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Archivi tag: Corriere della Sera

Il potere dei cani di proteggere i bambini dalle allergie nasce così

Sappiamo da anni che vivere con un cane giova alla nostra salute mentale e fisica. E anche che aiuta a prevenire forme di allergia nei bambini. Ora però ne sappiamo un po’ di più: i ricercatori stanno esaminando i germi dei cani e li stanno comparando a quelli delle persone scoprendo che i batteri che vivono all’interno e addosso agli animali sono la chiave per spiegare il modo in cui il migliore amico protegge la salute umana. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 22 luglio 2018 in Amici a 4 zampe

 

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Terremoto Centro Italia / Aiuto Subito

aiuto.terrcitPresso qualsiasi Filiale di Banca Intesa Sanpaolo. Non si pagano commissioni.
Beneficiario 9707 | Causale “Un Aiuto Subito – Terremoto Centro Italia 6.0”

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Pubblicato da su 26 agosto 2016 in Calamità

 

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Scoperto un buco nero supergigante dove non dovrebbe esserci

Quando l’hanno trovato, anche gli scienziati sono rimasti sorpresi. Di buchi neri ne sono stati scoperti anche di più massicci, si parla di «mostri» con una massa di oltre 10 miliardi di volte quella del nostro Sole (il record di 21 miliardi di masse solari è detenuto dal buco nero dell’ammasso galattico della Chioma, a 300 milioni di anni luce da noi). Ma si trovano sempre in zone dell’universo molto «affollate», regioni popolate da migliaia di galassie. Che potremmo paragonare a trovare un bar nel centro di una megalopoli: scontato. Trovare un buco nero con una massa di 17 miliardi di volte quella del Sole al centro di una galassia in una regione semivuota, invece è come trovare un caffè nel bel mezzo di un deserto. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 7 aprile 2016 in Scienza

 

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La domanda che ci costringe a deciderci

Leggendo i racconti di amici e parenti e i commenti delle tredici universitarie, di cui sette italiane, morte in Spagna nella notte fra il 19 e il 20 marzo, si può intuire cosa passi per il cuore di una ventenne che parte per l’Erasmus e lascia, magari per la prima volta, la sua famiglia e la sua patria: il fascino della lingua da imparare e magri da sfoggiare al ritorno insieme ai racconti sugli amici stranieri sparsi per il mondo. E poi, unita a un fondo di timore per ciò che è sconosciuto, l’eccitazione che nasce, chissà perché, dal pensare che il nuovo sia sempre meglio del vecchio. Facile immaginare i preparativi per trovare casa, compilare documenti e cercare i coinquilini con cui condividere l’appartamento. Poi le feste di addio organizzate dagli amici come si andasse per non fare ritorno, sebbene i voli low cost e i social network ormai riducano tempi e distanze: «Mi piange il cuore neanche se stessi andando in guerra», si era detta una delle vittime. E finalmente il giorno della partenza che può lasciare un fondo di apprensione nei cuori delle madri, anche quando si convincono che non bisogna preoccuparsi per quella figlia ormai cresciuta che andrà pur lasciata libera. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 23 marzo 2016 in Esistenza

 

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Il sesso “chimico”, moda del momento e vero e proprio problema sanitario

sexNon dormono e non mangiano per ore e giorni (anche tre): fanno solo sesso, con l’aiuto di psicofarmaci e droghe (illegali). È la moda del “chemsex“, il sesso chimico, nata fra gli omosessuali maschi, ma che si sta diffondendo nella popolazione etero (Corriere della Sera, 7 novembre). Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 11 novembre 2015 in Società

 

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Adolescenti “iperconnessi”, a rischio

bimba compCellulare e computer isolano gli adolescenti oppure migliorano le loro relazioni sociali? In passato i giovani usavano la carta da lettere, i bigliettini o il telefono fisso per comunicare, oggi invece manifestano le loro emozioni attraverso mezzi di comunicazione tecnologici che forse tolgono un po’ di romanticismo alle relazioni, ma probabilmente sono più efficaci e immediati. Molti pensano che ciò abbia un effetto negativo sui ragazzi e che alla fine questi rapporti virtuali vadano a sostituire quelli reali. Una recente ricerca (Lancini e Turuani, 2012) suggerisce che queste modalità di comunicazione siano in realtà utili punti di riferimento nel periodo complesso dell’adolescenza (Corriere della Sera, 28 giugno 2009).

Il cellulare, ad esempio, per un adolescente è come un diario, l’evoluzione moderna dei segreti che un tempo venivano scritti su una pagina. Perderlo significa perdere parte di un mondo fatto di ricordi, di messaggi, di fotografie. Inoltre attraverso l’uso del cellulare molti genitori possono placare molte ansie e preoccupazioni perché i figli dovrebbero essere quasi sempre rintracciabili. Usare il cellulare attraverso l’invio di sms oppure tramite messenger può anche aiutare chi soffre di timidezza a comunicare più agevolmente o comunque a mantenere più facilmente i contatti sociali. Il problema sorge quando l’uso del cellulare diventa una dipendenza (In Europa, 5 ottobre 2009).

A questo proposito il New York Times parla di adolescenti “iperconnessi”, cioè che passano la maggior parte del loro tempo usando smartphone, computer, televisione, parlando al cellulare o inviando sms. In pratica, ragazzi dagli 8 ai 18 anni trascorrono circa 12 ore al giorno usando mezzi di comunicazione multimediale. La sera o addirittura negli orari notturni i giovani scaricano musica o film (La Repubblica, 21 gennaio 2010).

I dati di un’indagine della Società Italiana di Pediatria sugli adolescenti mostrano che nel 2000 soltanto il 37% dei giovanissimi aveva in casa un computer, nella grande maggioranza senza collegamento internet; nel 2010 il 97% aveva un pc a casa e si collegava tutti i giorni. Alcuni sociologi ritengono che le paure di un isolamento dei giovani da parte dei genitori sia infondato. Anzi, i ragazzi di oggi “iperconnessi” sarebbero i più estroversi e con maggiori contatti sociali. Inoltre, i quozienti intellettivi di questa generazione sarebbero più alti di quelli delle generazioni precedenti, difatti i giovani sono capaci di moltiplicare le loro abilità grazie all’avanzamento delle tecnologie (Lancini, 2012).

Ma questa moltiplicazione di abilità, definita anche multitasking, il fare mille cose contemporaneamente come studiare ascoltando musica e chattando con gli amici, camminare mandando sms, come sta cambiando i processi cognitivi e l’uso dell’intelligenza? Si è visto come nel 2008 su 100 famiglie con almeno un ragazzo minorenne, il 51% si collega a internet ogni giorno e il 16,7% lo fa più di 3 ore al giorno. Inoltre, il 75% utilizza chat e messenger, l’80% usa di frequente youtube, il 22% ha inviato un filmato, il 41% ha un suo blog, il 50% è iscritto su facebook. Infine, il 54% ha il pc in camera e il 21,7% naviga in internet prima di addormentarsi (La Repubblica, 21 gennaio 2010).

Il problema principale è la concentrazione: i ragazzi sono bombardati da informazioni e spesso non sono in grado di selezionarle. Da una parte poi hanno la scuola che insegna un tipo di apprendimento basato sull’approfondimento e lo studio, dall’altro c’è internet che invece fornisce la possibilità di accedere in tempo reale alle più disparate informazioni rimanendo però spesso ad un livello superficiale (La Repubblica, 21 gennaio 2010). Il problema serio sopraggiunge quando il giovane non utilizza la tecnologia per i suoi fini specifici, ma per impersonare un personaggio diverso da quello che è nella vita reale oppure per trascorrere la maggior parte del tempo giocando con i videogiochi.

Il rischio più grande è che gli adolescenti non sappiano gestire questa tecnologia e tendano ad isolarsi sempre di più, facendo una vita sedentaria che li porti ad avere anche problemi di sovrappeso. Inoltre, l’esposizione a contenuti riservati ad adulti in televisione e su internet ha portato questa generazione a vivere il sesso in modo molto precoce e spesso senza le dovute informazioni.

Allora il punto focale è che i giovani imparino a sfruttare al meglio questi strumenti senza soccombere ad essi: tramite la tecnologia si può vivere meglio, ma senza diventarne schiavi. È importante quindi che la vita di un ragazzo sia ricca e piena di relazioni vere che gli riempiano la giornata. E allora ben vengano piccoli spazi del suo tempo dedicati ad inviare sms, email o a vedere il proprio profilo su facebook, ma senza che questi vadano a sostituirsi alla realtà. D’altra parte, la tecnologia, anche quella più avanzata, non potrà mai competere con il piacere che può regalare un pomeriggio trascorso con gli amici a scambiare quattro chiacchiere, una risata sincera con il migliore amico o una passeggiata mano nella mano con il partner.

 >  Elisabetta Rotriquenz, psicoterapeuta – http://www.tiscali.it

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2013 in Mondo giovanile

 

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