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Archivi tag: Insegnanti

“Il bimbo non vuole andare a scuola”, manuale di sopravvivenza per genitori

È l’ora di uscire di casa, si sta facendo tardi. E proprio in quel momento scoppia il dramma: “Mamma non voglio andare a scuola!”. Quasi tutti i genitori si sono ritrovati davanti a bambini recalcitranti o piangenti, soprattutto in periodi come questo, quando le lunghe vacanze sono finite, quando si sta per cominciare un nuovo ciclo scolastico o si è cambiato istituto. In una certa misura questi comportamenti si possono e devono tollerare e rientrano nella voce capricci, ma se ripetuti e accompagnati da segnali specifici possono nascondere problemi più profondi ed è bene intervenire prontamente. Read the rest of this entry »

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Pubblicato da su 5 settembre 2018 in Infanzia e Adolescenza

 

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Scuola / Si inizia con valzer di prof, presidi in condominio e maestri con la valigia

Valzer di docenti, scuole col preside in condominio e migliaia di maestre e prof meridionali con la valigia pronta per ritornare nelle proprie regioni. Almeno per un altro anno. A meno di due settimane dal suono della prima campanella, la scuola italiana è alle prese con i soliti problemi. Anzi, nell’anno in cui la Buona scuola del governo aveva promesso di far dimenticare il caos del passato, la situazione appare addirittura peggiorata. Il Paese è ancora una volta, scolasticamente parlando, spaccato in due. Al Nord saranno diverse migliaia le cattedre vacanti da assegnare a supplenti che non si sa bene dove trovare. Ma dovranno passare alcune settimane prima di inviare i docenti in classe. Mentre al Sud, a causa del pasticcio sui trasferimenti operati dal dispettoso algoritmo ministeriale, non è rimasto quasi nessuno spazio. Neppure le cattedre per coloro che vinceranno il discusso concorsone che procede a rilento. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2016 in Scuola e Università

 

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Agorà Atlantide / Scuola: Patto Educativo di Corresponsabilità

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Pubblicato da su 19 settembre 2015 in Agorà Atlantide

 

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Bando per 158 posti / Insegnante Scuola dell’Infanzia / Comune di Bologna

opportunità|||  CSC Informa  |||   Bando della procedura di reclutamento speciale transitoria, per titoli ed esami, di cui all’art. 4, comma 6, del Decreto-legge n. 101/2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 ottobre 2013, n. 125 per la copertura di n.158 posti di “Insegnante scuola dell’infanzia”, categoria C, posizione economica C1. Comune di Bologna.

Scadenza: 4 marzo 2015 – Competenze: Area Personale e Organizzazione

CSC Centro Servizi – Informazione e Assistenza – Tel: 346.2188890

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2015 in Lavoro e Opportunità

 

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Calendario anno scolastico 2014/2015

Da lunedì 1 settembre è iniziato il nuovo anno scolastico. Almeno per i docenti, chiamati a partecipare alle riunioni preparatorie in vista dell’inizio delle lezioni. Il Miur ha reso noti i primi significativi dati, anche se ancora provvisori, sul numero degli iscritti all’anno scolastico 2014/15: la Lombardia la regione con la popolazione studentesca più nutrita (1.181.434). Seguono Campania (933.864) e Sicilia (769.353). Gli alunni del Lazio saranno invece 739.360. Tra le aree meno popolose ci sono il Molise (41.797) e la Basilicata (83.553). Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2014 in Scuola e Università

 

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Compiti per le vacanze, si o no?

I genitori si interrogano, la psicoterapeuta risponde

comp vacanzeI compiti per le vacanze sono realmente utili o servono solo a sovraccaricare i nostri figli dopo un anno scolastico impegnativo? Questa è la domanda che oggi mi pongono tanti genitori che forse ancor più dei figli vivono con grande stress l’assegnazione dei tanto recriminati compiti per le vacanze.

Oggi la comunità dei pediatri si è schierata assolutamente a sfavore di tali compiti, sostenendo che il periodo estivo dovrebbe essere dedicato solo ed esclusivamente al riposo della mente permettendo al bambino-adolescente di ricaricare le energie impiegate durante il lungo anno scolastico, potendo usufruire di tutto il tempo a disposizione per fare che li diverte di più. Un sondaggio condotto durante un recente convegno di pediatria da parte del primario di Pediatria dell’Ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno, rivela che addirittura il 75% dei pediatri si dice contrario ai compiti per le vacanze.

I bambini e gli adolescenti, sostengono i nostri pediatri, sono sottoposti a continue sollecitazioni sia nel contesto scolastico che in quello extrascolastico, incessanti richieste e continui contesti competitivi esauriscono le energie mentali e fisiche dei piccoli di oggi. Largo dunque ad un periodo lungo di riposo in cui potersi ricaricare e dare sfogo alla fantasia! La realtà scolastica però è diversa e gli insegnanti, la maggior parte dei quali non sposa tale filosofia, rimangono dell’opinione che la mente dei giovani ha bisogno di continuo allenamento e la pausa estiva troppo lunga potrebbe rappresentare un rallentamento delle capacità di apprendimento ed attentive dell’alunno.

Dunque, ecco qualche consiglio da seguire per i genitori che si ritrovano a scontrarsi con un qualcosa che si deve fare, poiché sarebbe scorretto agli occhi dei figli screditare la figura del docente, rispetto a ciò che non si vorrebbe far fare: i famigerati compiti estivi!

  • Non lamentatevi dei compiti estivi, ciò potrebbe essere trasmesso ai vostri figli, anzi incoraggiateli e se potete aiutateli un po’

  • Stabilite un momento all’interno della giornata in cui far fare i compiti, ciò permetterà ai vostri figli di mantenere con più assiduità questo appuntamento “fisso” (mantenendo l’elasticità in casi eccezionali!)

  • Cercate di distribuire il carico dei compiti in tutto il periodo estivo per evitare sovraccarichi nel periodo finale ed arrivare i primi giorni di scuola già stanchi!

  • Incoraggiate i vostri figli a completare tale dovere, è comunque, pediatri o no, un impegno da mantenere e rispettare e dunque sicuramente formativo!

>  http://www.palermobabyplanner.it

 
 

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Tablet e smartphone ritardano apprendimento nei più piccoli

tabesmaTutti quei genitori che si vantano dell’abilità dei propri figli con smartphone e tablet prima ancora che sappiano parlare dovrebbero in realtà preoccuparsi, perché i dispositivi con touchscreen non solo non fanno imparare più in fretta, ma rischiano di fare dei danni. Per imparare a parlare, manipolare oggetti e relazionarsi con gli altri, spiegano gli esperti del Cohen Children’s Medical Center di New York, non c’è davvero niente di meglio delle parole di mamma e papà e dei giocattoli tradizionali.
Lo studio presentato durante il congresso delle Pediatric Academic Societies and Asian Society for Pediatric Research in corso a Vancouver si basa su 63 coppie, i cui figli hanno avuto il ‘primo contatto’ con un dispositivo a schermo tattile in media a 11 mesi di età e per 17,5 minuti al giorno, ma con punte di 4 ore. Le attività principali per i bimbi sono risultate guardare show educativi (30%), usare app educazionali (26), premere a caso lo schermo (28) e fare giochi non educativi (14).
Anche se il 60% dei genitori si è detto convinto che l’uso dei dispositivi produceva un ‘beneficio nell’educazione’ nei piccoli, test cognitivi hanno dimostrato che non c’era nessuna differenza tra i bambini ‘tecnologici’ e quelli non. Anzi, nei piccoli che giocavano con app non educative si è notato un ritardo nello sviluppo del linguaggio. “Abbiamo osservato nella nostra clinica che il giocattolo numero uno che i genitori danno ai figli sono gli smartphone – afferma Ruth Milanaik, l’autore principale dello studio – che ormai ha sostituito i libri e i giocattoli ‘tradizionali’. La tecnologia però non può rimpiazzare il contatto diretto con i figli, che è la miglior fonte di apprendimento”.
La preoccupazione degli esperti per la sempre maggiore esposizione dei bambini ai dispositivi elettronici è crescente, e ha portato all’emanazione di linee guida sia da parte dell’associazione dei pediatri statunitensi che dell’omologa britannica in cui si consiglia alle famiglie di non far usare i dispositivi fino ai due anni, e poi di concederli al massimo per un’ora al giorno. Dalla Gran Bretagna è arrivato un altro allarme durante il congresso dell’associazione insegnanti, secondo cui i bimbi alla materna sanno far scorrere uno schermo ma non hanno le abilità cognitive per usare le costruzioni, oltre ad avere difficoltà nelle relazioni con i compagni e gli insegnanti.(Ansa).

>  http://www.repubblica.it

 

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