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Ragazzini di oggi “rapiti” da tablet e telefonini

raga tabGli adolescenti di oggi sono sempre più attratti dal mondo virtuale e sempre più lontani da quello reale. Secondo una ricerca britannica il fenomeno è da attribuire all’uso eccessivo di telefonini e tablet e in generale dei nuovi dispositivi elettronici. L’indagine condotta da Opinion Research per conto di Halifax Digital Home Index punta il dito sui genitori che non esercitano nessun tipo di controllo sui figli. Nel 65% dei casi li lasciano soli a connettersi con chi vogliono, per quanto tempo desiderano. Due terzi dei ragazzi tra i 7 e i 17 anni possono usare dispositivi elettronici a letto e un terzo dei bambini sotto dei 9 anni controlla i messaggi più volte all’ora.

Si arriva poi a parodossi come il fatto che il 40% dei bambini invia messaggi anche quando deve dire qualcosa a un membro della famiglia che si trova nella stessa casa. In generale la ricerca evidenzia che in molte famiglie è abituale permettere di usare gli smartphone anche quando si è a tavola, e lo squillo della suoneria o l’arrivo di un messaggio è prioritario rispetto alla conversazione conviviale, e la interrompe sempre. Sono poi le risposte dei bambini intervistati a mettere in luce la connivenza di papà e mamma che spesso forniscono l’esempio negativo. Anche la maggioranza degli adulti comunica attraverso messaggi con altre persone che si trovano nello stesso edificio, e una persona su cinque preferisce parlare al telefono o per mezzo dei social media. Una su quattro si porta telefonino e tablet a letto e una su dieci persino in bagno mentre sette su dieci confessano di iniziare la giornata lavorativa controllando email e social network.

Il rapporto con i dispositivi elettronici è quasi ossessivo se si pensa che più del 70% degli adulti non sopporta l’idea di stare un giorno senza i suoi gioielli tecnologici. Una persona su due ha persino ammesso che preferirebbe perdere la vera nuziale o l’anello di fidanzamento piuttosto che il proprio smartphone. L’uso assiduo dei dispositivi elettronici secondo gli esperti rischia di fare crescere bambini incapaci di avere veri rapporti umani, anche all’interno del gruppo familiare, proprio perché non hanno il tempo di imparare a farlo: è stato calcolato che un bambino che nasce oggi, a sette anni avrà già passato un anno intero (considerando giorni di 24 ore) davanti a uno schermo, piccolo o grande che sia. A 80 anni ne avrà impiegati 18, un quarto della vita, a inviare email, foto e messaggi non legati alla propria attività lavorativa.

Per cercare di fare vivere i ragazzini più nel mondo reale gli studiosi danno qualche consiglio ai genitori. Bisogna stabilire regole da osservare e sanzioni da applicare quando queste vengono violate. Tra le cose da mettere subito in chiaro ci deve essere il fatto che lo smartphone e il tablet non sono un regalo, ma un prestito che può essere revocato in qualunque momento, mentre è importante trovare del tempo da passere insieme senza apparecchi elettronici. All’inizio la sensazione sarà di panico, ma superato quel momento, a prevalere sarà una appagante sensazione di libertà.

>  redazione AGRwww.msn.com

 
 

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Baby squillo? Per il 15% anche nella propria scuola

ROMA – Baby squillo? Può essere la ragazza del banco accanto. Almeno a guardare i risultati di un sondaggio realizzato dal portale specializzato Skuola.net sulla scia delle notizie di cronaca degli ultimi giorni, dalle quali stanno emergendo storie di prostituzione minorile.

Dei 3mila ragazzi di medie e superiori che hanno partecipato all’indagine, il 15% denuncia casi di baby squillo nel suo istituto. Di questi, circa il 30% ha addirittura avuto rapporti sessuali con loro. Va così da sé che, secondo gli intervistati, i media non stanno ingigantendo il fenomeno: per circa 1 studente su 4, le studentesse che si prostituiscono a scuola sono davvero così tante come dicono tv, giornali e web.

Sono oltre 500 gli studenti che hanno confessato al portale Skuola.net di avere baby squillo nella propria scuola. Addirittura il 60% di questi ultimi afferma che non si tratta di casi isolati e che ci sia più di una studentessa a vendere il suo corpo in cambio di soldi, ricariche e abbigliamento. Il 46% degli intervistati invece non si pronuncia sul fenomeno: nel suo istituto non esiste, e se esiste lui non ne è a conoscenza. Mentre il 40% circa del campione afferma con certezza che nella propria scuola queste cose non accadono.

Sicuramente deve destare attenzione che di quel 15% di studenti che sa delle baby squillo fra i banchi della sua scuola, il 30% dichiara di aver avuto rapporti sessuali con loro, così divisi: il 25% più di una volta, mentre il 5% solamente una. Il fenomeno non scandalizza i ragazzi, tanto che a essi si aggiunge un ulteriore 10% che, pur non avendo mai avuto nessun rapporto sessuale con una baby squillo della propria scuola, proverebbe con piacere.

In merito all’attenzione dei media sul fenomeno, poco meno della metà degli studenti non sa esprimersi. La restante metà invece si divide in egual maniera tra chi pensa che i media stiano trattando correttamente la questione date le proporzioni del fenomeno e chi invece ritiene che si stia esagerando.

>  www.lasiciliaweb.it

 

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Esodo: no a fretta, abbuffate e litri di caffè. Decalogo per partenze intelligenti

caffe_tazzinaRoma, 2 ago. (Adnkronos Salute) – Pause regolari durante il viaggio, senza abbuffarsi di cibo o bere ettolitri di caffè. E scegliere con cura l’ora per mettersi in auto. Sono i suggerimenti agli italiani per partenze davvero intelligenti, che arrivano dagli esperti intervistati da In a Bottle, (www.inabottle.it), che ha condotto un’indagine suo connazionali alle prese con l’esodo. Ecco il decalogo per viaggiare in sicurezza:

1) Partire sempre riposati: 45 minuti di relax prima del viaggio di certo non tolgono tempo alla vacanza. In compenso garantiscono di partire con riflessi più pronti e la mente più lucida.

2) Alternare la guida a momenti di pausa e relax. L’esodo non è una corsa contro il tempo. Soprattutto nei tragitti lunghi è fondamentale fare delle soste per riattivare la circolazione e rilassarsi dalla tensione causata dalla guida.

3) No a follie alimentari. Partire a stomaco vuoto può causare ipoglicemia e ipotensione. Di contro, evitare le grandi abbuffate. Meglio alternare pasti leggeri ma frequenti, ricchi di frutta e verdura.

4) Integrare la perdita di sali minerali dovuti alla sudorazione Un crampo al polpaccio dovuto ad una carenza di potassio durante un sorpasso in autostrada non e’ certo indicato per un viaggio in completa sicurezza.

5) Non abusare con stimolanti, come la caffeina. Non serve bere litri di caffè prima di mettersi in auto: potrebbero avere l’effetto opposto a quello sperato.

6) Scegliere con cura l’abbigliamento adatto per il viaggio. No ai tessuti sintetici e antitraspiranti, prediligere tessuti naturali e confortevoli, come capi di lino e cotone.

7) Fare attenzione agli sbalzi di temperatura. Mai esagerare con l’aria condizionata, la differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai essere superiore ai 10 gradi. L’aria secca, inoltre, aumenta il processo di disidratazione.

8) Bere spesso durante tutto il viaggio. Anche quando non si sente lo stimolo della sete, come accade soprattutto alle persone anziane, per evitare il rischio disidratazione.

9) Attenzione all’alcool. E non solo perchè si rischia di sottrarre punti alla patente. Soprattutto d’estate, con il caldo, anche un bicchiere di troppo, al momento di prendere una decisione immediata può far sentire i suoi effetti.

10) Scegliere con cura l’orario della partenza. Se in macchina ci sono bambini e anziani è sempre meglio spostare di 2 o 3 ore il viaggio, quando caldo e sole si attenuano. Attenzione anche agli orari che sconvolgono i normali ritmi del riposo: partire alle 4 di notte forse può far trovare meno traffico, ma aumenta le probabilità di un colpo di sonno.

>  www.yahoo.com

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2013 in Estate

 

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