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Archivi tag: Amore

Unico. Storia di un’invenzione per Amore

Spett.le  AGGREGAZIONE GIOVANILE ATLANTIDE

Santa Margherita di Belìce

OGGETTO: invito alla presentazione di “Unico. Storia di un’invenzione per Amore” di Rosa Troia con la partecipazione di Rosy Abruzzo, sabato 13 ottobre, ore 18.00, teatro Sant’Alessandro, Santa Margherita di Belìce.

Gentilissimi, siamo liete di invitarvi alla presentazione di “Unico. Storia di un’invenzione per Amore”, il libro edito da “Albatros Il Filo” per la collana Nuove Voci, scritto da Rosa Troia con la partecipazione della sottoscritta, in programma sabato 13 ottobre, ore 18.00, presso il teatro Sant’Alessandro di Santa Margherita di Belìce. Read the rest of this entry »

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Pubblicato da su 11 ottobre 2018 in Attualità e Cultura

 

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Amori di equilibri e non equilibrismi

Di recente ho letto che un amore vero è fatto di equilibri e non equilibrismi. Ho adorato subito questa affermazione di poche parole capaci di spiegare un universo di situazioni chiuse nella relazione a due. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 19 febbraio 2018 in Coppia

 

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Non costa niente dire a una persona che le vogliamo bene

Non costa niente lodare il taglio di capelli, dire quanto ci piace quella maglietta nuova o quanto si apprezzi la compagnia di una persona. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2017 in Esistenza

 

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Alle Mamme: Auguri!

L’Amore più grande sgorga dal dono della Vita. Auguri alle nostre e alle Mamme di tutto il mondo!

 
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Pubblicato da su 10 maggio 2015 in Festa della Mamma

 

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Alle Donne… Grazie.

Alle DONNE – madri, mogli, figlie, sorelle – che esprimono il Valore della VITA  e dell’AMORE, il Grazie dell’Aggregazione Atlantide. Auguri!

 

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Non smettiamo di guardare il cielo

guardare il cieloA testa alta e con i piedi ben saldati a terra continuiamo a sognare e desiderare che le stelle cadenti e i desideri non finiscano in una notte. L’astronomia ci conferma che tutto non finisce nel buio di così poche ore, ma il nostro cuore in fondo lo sa già che c’è di più, conosce l’alfabeto del cielo anche quando non sa decifrarlo tutto. Abbiamo bisogno delle stelle, perché siamo alla ricerca di punti di riferimento luminosi non di oscuri segnali devianti e opprimenti.
Cerchiamo le stelle che sono tra i pochi elementi del creato che ancora ci fanno fantasticare in un mondo che non ci permette di meravigliarci, cioè di essere come i bambini ogni tanto.
Scrutiamo le stelle per cercare qualcosa, perché è dell’uomo la ricerca continua, la scoperta, il mettersi in gioco per non dare tutto per scontato.
Ammiriamo le stelle perché ci parlano di una bellezza antica e sempre nuova, creata da un pittore invisibile le cui creazioni non hanno prezzo e quindi appartengono a tutti, perché nessuno le può possedere.
Coloriamo le stelle, come fanno i bambini col giallo sulla carta, perché le vogliamo riempire di noi, desideriamo esserne parte, perché a chi non piace essere una stella?
Desideriamo le stelle che dei desideri sono portatrici già nel nome latino oltre che nell’immaginario, come un bimbo attende di aprire un regalo, certi che il cuore non può fare a meno di desiderare.
Disegniamo le stelle, sì, tante volte sul margine di un foglio, sugli appunti, su un tovagliolo da bar, quasi fossimo pittori ispirati davanti alla tela, mentre possiamo fare della nostra vita un’opera d’arte.
Sogniamo le stelle, perché i sogni puntano in alto e ritornano indietro cadenti anch’essi, chiedendoci di impegnarci per realizzarli.
Preghiamo le stelle in cerca di qualcosa che si realizzi per la nostra vita o per quella di chi vogliamo bene, ma in realtà desideriamo che Qualcuno ci ascolti lassù, “l’Amore che move il Sole e l’altre stelle”.
Cantiamo alle stelle come tra amici di notte alla luce di un falò estivo, parole e musica dell’anima che volano alte e si diffondono nello spartito celeste.
Gridiamo alle stelle i nostri “perché?”, “per quanto ancora!”, come da sempre l’uomo ha fatto alzando la testa al cielo, sofferente, adirato, stanco, in attesa di una risposta che dall’alto ci raggiunge poi attraverso l’abbraccio di una persona cara o parole amiche che accarezzano.
Sfidiamo le stelle, vorremmo raggiungerle, toccarle, dominarle, raccoglierle, esaminarle, e così in verità sfidiamo noi stessi, la nostra intelligenza, i nostri limiti, le nostre capacità e tutto ciò ci innalza e ci edifica.
Contiamo le stelle, così per gioco, pur sapendole innumerabili, così ci piace perderci e viaggiare con l’immaginazione e sappiamo che non c’è niente di male nel distrarsi un po’.
Crediamo alle stelle, a volte quelle degli astrologi, ma crediamo di più a Chi le ha create e all’umanità amata che ne è immagine.
Usciamo a veder le stelle come il Sommo Poeta alla fine di un doloroso cammino, prendiamo fiato, rischiariamo gli occhi, ci colmiamo di Infinito.
Diciamo che “le stelle ci stanno a guardare” ed è bello credere che non sia un atteggiamento disgustato o pietoso, ma quello di due amanti – noi da quaggiù e loro da lassù – persi nell’abbraccio di sguardi innamorati. Non smettiamo dunque di guardare le stelle, esse non smetteranno mai di guardare noi finché un giorno noi saremo come loro, anzi più numerosi. Coraggio, testa alta, cuore pronto: i nostri nomi sono scritti in cielo tra le stelle!

>  Marco Pappalardohttp://www.vinonuovo.ithttp://www.aleteia.org

 
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Pubblicato da su 14 agosto 2014 in Spiritualità

 

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Avere un figlio? O meglio un cagnolino?

figlio o cagnolinoQuello che prima era un desiderio dei novelli sposi oggi non è più la loro priorità; così nascono i cosiddetti ‘childfree‘ o ‘dinks’ (‘double income, no kids’ tradotto in ‘doppia entrata, niente bambini’), coppie di livello socioeconomico medio-alto che hanno deciso come progetto di vita di non avere figli e investire le proprie entrate in se stessi.
Papa Francesco si è riferito a questa realtà pochi giorni fa, parlando della “cultura del benessere di dieci anni fa, che ci ha convinto che è meglio non avere i figli, così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna. Così tu stai tranquillo…”. “Forse è più comodo avere un cagnolino, due gatti e l’amore va ai due gatti e al cagnolino”, ma “alla fine, questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine”.
Avere figli è una grande responsabilità, che è sempre stata riconosciuta come tale anche se oggi alcune coppie preferiscono smettere di assumerla. Perché? Egoismo, egocentrismo, comodità, materialismo possono essere alcune delle ragioni.
Ciò che è certo è che non ci soffermeremo sulle cause, ma sottolineeremo gli aspetti positivi del fatto di avere dei figli. Avere figli è una delle decisioni più fondamentali della vita, e non deve essere presa alla leggera in nessun caso, né per pressioni, né per moda, né per interessi particolari. C’è solo un motivo per mettere al mondo un figlio: l’amore, amore che nasce in un uomo e una donna quando si uniscono in matrimonio.

Qualche aspetto positivo dell’avere figli:

  • I figli danno senso alla vita, diventano il motore, la ragione per alzarsi ogni giorno, per lottare per ciò che si vuole e andare avanti indipendentemente dalle circostanze.
  • I figli sono la luce della casa, arrivano nelle famiglie per rallegrarle, per insegnare come si deve vivere e come si deve amare.
  • I figli rendono i genitori persone migliori. I bambini sono la migliore scuola di umanità per gli adulti.
  • I figli evitano la routine nella relazione coniugale. La convivenza diventa più gradita, danno felicità alla coppia, mantengono vivo l’amore tra gli sposi. I figli sono la speranza della coppia.
  • I figli sono una motivazione permanente nella costruzione del rapporto di coppia.
  • I figli rafforzano l’unione matrimoniale, nel senso che i coniugi lavorano uniti per un progetto di vita per il cui sviluppo i figli sono un elemento fondamentale.
  • I figli risvegliano un amore nuovo e vero. La maggior parte dei genitori afferma che l’amore per un figlio non ha eguali e crede che sia l’amore vero.
  • I figli rendono nonni i loro genitori. I nipoti sono uno dei più grandi doni della vita.
  • I figli sono il sostegno nella vecchiaia. I figli sono le uniche persone che saranno lì quando si invecchierà. È una delle ragioni più belle, perché in quei momenti la famiglia trova la sua ragion d’essere.

I motivi potrebbero essere molti di più e sicuramente dietro ogni figlio c’è una storia, anzi più di una, una missione per la quale è arrivato in questo mondo.

>  traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti – LaFamilia.infowww.aleteia.org

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2014 in Società

 

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