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Archivi tag: Codacons

Ora solare, lancette indietro un’ora nella notte tra sabato e domenica

orasolPronti a mettere le lancette indietro di un’ora e a goderci un’ora di sonno in più: torna infatti l’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette dovranno essere spostate dalle 3 alle 2 e quindi si dormirà un’ora in più. In particolare, si recupereranno i 60 minuti ‘persi’ nella notte tra il 28 e il 29 marzo scorsi, quando scattò l’ora legale. Read the rest of this entry »

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Pubblicato da su 24 ottobre 2015 in Attualità e Cultura

 

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Ritorno a scuola: il conto salato per le famiglie

back to schoolSono finite le vacanze, da lunedì gli studenti italiani inizieranno a ritornare tra i banchi di scuola e per le loro famiglie l’appuntamento con il nuovo anno scolastico rappresenta un altro salasso economico da affrontare. Il rientro a scuola infatti coincide nella stragrande maggioranza dei casi con la necessità di un nuovo corredo scolastico: nuovi libri, nuovo diario, nuovi quaderni, nuovo zaino, per non parlare degli svariati oggetti di cartoleria (penne, matite, ecc. ecc.). Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2014 in Scuola e Università

 

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Con la crisi cresce ricorso a maghi e cartomanti

ROMA – Nei primi sei mesi del 2013 il fatturato presunto di maghi, cartomanti e simili ha raggiunto gli 8,3 miliardi. In crescita netta rispetto a solo pochi anni fa. Un fenomeno che potrebbe essere collegato alla crisi economica. Ma che va oltre, se è vero – come è vero – che anche i tedeschi dimostrano una certa passione per l’occulto. Un’analisi del rapporto tra difficoltà economiche degli italiani e ricorso a consulenze paranormali è stata fatta da Mario Centorrino, ordinario di Politica economica all’Università di Messina ed ex consulente esterno del ministero dell’Interno sui rapporti tra economia e criminalità organizzata, su lavoce.info.

Attraverso una ricognizione veloce di alcuni materiali e studi, Centorrino formula delle osservazioni interessanti. Innanzitutto va detto che nei primi sei mesi del 2013, il fatturato (presunto) dell’occulto (inteso come il settore nel quale lavorano maghi, cartomanti, fattucchieri, cui vanno aggiunti spiritisti, sensitivi, rabdomanti) è aumentato del 18,5 per cento, passando da 7,5 miliardi a 8,3 miliardi. Un numero considerevole di operatori dell’occulto – 160 mila – fornisce 30 mila prestazioni giornaliere a quei 4 italiani su 10 che confidano nelle previsioni di chiaroveggenti, spendendo per una “consulenza” un importo variabile tra 50 e mille euro. Le donne li interrogano per conoscere il futuro in relazione alla vita affettiva, sentimentale e alla salute. Gli uomini concentrano la loro domanda su lavoro e denaro. “L’emergere del lavoro come argomento sul quale ottenere conferma o smentita di aspettative è ribadito da un’altra ricerca sul tema, quella condotta dal Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale (Cicap)”, afferma Centorrino. Al cartomante o mago si chiedono previsioni sul lavoro, cercando di esorcizzare così l’incubo di perderlo o di non trovarlo per sé ma anche per i figli. Poi, a seguire, le domande cercano rassicurazioni su affari in corso, salute, amore perso o trovato. Non solo: “Si intensificano i contatti tra i maghi e gli indovini e i professionisti della finanza, i top manager e gli imprenditori, finalizzati a conoscere sviluppi e tempi della crisi”.

Uno studio del Codacons, inoltre, stima che siano 13 milioni i cittadini che si rivolgono al mondo dell’occulto, un milione in più rispetto al 2011 e oltre 3 milioni in più rispetto al 2001. Fatturato totalmente in nero, stimato in questa ricerca, in 6,3 miliardi di euro, sulla base di una spesa media pari a 500 euro. Le modalità di pagamento delle prestazioni esoteriche variano molto: ora sono effettuate anche in natura (generi alimentari, gioielli); oppure ricorrendo a prestiti, con relativa rateizzazione del saldo, concessi a volte da organizzazioni specializzate in operazioni di usura. Qualche anno addietro si era cimentato sui calcoli dell’economia dell’occulto anche l’Osservatorio antropologico: per il 2009 ne stimava il fatturato in 5 milioni di euro, con un’evasione pari al 95 per cento. “La differenza tra i numeri di cinque anni fa e quelli attuali potrebbe essere un’ulteriore dimostrazione del rapporto tra crisi e ricavi dell’occulto, un’attività che ha costi di produzione minimi”, rileva l’analisi. I clienti si concentrerebbero soprattutto nel Nord (42%) e al Centro (27%).

Crisi, ma non solo. “Non sempre l’espansione dell’occulto richiede una crisi dell’economia, come ci insegna del resto la storia degli astrologi di corte nell’opulenta età rinascimentale”, sottolinea tuttavia Centorrino. E l’obiezione nasce dall’osservazione del “caso Germania”. Infatti, se i dati sembrano confermare una relazione tra crisi ed economia dell’occulto, è dal paese germanico – che non ha risentito come altri degli effetti della crisi – che arrivano i numeri che scompaginano la tesi. Infatti, nel 2002 il giro di affari legato all’occulto veniva stimato nella Repubblica federale tedesca in 9 milioni di euro. Dieci anni dopo era più che raddoppiato (20 miliardi) e una proiezione al 2020 indica una cifra pari a 35 miliardi. “Tutto da rifare – si chiede l’autore dell’analisi – ? Chi vorrà esercitarsi sull’economia dell’occulto dovrà ben delimitare il suo campo di studio. Nell’ultima ricerca citata, per esempio, vi si fanno rientrare anche terapie alternative, pratiche e dottrine spirituali, antroposofia e teosofia”. Insomma, i tedeschi sono alla ricerca di qualcosa di più. (daiac)

>  www.redattoresociale.it

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2014 in La grande Crisi

 

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Meno regali, Capodanno in casa e più disagio sociale. Le feste amare degli italiani

Niente pacchetti sotto l’albero per una famiglia italiana su cinque, e cena e pranzo meno sontuosi per quasi tutti. La crisi economica ha gelato anche questo Natale 2013 e tutti, consumatori e produttori, segnalano cali talvolta anche a due cifre nella spesa per le festività. Una famiglia su cinque non ha fatto regali e la spesa ha registrato una contrazione dell’ 11,4% rispetto al 2012, secondo i calcoli effettuati dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha stilato il bilancio di quanto gli italiani hanno destinato ai regali natalizi. La spesa media delle famiglie è stata di 131 euro, e nel complesso si è attestata su 3,35 miliardi. Ancora peggiori le stime del Codacons, che parla di tagli ai regali in media del 15%: complessivamente, afferma l’associazione, per regali, addobbi, viaggi, insomma tutto il non alimentare, gli italiani hanno speso 600 milioni di euro in meno rispetto al 2012, e ben 7,7 miliardi di euro in meno rispetto a quanto si spendeva per Natale nel 2007, prima che cominciasse la crisi. (Avvenire, 27 dicembre). E in vista del Capodanno lo scenario sembra addirittura peggiorare. Sono circa 4 milioni gli italiani che trascorreranno l’ultimo dell’anno fuori casa con una riduzione stimata pari all’11% rispetto al 2012. E’ quanto sostiene la Coldiretti nel sottolineare che, però, ben sei italiani su dieci (60%) alloggerà in case di proprietà o di parenti o amici. (Il Sussidiario 27 dicembre).

Insomma, sono festività che cadono in un momento di grande difficoltà per gli italiani. «Scoprirsi più poveri e continuare a sperare. È l’Italia del 2013 e che si affaccia al 2014», titola un editoriale del direttore del Sir, Domenico Delle Foglie. «Scoprirsi poveri, per milioni e milioni di italiani che non hanno memoria della povertà, è stato ed è un autentico choc collettivo», dal quale «non ci siamo ancora ripresi, al punto che continuiamo a raccontare storie di persone che per dignità celano la loro nuova condizione di disagio sociale. Pensionati e anziani, ma non solo. Anche giovani, a cui le famiglie non riescono a garantire più nulla di quanto sino all’altro ieri era certo». «La verità – secondo Delle Foglie – è che non ci siamo preparati culturalmente e spiritualmente alla povertà». (AgenSir, 25 dicembre).

Una spallata al contrasto alla povertà per il 2014 proverà a darla il decreto mileproroghe appena varato dal Consiglio dei Ministri. «E’ un intervento di tipo amministrativo che assegna 2,2 miliardi a sostegno alle imprese, 700 milioni alle misure a sostegno del lavoro e dell’occupazione, 300 milioni per il contrasto alla povertà e 3 miliardi di euro a sostegno delle economie locali», spiega il premier Enrico Letta. «Il disagio sociale in questo momento – prosegue – rappresenta la trincea più difficile». Complessivamente gli interventi anti-povertà per il nuovo anno si aggirano sugli 800 milioni, «500 stanziati in precedenza e 300 milioni adesso», chiosa il capo del Governo (Redattore sociale, 27 dicembre).

>  sources: Aleteia Teamwww.aleteia.org

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2013 in La grande Crisi, Natale

 

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