnet e Ciessevi lanciano il Programma Volontari, con cui tutti i cittadini italiani e non potranno partecipare attivamente alla fiera universale che si terrà a Milano dall’1 maggio al 31 ottobre 2015. Dal 21 maggio 2014, si possono chiedere informazioni anche via twitter attraverso l’hashtag #askExpo. Obiettivo del Programma Volontari è formare i 10 mila volontari che graviteranno attorno all’evento, in modo che possano acquisire competenze utili anche per poter trovare lavoro a seguito dell’evento.

Il programma si sviluppa su diverse esperienze di volontariato. C’è l’esperienza “breve”, per chi vuole dedicare all’evento 5 ore e mezza per due settimane. I volontari di “lungo periodo”, invece, parteciperanno a specifici progetti di Servizio Civile e di Dote Comune Expo per tutto il semestre per 5 giorni a settimana. I “volontari per un giorno” sono volontari aziendali che per 5 ore un giorno si dedicano ad Expo. I volontari del Progetto Scuola sono invece studenti che faranno da ciceroni ad altri colleghi in visita ai padiglioni della manifestazione.

Con Csvnet e Ciessevi si formeranno circa 7.500 volontari (581 al giorno nei 13 periodi in cui è stato suddiviso il semestre della manifestazione) che faranno parte del programma “breve”. Per accedere al servizio il sito di riferimento è volontari.expo2015.org. I candidati saranno contattati per colloqui personali, seguiranno 15 ore di autoformazione, suddiviso in moduli, ognuno con un suo test. In più, da qui alla manifestazione ci saranno eventi di raccolta e motivazione dei volontari e sarà creata una social community. Attraverso il volontariato in Expo i partecipanti potranno arricchire il loro bagaglio di esperienze internazionali, apprendere di più sui temi dell’esposizione, costruire un network di relazioni e amplieranno i loro ambiti di interesse. Alla fine dell’esperienza l’Italia avrà a disposizione un nutrito gruppo di volontari “di eccellenza” che rappresenteranno un “patrimonio specialistico“. (lb)

>  16/05/2014 – http://www.redattoresociale.it

 

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Dipendenze: è l’alcol la sostanza più diffusa, in aumento psicofarmaci e azzardo

La cannabis resta – alcol a parte – la sostanza psicoattiva più diffusa in Italia e in Europa, seguita dalla cocaina. Ma anche l’eroina non è affatto sulla via del tramonto e aumentano gli adulti che scelgono sostanze sintetiche. Sono alcuni flash dal libro “In dipendenza. 121 risposte sulle dipendenze in Italia”, che raccoglie i dati dello studio Ipsad® (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) condotto dalla Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa.

“Il nostro Paese registra livelli di consumo superiori alla media europea”, spiega Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr. “Circa 12 milioni di europei, il 3,6% dei 15-64enni, hanno fatto uso di cannabis nell’ultimo mese e circa 22,5 milioni nell’ultimo anno, pari al 6,7%. L’Italia va oltre la media: nel 2011 sono oltre 1,5 milioni (3,9%) coloro che ne hanno assunta nell’ultimo mese e circa 3,5 milioni (8,7%) nell’anno. Dalla fine degli anni ’90”. La fascia di popolazione italiana piu’ coinvolta e’ quella dei giovani, i 15-34enni. Per quanto riguarda la cocaina, in Europa, ne hanno fatto uso nel corso dell’anno quasi 4 milioni di cittadini (circa 1,2%) e l’Italia, anche in questo caso, riporta livelli di consumo – l’1,3% della popolazione (circa 520mila persone) – superiori alla media europea, insieme con Irlanda, Spagna, Cipro e Regno Unito. “Rispetto al passato, il ‘consumatore-tipo’ e’ pero’ molto cambiato”, spiega ancora Molinaro. “Se negli anni ottanta la cocaina era la droga degli yup­pies, adesso tra i consumatori si trovano persone che svolgono una vita ‘normale’, spesso operai”.

I consumi di eroina restano stabili e riguardano in Italia circa 160mila persone (0,4%), soprattutto giovanissimi (15-24 anni: 0,6%). Sono 120mila gli italiani di 15-64 anni che hanno fatto uso di anfetamine nell’anno (0,3%), altrettanti hanno assunto ecstasy e allucinogeni: tra questi ultimi, solo l’Lsd ne ha interessati circa 40mila (0,1%). “Tra i consumatori di sostanze sintetiche aumentano gli adulti (35-44 anni) e invece sono in leggero calo gli under 35”, specifica la ricercatrice. “In totale in Europa lo stesso fenomeno riguarda circa 2 milioni di persone per le anfe­tamine (0,5%) e 2,5 milioni per l’ecstasy (0,7%)”.

Secondo i dati riportati nello studio, sono quasi 32 milioni (80%) gli italiani di 15-64 anni che hanno bevuto almeno una bevanda alcolica nell’anno e 27 milioni (67%) lo hanno fatto recentemente: quasi 1,5 mi­lioni (5,4%) ha assunto sei o più bevande alcoliche in una sola occasione (binge drinking) nell’ultimo mese e tra questi gli uomini sono circa il triplo delle donne (8,8% contro 2,9%). Il consumo di tabacco, invece, nel nostro Paese è in diminuzione ma ancora diffuso: sono 12,5 milioni (31,4%) coloro che non hanno rinunciato alla sigaretta nel 2011.

“Le sostanze che negli anni hanno registrato un discreto incremento sono gli psicofarmaci che, se prescritti da uno specialista, fanno parte di un percorso terapeutico, altrimenti si trasformano in sostanze illegali a tutti gli effetti”, conclude la ricercatrice Ifc-Cnr. “Tranquillanti e ansiolitici sono i più diffusi: oltre 5 milioni gli italiani che nel 2011 vi hanno fatto ricorso (12,8%) e di questi più di 3 milioni sono donne. I sonniferi sono al secondo posto: li hanno utilizzati in 4 milioni (10%) senza differenze so­stanziali tra i due sessi. Il consumo di antidepressivi, invece, rimarca una prevalenza femminile sul totale di 2,2 milioni (5,5%) di assuntori”.

A creare una vera e propria emergenza socio-sanitaria, infine, il gioco d’azzardo. In Italia, quasi la metà (47%) della popolazione tra 15 e 64 anni, circa 19 milioni di persone, nel 2011 ha giocato almeno una volta: circa 2 milioni (11%) sono classificabili a basso rischio, 800.000 (4,3%) a rischio moderato e 250.000 a rischio problematico. (DIRE)

>  www.redattoresociale.it

 
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Pubblicato da su 16 febbraio 2014 in Attualità e Cultura

 

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