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Lutto Nazionale per la tragedia di Lampedusa

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Pubblicato da su 4 ottobre 2013 in Calamità

 

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Amnesty: Murales per Lampedusa

muralesChi lascia la propria casa in cerca di una vita migliore spesso lo fa per necessità, per scappare da miseria, guerre e persecuzioni. Per molti la meta è l’Europa. Lampedusa la sua porta d’ingresso, la pagina bianca su cui iniziare a scrivere una nuova storia di tutela e dignità.

Amnesty International, per il terzo anno consecutivo, è a Lampedusa per ribadire il suo impegno a fianco di chi, in quell’isola meravigliosa, ci vive e di chi ci approda.

Con l’artista Lorenzo Terranera e i partecipanti al campo che si terrà nella settimana tra il 20 e il 27 luglio, saranno realizzati alcuni murales per le strade di Lampedusa, raccontando le storie di bambini, donne e uomini in fuga da condizioni di vita drammatiche. I colori e i disegni che animeranno l’isola saranno il frutto delle riflessioni e delle emozioni che emergeranno nel corso dei laboratori in programma al campo.

Visita il sito www.murales-per-lampedusa.it e con la tua donazione dichiara il tuo sostegno ad Amnesty International e al nostro lavoro a favore dei diritti umani, in Italia e nel mondo.

 
 

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8 Luglio 2013: Papa Francesco a Lampedusa – Messaggio dell’Arcivescovo

papa a lampedusaLa Chiesa agrigentina accoglie con immensa gioia la notizia della visita di Papa Francesco alla comunità di Lampedusa e perciò alla nostra Diocesi: è un dono di grazia straordinario del quale intendiamo, sin da adesso, ringraziare la Divina Provvidenza e la premura apostolica del successore di Pietro. La scelta dell’isola di Lampedusa, come primo viaggio, da parte del Santo Padre, è essa stessa un messaggio forte che ci aiuta a leggere la storia con gli occhi di Dio. Lampedusa, per la sua strategica posizione, ormai da diversi anni, è la terra di approdo di migliaia di profughi provenienti dal vicino continente africano e in cerca di una vita dignitosa in Italia e nel resto dell’Europa. Tale fenomeno immigratorio, nella sua complessità e con il carico di sofferenza che manifesta, è l’espressione di un bisogno di giustizia che riguarda milioni di figli di Dio che non può più essere taciuto. La presenza del Vescovo di Roma a Lampedusa ci sosterrà nell’impegno affinché il Vangelo doni a tutti forza di libertà, di giustizia e di pace, mentre confermerà la comunità cristiana nell’esercizio della carità e dell’ accoglienza. I pochi giorni che ci separano dall’evento storico, pertanto, siano valorizzati da tutte le comunità con un’intensa preparazione spirituale e un forte coinvolgimento ecclesiale per fare tesoro di questa inattesa e meravigliosa sorpresa. Alla Vergine di Porto Salvo affidiamo il viaggio di Papa Francesco, le comunità di Lampedusa e di Linosa e tutta la nostra Diocesi e, mentre ci predisponiamo a cantare nella fede «Benedetto colui che viene nel nome del Signore», apriamo il nostro cuore a ciò che Papa Francesco ci consegnerà con le Sue parole e con la Sua presenza.

S.E. Mons. Francesco Montenegro

PROGRAMMA  >>

ore 8,00  Partenza in aereo dall’aeroporto di Ciampino
ore 9,15  Atterraggio all’aeroporto di Lampedusa accolto da S.E. Mons. Francesco Montenegro e la Dott.ssa Giuseppina Nicolini, Sindaco di Lampedusa
ore 9,30  L’imbarcazione con il Santo Padre entra nel Porto – sul molo sono in attesa gruppi di immigrati – in auto raggiunge il vicino campo sportivo
ore 10,00  Celebrazione della Santa Messa
ore 11,30  Terminata la celebrazione raggiunge in auto la Parrocchia S.Gerlando per una breve sosta
ore 12,30  Trasferimento in auto all’aeroporto
12,45  Partenza dall’aeroporto di Lampedusa per Ciampino
 
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Pubblicato da su 7 luglio 2013 in Eventi ecclesiali

 

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Mons. Francesco Montenegro, eletto Presidente della “Commissione Episcopale per le Migrazioni” della CEI

Riceviamo e pubblichiamo >>>   

Monsignor-MontenegroNell’ultima Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che si è tenuta a Roma dal 20 al 24 maggio 2013, dedicata all’attenzione per la cura e la formazione degli educatori all’interno della comunità cristiana, mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, è stato nominato Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni (CEMI) e della Fondazione Migrantes.

“Questa prestigiosa nomina – dice mons. Melchiorre Vutera, vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento – è il meritato riconoscimento della CEI a Mons. Montenegro per il suo appassionato e continuo interessamento del fenomeno migratorio che vede arrivare giornalmente, nella nostra isola di Lampedusa, porta dell’Europa, tanti poveri disperati in cerca di libertà e di un futuro di speranza. Al nostro Arcivescovo don Franco – conclude – gli auguri di tutta la Chiesa Agrigentina per questo nuovo incarico, con l’auspicio di un proficuo lavoro per il riconoscimento della dignità e dei diritti di tanti fratelli migranti”.

Mons. Francesco Montenegro domani parteciperà, a Palermo, alla beatificazione di don Pino Puglisi, e domani stesso partirà, come già programmato, per Lampedusa dove incontrerà la comunità ecclesiale e, lunedì 27 maggio, amministrerà la cresima 75 giovani della parrocchia.

 Agrigento 24 maggio 2013

>  Carmelo Petroneufficiocomunicazioni@diocesiag.it

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2013 in Ecclesia

 

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Lampedusa: appello alle istituzioni da parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale

 A proposito della condizione dei lampedusani e degli immigrati presenti sull’Isola, domenica 20 marzo, il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha diramato un comunicato-appello alle Istituzioni che pubblichiamo integralmente di seguito.

 

La situazione venutasi a creare a seguito dell’incontenibile e incalcolabile flusso migratorio continua a rimanere precaria e confusionaria.Continuano gli sbarchi di fratelli migranti, ma non con la stessa velocità con la quale arrivano le risposte alla comunità di Lampedusa ed ai migranti in cerca di speranza. Tace ufficialmente il governo che opera unicamente tramite i suoi organi periferici. Inascoltate, a tutt’oggi, le richieste della popolazione dell’Isola di Lampedusa. Il vescovo di Agrigento ha chiesto accoratamente il rispetto della  dignità  dello straniero, non negando l’accoglienza, ed esortando ad ascoltare la popolazione che vuole continuare a vivere la vita quotidiana e la prospettiva di sviluppo economico tramite il turismo. Nessun effetto hanno avuto le diverse forme di protesta. La popolazione ha bisogno di risposte concrete e di presenze reali. Dopo l’appello del nostro Arcivescovo, confidiamo nella mediazione del Presidente della Repubblica, perché lo Stato, “latitante” nei confronti della popolazione e delle sue legittime richieste, si faccia fattivamente presente.

Siamo non l’ultimo lembo d’Italia, ma la prima porta della nostra Nazione e d’Europa nel mediterraneo. Non è più solo questione di tende precarie! L’arrivo in massa dei migranti deve essere, come evidenziato da mons. Montenegro, al centro di un programma di accoglienza con la creazione di centri spalmati sul territorio italiano, in modo da non gravare solo sull’isola che rischia di trasformarsi in una polveriera. La situazione è diventata insostenibile e lo sarà sempre di più nei giorni a venire. Lo stato di tensione, lo stato di angoscia, la consapevolezza di essere inermi e che possiamo fare poco ci piega ma ancora non ci abbatte. Mentre la situazione igienica è diventata precaria l’assessore regionale si limita a inviare osservatori! Riteniamo, invece, che la popolazione abbia bisogno di risposte concrete nel rispetto dei diritti degli isolani e dei migranti. Non è più il tempo di visite estemporanee e di monitoraggi da parte delle autorità! É fuori tempo voler prevenire quanto ormai inesorabilmente va accadendo. Abbiamo già sull’Isola i rappresentanti delle istituzioni che osservano la situazione e riteniamo la conoscono bene. A nostro avviso l’isola non è più capace di mantenere la presenza di 10.000 persone. Vanno perciò intensificate e accelerate le turnazioni (via mare e con ponte aereo) per il trasferimento dei migranti in strutture altre. Quali scelte per i fratelli migranti che continueranno ad arrivare per prendere il posto di chi lascia l’Isola?

Uomini di governo, la tensione libica non può giustificare il ritardo accumulato! Noi siamo i più vicini alla Libia, più di qualunque cittadino italiano, e certamente più di chi siede su uno scranno di governo. Se le prospettive belliche sono preoccupanti ancora più preoccupante dovrà essere il possibile flusso migratorio che seguirà. Se così fosse Lampedusa verrebbe a trovarsi in un continuo stato d’emergenza.

Signor Presidente della Repubblica, oggi avvertiamo che l’Italia non è unita né unica. Siamo soli! Signor Presidente del Consiglio e signor Ministro della Giustizia, la ricerca della giustizia, alla quale vi appellate, vale anche per noi. Ma qui oggi c’è giustizia? Signor Ministro dell’Interno Lei è anche il nostro Ministro. Crediamo che i Prefetti non possano sostituirLa nelle scelte politiche che a Lei competono. Ci permetta di ricordarle, non l’abbia a male, che Ella è Ministro della Repubblica Italiana e dunque anche di Lampedusa. Signor Ministro della Difesa, noi siamo parte della Sicilia che accoglie postazioni militari per la difesa dell’Italia, aiuti la gente del Nord a far comprendere che l’accoglienza dei migranti e il loro dislocamento nel Paese è necessario al fine di difendere anche Lampedusa che è Italia. Onorevoli siciliani e agrigentini speravamo di vedervi arrivare per darci sostegno e risposte, vi vedremo certamente tra qualche anno!

Carità fa rima con giustizia e verità. I cristiani di Lampedusa non hanno chiuso e non  chiuderanno il cuore e le mani per accogliere il “forestiero”, non chiuderanno però gli occhi per far finta di non vedere. E mentre alziamo la voce per chiedere attenzione esprimiamo la nostra gratitudine alle forze dell’ordine e alle associazioni umanitarie che cercano eroicamente di fare fronte all’emergenza.
Lampedusa, 20 marzo 2011                                           

Consiglio Pastorale Parrocchiale

 
 

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