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Archivi tag: Recessione

Il drammatico divario Nord-Sud: economia a picco e due milioni di emigrati. La fotografia

“Se riparte il Sud riparte l’Italia. Non è uno slogan, ma una affermazione che nasce da una consapevolezza che deve guidare l’azione di governo”. A dirlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando del divario sempre più ampio tra l’economia del Nord e quella del Meridione d’Italia. A scattare una fotografia impietosa su come sta messo il Sud in termini di occupazione è l’ultimo Rapporto Svimez che mette nero su bianco il segno meno accanto al dato del pesante calo dei posti di lavoro nelle regioni a Sud di Roma. Tutto questo all’interno di una tendenza generale positiva, trainata dalla crescita delle aree più ricche. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 4 novembre 2019 in La grande Crisi

 

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Meridione povero e spopolato, vanno via soprattutto i giovani laureati

Sud fermo, anzi indietro tutta. Sono quasi 3 milioni gli occupati persi a confronto con il Centro-Nord: un gap che vede negli ultimi 17 anni un’emorragia (2 milioni 918 mila persone), “al netto delle forze armate”, stando così il trend, irrecuperabile. Non solo: i numeri dell’emigrazione dal Meridione verso le lande nordiche sempre in crescita, e di questi una fetta sostanziale sono giovani e laureati. Il tutto non certamente compensato dall’immigrazione, visto che gli ingressi sono sempre meno. In due parole: un dramma. A fare questa fotografia è il rapporto Svimez, le cui anticipazioni sottolineano la stagnazione in atto nell’economia e il divario persistente tra il Nord ricco e il Sud povero. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2019 in La grande Crisi

 

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La recessione entra nelle buste paga: “Fermi i bonus, stipendi al palo. Soffre anche il Nord”

Milano – Una produttività al palo da ormai troppi anni ha gettato le buste paga degli italiani in una palude. La recessione che ha caratterizzato la seconda parte del 2018 si è riverberata anche sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, con alcuni campanelli d’allarme che riguardano la parte variabile e il rallentamento del Nord produttivo. I dati dell’Osservatorio Jobpricing (Salary Outlook 2019), che si riferiscono ai dipendenti del settore privato, sono in linea con quel che ci hanno detto altre istituzioni come Ocse ed Istat. L’anno scorso, la retribuzione lorda annua (RAL) dei lavoratori si è attestata in media a 29.278 euro, la metà di quella del Lussemburgo che guarda tutti dall’alto ma anche il 25% sotto quella della Francia, Paese che ci precede. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 9 aprile 2019 in La grande Crisi

 

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Sicilia ancora in recessione: aumentano poveri e disoccupati

lavoro-624PALERMO – La Sicilia è ancora in piena crisi. E si mette alle spalle un 2014 con un’economia in recessione, con i principali indicatori economici in discesa. Pil, occupazione, produzione industriale, servizi, prestiti a famiglie e imprese e consumi, ormai al palo. Aumentano i poveri; giovani e laureati hanno ripreso ad emigrare. Crolla l’export (-13,9%), che registra una diminuzione delle vendite di prodotti ottenuti dalla raffinazione del petrolio (-15,2%), e degli altri prodotti siciliani (-11%) all’estero. Si salva solo il turismo, in ripresa sia in termini di arrivi (+8,8%) che di presenze (+6,1%). E’ il quadro a tinte fosche stilato dalla Banca d’Italia nel suo rapporto sull”Economia in Sicilia’, presentato nella filiale di Palermo. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 20 giugno 2015 in La grande Crisi

 

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Nel 2012 oltre 47mila aziende protestate

La morsa della crisi non lascia le imprese. In Italia l’anno scorso sono state 47mila le aziende non individuali che hanno accusato almeno un protesto: è il record di sempre. Lo affermano dati Cerved analizzati dall’agenzia Ansa: rispetto al 2007, ultimo anno pre-recessione, la crescita è del 45% e le costruzioni sono il settore più colpito. La tendenza dei protesti accusati dalle imprese italiane appare non fermarsi: negli ultimi tre mesi la corsa infatti ha accelerato, con 221 mila titoli contestati (+9% sullo stesso periodo del 2011) a 69 mila aziende, comprendendo anche le imprese individuali (+5,8%). Secondo il Cerved, gruppo specializzato nell’analisi d’impresa, il poco piacevole boom non ha risparmiato alcun settore. Complessivamente nel 2012 si contano quasi 11mila società protestate nella filiera delle costruzioni (+9,1% sul 2011), oltre 25mila nei servizi (+9,5%) e più di 5mila nella manifattura (+7,5%).

Analizzando ulteriormente i database del Cerved, che monitora la abitudini di pagamento di oltre 2 milioni di imprese italiane, i ritardi gravi, cioè oltre i due mesi, nei pagamenti delle imprese italiane ai loro fornitori tornano ai massimi della crisi: erano praticati dal 5,7% del totale delle aziende nel secondo trimestre del 2012, dal 6,1% nel terzo trimestre, per salire al 7,1% a fine anno. Secondo il gruppo specializzato nell’analisi delle dinamiche aziendali, questi sono casi che «frequentemente sfociano in default». Ufficialmente tra ottobre e dicembre le aziende italiane hanno regolato in media le proprie fatture in oltre 85 giorni, con un incremento dei ritardi gravi che riguarda tutte le fasce dimensionali d’impresa. Ma il dato più inquietante è a carico delle grandi aziende: sono quelle che possono godere di termini in fattura più vantaggiosi, ma la fetta in ampio ritardo di pagamento è cresciuta in un solo trimestre dal 6,9% all’8,2% del totale.

>  redazione online – http://www.corriere.it – 12 marzo 2013

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2013 in La grande Crisi

 

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