RSS

Archivi tag: Disabilità

Diversamente abile: quando la terminologia è in antitesi col significato

Partire dal concetto di disabilità utilizzando un linguaggio condiviso, analizzare e ottimizzare il contesto eliminando le barriere, migliorare le performance di ciascuno, dovrebbe essere non solo l’obbiettivo degli addetti ai lavori ma uno stile di vita atto a favorire un miglior processo d’inclusione. Read the rest of this entry »

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 3 dicembre 2018 in Disabilità

 

Tag: , , , , , , ,

Unico. Storia di un’invenzione per Amore

Spett.le  AGGREGAZIONE GIOVANILE ATLANTIDE

Santa Margherita di Belìce

OGGETTO: invito alla presentazione di “Unico. Storia di un’invenzione per Amore” di Rosa Troia con la partecipazione di Rosy Abruzzo, sabato 13 ottobre, ore 18.00, teatro Sant’Alessandro, Santa Margherita di Belìce.

Gentilissimi, siamo liete di invitarvi alla presentazione di “Unico. Storia di un’invenzione per Amore”, il libro edito da “Albatros Il Filo” per la collana Nuove Voci, scritto da Rosa Troia con la partecipazione della sottoscritta, in programma sabato 13 ottobre, ore 18.00, presso il teatro Sant’Alessandro di Santa Margherita di Belìce. Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 11 ottobre 2018 in Attualità e Cultura

 

Tag: , , , , , , ,

Allarme depressione nei giovani, 60% dei casi evidenti già in adolescenza

depres2In Italia, 7 pazienti depressi su 10 attendono un anno prima di ricevere un trattamento farmacologico. E solo il 40% di loro risponde in maniera soddisfacente alla terapia e non presenta ricadute. In media, passano ventiquattro mesi prima che la diagnosi sia chiara. Un lasso di tempo troppo lungo che può anche rivelarsi fatale: nel 47% dei casi il disturbo diventa cronico e porta così a un peggioramento significativo della qualità di vita. “Nel nostro Paese la depressione maggiore colpisce 7,5 milioni di persone, il 12,5% della popolazione. Ma sono numeri sicuramente sottostimati. Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 22 ottobre 2014 in Psicologia

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Incontro Cesvop: Sessualità e Disabilità

\\  Pubblichiamo la locandina di una importante iniziativa del Cesvop / Delegazione di Sciacca, da noi condivisa e a cui invitiamo tutti a partecipare…

cesvop

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 13 febbraio 2014 in Associazioni

 

Tag: , , , , , , , ,

Lettera di Paola Spadoni al Presidente del Consiglio, Enrico Letta

\\  A commento del post sul nuovo redditometro, la nostra amica PAOLA SPADONI ci allega una sua Lettera già inviata al Presidente del Consiglio, Enrico Letta. E noi, volentieri, la pubblichiamo…

paola spadoni   Ill.mo Presidente Letta,
mi chiamo Paola Spadoni e sono una cittadina italiana disabile, con gravi patologie a livello motorio e respiratorio. Le ragioni di questa mia lettera sono dovute alla grande preoccupazione per il prossimo futuro data l’imminente entrata in vigore del nuovo ISEE.
   Ora, prima di entrare nel merito del perché questo nuovo ISEE danneggia il cittadino disabile, vorrei spendere due parole per cercare di spiegare le condizioni di vita di chi ha gravi handicap che lo costringono ad avere costantemente bisogno di aiuto e sostegno per ogni attività, per ogni gesto quotidiano, scontati e naturali per chi non ha problemi, ma ostacoli insormontabili per chi vive questa realtà. Le sto descrivendo una situazione personale ma che è lo specchio di migliaia di altre situazioni simili alla mia.
   Vivere da disabile, oltre alle evidenti difficoltà fisiche facilmente intuibili, comporta tutta una serie di altri problemi: la scelta della casa ad esempio. Un disabile non può adattarsi a sceglierne una piccola e più economica magari nel quartiere preferito. Egli ha bisogno di spazi e di ausilii per potersi muovere (un bagno più grande, una camera più grande, porte adeguate allo spostamento in carrozzina). E questo ha un costo elevato. Egli deve adattarsi ai negozi più vicini per fare la spesa e non sempre sono i più economici. Per gli spostamenti ha bisogno di un’automobile grande e attrezzata con pedana elettrica. Personalmente ne ho dovuta acquistare una recentemente e anche se di seconda mano, è costata una cifra che non era alla mia portata, costringendomi a chiedere prestiti a parenti e amici. Volendo poi risparmiare sulla benzina come fanno tutti i cittadini italiani normodotati che prendono i mezzi pubblici, per il disabile non è possibile, dato che metropolitane e autobus, specialmente a Roma, sono inaccessibili. Inoltre la gravità delle patologie che afiggono una persona disabile non consente le attese della sanità pubblica. Per quanto mi riguarda spesso sono dovuta ricorrere al privato per esami, ecografe e quant’altro. Inoltre molti farmaci non sono convenzionati dal S.S.N.
   Fino ad oggi, attraverso lo strumento dell’ISEE, ho potuto accedere a servizi essenziali per la mia esistenza e, oserei dire, sopravvivenza, ma con i nuovi criteri di calcolo tali servizi saranno estremamente difficili da ottenere anche per coloro che hanno i redditi più bassi e per di più rischiano di diventare non più un aiuto ma una ricchezza. Mi rendo conto della necessità di stanare i “furbetti” e tutti coloro che aggirano le leggi dello Stato. Ma questo non deve essere fatto a spese e sulla pelle di migliaia e migliaia di persone fra disabili e loro familiari.
   Il mio personale desiderio (e non solo il mio) è che il Suo Governo riveda nell’ISEE ciò che riguarda la disabilità, ristabilendo i vecchi criteri di calcolo. Infatti, secondo il nuovo ISEE, voci come “assegno di accompagno”, “pensione di invalidità”, “assistenza domiciliare” diventano REDDITI e in quanto tali devono essere inseriti nel calcolo. Questo è paradossale! Tutte queste voci corrispondono a dei servizi che lo Stato ci dà e non possono essere considerati redditi dal momento in cui vengono dati per il nostro sostentamento. E non parlo solo di persone che non possono lavorare e che quindi dipendono totalmente da questi pochi soldi elargiti dallo Stato. Il problema si pone anche per coloro che si sono conquistati con grande sacrifcio un lavoro e quindi un reddito che in questo modo, sommato alle voci di cui sopra, lievita. Essi divengono improvvisamente ricchi (sulla carta) e automaticamente non possono più accedere a servizi essenziali. Così sono costretti a pagarli con il loro stipendio che però non può essere sufciente a coprire tutte le spese di assistenza, sanitarie, di vita quotidiana e quant’altro.
Secondo le nuove logiche, inoltre, è sparito dal calcolo il coefficiente dello 0,5 % per ogni disabile componente il nucleo familiare e questo contribuisce a far lievitare un reddito che, sottolineo, in realtà non esiste.
   L’inserimento delle franchigie, poi, non risolve alcun problema perché comunque il risultato dell’ISEE calcolato in questa maniera non dà la reale situazione economica della famiglia con all’interno persone disabili.
   Tirando le somme è evidente che questo governo per racimolare pochi spiccioli (la manovra sui disabili produrrà realmente poco) provocherà grandi danni alle famiglie; in questo modo la povertà per noi è dietro l’angolo. Seriamente, crediamo veramente che l’Italia la possano salvare i disabili?
   Certa di una Sua riflessione e sicura del Suo senso di responsabilità verso le fasce più deboli della società, rimango in attesa di un Suo riscontro e se vorrà potrà contattarmi al seguente indirizzo: paolaspadoni@alice.it
 
Paola Spadoni
Membro del Comitato 14 Settembre
Membro del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi.
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 4 febbraio 2014 in Disabilità

 

Tag: , , , , , , , ,

Sempre più ragazzi temono i pericoli della rete: “Vogliamo essere tutelati”

ROMA – Guardano sempre meno la tv generalista, amano i social network e le nuove tecnologie, ma temono sempre più i pericoli della rete. A scattare la fotografia del consumo mediatico degli adolescenti italiani è un’indagine del Censis contenuta nel Libro bianco “media e minori”, presentato oggi a Roma dall’Agcom. L’indagine mette in luce, in particolare, che i ragazzi tra i 14 e 17 anni chiedono oggi più che mai di essere tutelati per non incappare in pericolosi adescamenti online o in qualche attività illegale.

A preoccupare i ragazzi, in particolare, è la possibilità di una violazione della privacy (29, 6 per cento) o l’incontro con utenti pericolosi e malintenzionati (soprattutto le donne) ma anche la diffusione di informazioni false. Il 23 per cento degli adolescenti intervistati è poi preoccupato di sviluppare un comportamento di dipendenza relativo all’e-commerce e al poker online, mentre quasi il 21 per cento ha paura di restare invischiato in attività illegali. In generale quasi la totalità (84,3 per cento dei maschi intervistati e l’87 per cento delle ragazze) chiede a gran voce maggiori controlli anche sui contenuti audiovisivi per evitare che diventino rischiosi per i minori.

Lo studio del Censis è contenuto nel Libro bianco media e minori, un volume di 500 pagine che raccoglie un insieme di contributi multidisciplinari sul tema, una sorta di “bussola conoscitiva” per capire quali sono i comportamenti mediatici dei minori, quali i rischi da evitare, qual è il quadro normativo di riferimento e come orientare le politiche sul tema. “Questo libro bianco non nasce per dare soluzioni ma vuole sollevare un insieme di problemi per riaprire il dibattito sulla funzione di tutela – spiega Giulio Votano, dell’Agcom -. Emerge con forza che non tutti i paese dell’Unione europea si sono fatti carico delle preoccupazioni dei minori rispetto ai new media. E anche in Italia oggi più che mai la sfida non è solo legislativa ma culturale. Va detto, inoltre, che di fronte ad alcuni episodi pregiudizievoli come il cyber bullismo e lo stalking non ci sono alla stato attuale strumenti adatti alla prevenzione e quindi anche l’impianto normativo va rivisto: l’autoregolamentazione ha, infatti, mostrato la sua debolezza e l’impianto sanzionatorio è insufficiente soprattutto in relazione ai nuovi mezzi di comunicazione”.

Nel Libro viene passata in rassegna anche la dieta mediatica offerta dai principali mezzi di comunicazione, in particolare la televisione. “I tg sono sempre più carichi di cronaca nera e nei programmi televisivi non mancano scene di violenza. Ma un’esposizione prolungata di questo tipo può causare nei ragazzi diverse reazioni: dall’aggressività all’eccessiva paura e, ciò che è peggio, può produrre un effetto di desensibilizzazione che porta a vivere la violenza anche nella vita reale da spettatori” spiega Elisa Manna, responsabile Censis. Secondo la ricercatrice un altro aspetto critico dei programmai televisivi è l’assenza di un discorso serio e approfondito sulla disabilità. “Questo tema è oggi il grande assente della  tv – aggiunge – appare solo se legato a casi di cronaca nera, dove le persone disabili sono trattati come casi umani. Nessuna attenzione è riservata al loro vissuto. E questo ha un effetto anche sui minori che si convincono così che la vita è fatta solo di benessere”. (ec)

>  www.redattoresociale.it

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Immagine

Giornata delle Persone con Disabilità

giorn disabili

 

Tag: