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Unicef / Bambine non spose. Un evento a Roma e 5 progetti nel mondo

unibamb11 ottobre 2016 – «Oggi nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e che hanno dovuto rinunciare ad avere una crescita normale, fisica e mentale. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne; una volta su tre si tratta di una bambina con meno di 15 anni. Hanno dovuto spesso affrontare gravidanze precoci e violenze domestiche». A sottolinearlo è il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera in occasione della Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze (International Day of the Girl Child). «L’UNICEF da molti anni si batte per prevenire il fenomeno delle spose bambine e promuove l’istruzione delle bambine come l’investimento più potente che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere» ribadisce Guerrera. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 12 ottobre 2016 in Unicef

 

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Passaggio in Siria

logo_unicefPassaggio in Siria è il titolo dell’ebook gratuito che l’UNICEF Italia presentato in anteprima mondiale in occasione della ricorrenza dei tre anni di guerra in Siria. Un percorso tra storie, immagini e  racconti, che documenta, attraverso narrazioni personali, le esperienze di persone che hanno vissuto direttamente il dramma di quella che ormai è considerata la più grave emergenza umanitaria degli ultimi decenni. All’interno del libro si trovano le testimonianze inedite dei protagonisti UNICEF “sul campo”: in Giordania con il vice-Rappresentante dell’UNICEF Michele Servadei e il Capo degli Affari Umanitari Lucio Meandri; in Libano con la Rappresentante UNICEF Annamaria Taurini; in Iraq con il Rappresentante UNICEF Marzio Babille.

Accanto ai racconti del Direttore Generale dell’UNICEF Italia Davide Usai e del Portavoce dell’UNICEF Italia Andrea Iacomini, entrambi coinvolti in missioni nel Kurdistan iracheno e in Giordania, troviamo due editoriali di eccezionale forza e peso a firma di Adriano Sofri, che proprio a seguito dell’UNICEF si è recato in missione lo scorso novembre in Iraq e Giordania presso i campi profughi di Arbat, Kawergosk, Sulemanye e Domiz in Iraq e Zaatari e Jordan Valley in Giordania. «La vita di 5,5 milioni di bambini siriani è distrutta. Oltre 2,4 milioni di persone sono fuggite dal paese, rifugiate nelle nazioni limitrofe. La metà sono bambini. I bambini della Siria, lo ripetiamo da tre anni, rischiano di diventare una ‘generazione perduta’ perché sono loro che stanno pagando il prezzo più alto» scrive il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera nella prefazione.

Le foto, un vero racconto nel racconto, fanno da cornice e sfondo lungo tutto il percorso disegnato dal libro e sono a firma della fotografa e scrittrice Neige De Benedetti. Le immagini sono state scattate nelle citate, recenti missioni in Iraq e Kurdistan al seguito dell’UNICEF Italia. Queste e altre foto di Neige De Benedetti saranno esposte in un’importante mostra intitolata “Da Amman ad Erbil. Viaggio tra i bambini profughi siriani” che si terrà a Milano dal 25 al 27 marzo 2014 presso la Galleria Antonio Battaglia in Via Ciovasso 5. Inaugurazione il 25 marzo alle h. 19, ingresso alla mostra gratuito.

Sfoglia online e scarica la pubblicazione su www.unicef.it/passaggioinsiria

 
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Pubblicato da su 15 marzo 2014 in Unicef

 

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UNICEF-UNHCR: nella crisi in Siria raggiunto il vergognoso traguardo di un milione di bambini rifugiati.

Cover_Siria_agosto_2013Nel terzo anno di guerra in Siria, il numero di bambini siriani costretti ad abbandonare la propria terra come rifugiati è ora salito ad un milione. “Il milionesimo bambino rifugiato non è solo un numero” ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF). “È un bambino reale, strappato alla propria casa, forse anche alla propria famiglia, e costretto ad affrontare orrori che noi possiamo comprendere solo in parte”. “Tutti noi dobbiamo condividere questa vergogna”, ha aggiunto Lake, “perché mentre noi lavoriamo per alleviare le sofferenze di coloro che sono colpiti dalla crisi, la comunità globale ha mancato alla propria responsabilità nei confronti di questo bambino. Dovremmo fermarci e chiederci come possiamo, in tutta coscienza, continuare a deludere i bambini della Siria”.

“Ciò che è in gioco adesso non è altro che la sopravvivenza e il benessere di una generazione di innocenti” ha proseguito l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati António Guterres, a capo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). “I giovani della Siria stanno perdendo le proprie case, i propri famigliari e il proprio futuro. Anche dopo che hanno attraversato un confine internazionale e raggiunto la sicurezza, sono traumatizzati, depressi e bisognosi di trovare una ragione di speranza”.

In base ai dati forniti dalle due agenzie i bambini costituiscono la metà di tutti i rifugiati provocati dal conflitto in Siria. Molti di loro sono riusciti a raggiungere Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto. Sempre più numerosi anche i siriani che fuggono verso i paesi del Nord Africa e dell’Europa. Gli ultimi dati inoltre mostrano che 740mila bambini rifugiati siriani hanno meno di 11 anni. All’interno della Siria – sostiene poi l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani – circa 7mila bambini sono stati uccisi durante il conflitto, mentre le stime di UNHCR e UNICEF dicono che oltre 2 milioni di bambini sono sfollati all’interno del paese.

Lo sconvolgimento fisico, la paura, lo stress e i traumi subiti da così tanti bambini rappresentano tuttavia solo una parte della crisi che colpisce questa parte di umanità. Entrambe le agenzie evidenziano infatti le minacce che il lavoro minorile, i matrimoni precoci, il potenziale sfruttamento sessuale, il traffico di esseri umani, pongono sui bambini rifugiati. Oltre 3.500 bambini hanno attraversato la frontiera siriana per cercare rifugio in Giordania, Libano e Iraq, non accompagnati o separati dalle proprie famiglie.

La più imponente operazione umanitaria nella storia ha visto UNHCR e UNICEF mobilitare il loro sostegno in favore di milioni di famiglie e bambini colpiti dalla crisi. Ad esempio oltre 1,3 milioni di bambini nelle comunità di rifugiati e nelle comunità d’accoglienza nei paesi limitrofi quest’anno ha potuto essere sottoposto alla vaccinazione contro il morbillo grazie al sostegno garantito dall’UNICEF e dai suoi partner. Quasi 167mila bambini rifugiati hanno ricevuto assistenza psico-sociale; oltre 118mila bambini e adolescenti hanno potuto proseguire il loro percorso d’istruzione all’interno o all’esterno di strutture scolastiche ufficiali; oltre 222mila persone hanno ricevuto una fornitura d’acqua.

logo_unicefL’UNHCR ha registrato tutti i bambini rifugiati – 1 milione – restituendo loro un’identità. L’Agenzia inoltre aiuta i bambini nati in esilio a ottenere certificati di nascita, preservando loro da un difficile futuro da apolidi, e fa in modo che tutte le famiglie e i bambini rifugiati vivano in qualche tipo di alloggio sicuro. Ma molto resta ancora da fare, fanno sapere UNHCR e UNICEF. Il Piano di risposta regionale per i rifugiati della Siria, attraverso il quale sono stati richiesti 3 miliardi di dollari USA per rispondere alle gravi necessità dei rifugiati fino al prossimo dicembre, è attualmente finanziato solo per il 38%.

Oltre 5 miliardi di dollari sono stati richiesti per affrontare la crisi in Siria, con necessità critiche nei settori dell’istruzione, della salute e di altri servizi fondamentali per i bambini rifugiati e per quelli appartenenti alle comunità d’accoglienza. Ulteriori risorse poi devono essere destinate allo sviluppo di solide reti attraverso le quali identificare i bambini rifugiati a rischio e garantire assistenza a loro e alle comunità che li accolgono. Un maggior flusso di finanziamenti rappresenta comunque solo una parte della risposta che serve a soddisfare le necessità dei bambini. È infatti necessario un impegno più intenso per trovare una soluzione politica alla crisi in Siria, le parti in conflitto devono cessare di prendere di mira la popolazione civile e devono porre fine al reclutamento dei bambini.

I bambini, gli adolescenti e le loro famiglie devono poter lasciare la Siria in sicurezza e le frontiere devono rimanere aperte in modo che essi possano attraversarle e raggiungere un rifugio sicuro. Coloro che mancano di adempiere a tali obblighi contemplati nel diritto umanitario internazionale dovrebbero rispondere appieno delle loro azioni, concludono UNHCR e UNICEF.

>  http://www.unicef.it

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2013 in Unicef

 

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