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Archivi tag: famiglie italiane

Cia: dopo Natale, “avanzi” a tavola in 2 famiglie su 3

Feste “riciclone” quelle del 2016, con la coscienza anti-spreco che comincia a far presa tra gli italiani, che riscoprono ricette del Dopoguerra. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 27 dicembre 2016 in Natale

 

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Mai così tanti poveri dal 2005, i nuovi dati Istat sulla povertà in Italia

povROMA. Nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi). L’incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2016 in La grande Crisi

 

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Troppe tasse nonostante la crisi: in sei anni pagati 29 miliardi in più

(Teleborsa) – In una delle fasi più critiche dell’economia italiana, le famiglie e le imprese italiane sono state letteralmente svenate dalle tasse, arrivando a pagare 29 miliardi in più in sei anni.  E’ quanto emerge dai calcoli effettuati dall’Ufficio studi della CGIA, l’associazione che rappresenta le PMI venete, secondo la quale, negli ultimi 6 anni, le imposte nazionali al netto del bonus Renzi sono salite del 6,1% e le tasse locali dell’8%. Read the rest of this entry »

 
 

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Lavoratori in cassa integrazione sempre più poveri

(Teleborsa) – Il volume delle ore di cassa integrazione guadagni (CIG) dei primi sette mesi del 2015, “conferma l’assenza di attività produttiva (zero ore) per potenziali 340 mila posizioni lavorative” dalle prospettive sempre più incerte ed esposte al “pericolo reale di perdere definitivamente il lavoro e il sostentamento per le loro famiglie”. E’ quanto emerge dal rapporto di luglio dell’Osservatorio Cig della Cgil che fa riferimento ai dati rilasciati dall’INPS sulla cassa integrazione di luglio, nei giorni scorsi. Sempre nei primi sette mesi dell’anno, evidenzia il rapporto, “i lavoratori in Cig hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro del reddito al netto delle tasse”, mentre “ogni singolo lavoratore in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo ha subìto una riduzione del salario al netto delle tasse di circa 4.600 euro”. Il problema di fondo, sottolinea il maggiore sindacato italiano, resta quello che “un’occupazione e una ripresa stabile non si consolideranno fino a quando la gran parte del sistema delle imprese non recupererà competitività” nella propria offerta di merci, anche verso il mercato interno, per innovazione, costi e qualità, mentre “la domanda interna dovrà essere sostenuta da una ripresa del valore economico delle retribuzioni e delle pensioni”.

IlMessaggero.it – http://www.msn.com/

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2015 in La grande Crisi

 

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La crisi avanza: famiglie indebitate

euroSecondo un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia, dall’inizio delle crisi al 31 dicembre 2012 l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto di 134 miliardi, pari ad un aumento percentuale del 36,5: in termini assoluti ha toccato quota 501,58 miliardi di euro, anche se va evidenziato che la punta massima registrata in questi ultimi anni è stata raggiunta alla fine del 2011, con 506,2 miliardi di euro. Gli artigiani di Mestre sottolineano che tra il 2007 ed il 2012 l’inflazione è aumentata dell’11,2%. L’indebitamento medio delle famiglie italiane è di 19.387 euro, mentre le province più esposte con il sistema bancario sono quelle lombarde: al primo posto troviamo Lodi, con un dato medio per famiglia pari a 27.831 euro, seguono Monza-Brianza, con 27.628 euro, Milano, con 27.407 euro e Varese, con 25.968 euro. Niente a che vedere con gli importi che caratterizzano le realtà provinciali meno esposte con il sistema bancario: Vibo Valentia, con 9.094 euro, Enna, con 8.551 euro e l’Ogliastra, con 8.408 euro.

Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane si è inteso quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di auto/ moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Come mai le famiglie italiane nell’ultimo anno hanno ridotto lo stock di debito? “Ho l’impressione – sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – che nell’ultimo anno molte famiglie abbiano deciso di saldare i propri creditori a scapito dei risparmi e dei consumi. L’insicurezza legata alla crisi economica, al timore di una impennata dei tassi di interesse e, in particolar modo, alla paura di perdere il posto di lavoro ha indotto moltissime persone a concentrare le proprie entrate e una parte consistente dei risparmi al pagamento dei debiti”. Questo comportamento, legato anche agli aumenti delle tasse e del numero dei senza lavoro avvenuti negli ultimi anni, ha concorso a contrarre il reddito disponibile delle famiglie che, nel 2012, ha provocato un vero e proprio tracollo dei consumi: -4,3%. Niente a che vedere con quanto era successo negli anni precedenti: +0,1% nel 2011; +1,5% nel 2010 e -1,5% toccato nel 2009. “Premesso che le province più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati – prosegue Bortolussi – è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare relativamente”.

Per la Cgia, tuttavia, si sta facendo strada un fenomeno molto pericoloso. “La maggiore incidenza del debito sul reddito – conclude Bortolussi – la riscontriamo nelle famiglie economicamente più deboli: è chiaro che con il progressivo aumento della disoccupazione e la conseguente riduzione del reddito disponibile questa situazione é destinata a peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è a escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda a macchia d’olio”.

>  www.tiscali.it

 
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Pubblicato da su 6 luglio 2013 in La grande Crisi

 

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