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Archivi tag: Aiuto

Solidarietà e aiuto

Solidarietà alle Famiglie siciliane colpite dall’alluvione del 4 novembre. L’Aggregazione Atlantide offre vestiario di vario tipo, per adulti e giovani. Per interventi immediati, chiunque si trovi in difficoltà può contattarci al 342.1919401.

 
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Pubblicato da su 4 novembre 2018 in Calamità

 

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Abbigliamento… e non solo

 
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Pubblicato da su 28 aprile 2018 in Sportello Solidale

 

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Sportello Solidale

 
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Pubblicato da su 10 aprile 2018 in Sportello Solidale

 

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Autosabotaggio: quando la tua mente lavora contro di te

Ti stai autosabotando? Alcune persone bevono, altri rimandano in continuazione… e tu? Qual è il tuo modo di autosabotarti? Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2016 in Psicologia

 

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Terremoto Centro Italia / Aiuto Subito

aiuto.terrcitPresso qualsiasi Filiale di Banca Intesa Sanpaolo. Non si pagano commissioni.
Beneficiario 9707 | Causale “Un Aiuto Subito – Terremoto Centro Italia 6.0”

Per contribuire dall’estero: IBAN IT17 E033 5901 6001 0000 0145 551 BIC BCITITMX

 
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Pubblicato da su 26 agosto 2016 in Calamità

 

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Punto Solidale // Prima Riunione delle Famiglie

puntosol fbcop2Punto Solidale  //  Mercoledì 12 novembre 2014, alle ore 16:30 > Prima Riunione delle Famiglie – adulti, giovani, ragazzi. Argomento: conoscersi un pò di più per un aiuto reciproco.

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2014 in Sportello Solidale

 

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Suicidio: prevenire si può. Disoccupazione primo indiziato

lettera suicidaL’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno nel mondo muoiano di propria volontà 1 milione di persone, un tasso di mortalità per suicidio di 14,5 su 100.000 abitanti. In pratica nel mondo si registrano due suicidi al minuto e in molti paesi industrializzati questa arriva a essere la seconda o terza causa di morte tra gli adolescenti e i giovani adulti.

In Italia si contano circa 4.000 suicidi l’anno. Sono morti prevenibili, ma per farlo serve una rete di sostegno formata da persone volenterose competenti. L’obiettivo della 10° Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, che si celebra il 10 settembre, è proprio quello di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla possibilità di aiutare coloro che hanno raggiunto quello stadio di disperazione che precede il gesto estremo.

>  www.panorama.it

 

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Il mondo celebra la prima Giornata della Carità. “Costruire la cultura dell’incontro”

m terSi svolgerà per la prima volta in tutto il mondo domani, 5 settembre, la Giornata Internazionale della Carità. Voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite un anno fa (risoluzione A/RES/67/105PDF), la data è stata scelta per commemorare l’anniversario della scomparsa nel 1997 di Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace nel 1979 “per il lavoro svolto nella lotta per sconfiggere la povertà e la sofferenza, che costituiscono anche una minaccia per la pace”.
“Con questa iniziativa – si legge nella pagina ufficiale della Giornata -, le Nazioni Unite invitano tutti gli Stati membri e tutte le organizzazioni internazionali e regionali, così come la società civile, comprese le organizzazioni non-governative e le singole persone, a commemorare questa Giornata Internazionale della Carità in maniera appropriata, incoraggiando la carità, anche attraverso l’educazione e le attività di promozione”.

“La carità ha un ruolo importante nel sostenere i valori e portare avanti il lavoro delle Nazioni Unite”, ricorda nel suo messaggio il Segretario Generale Ban Ki-moon. Tutte le varie espressioni di solidarietà, a partire dal volontariato, prosegue, “ci aiutano nella nostra ricerca condivisa di vivere insieme in armonia e di costruire un futuro di pace per tutti. Dobbiamo riconoscere la carità per quello che è nella sua essenza: una nobile impresa finalizzata a migliorare la condizione umana”.
“Nel momento in cui ci proponiamo di accelerare i nostri sforzi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e definire un’agenda per il periodo successivo al 2015, il ruolo della carità può e deve crescere”, spiega ancora nel suo messaggio il Segretario dell’Onu.

Questa prima Giornata internazionale della Carità cade due giorni prima dell’iniziativa di digiuno e preghiera per la pace voluta da Papa Francesco per il 7 settembre. In riferimento a questa e “cogliendo anche l’opportunità della prima Giornata Internazionale della carità, indetta dall’Onu, – ci dice Caritas Italiana – abbiamo invitato tutte le Caritas diocesane a pensare, proporre, rafforzare nei percorsi pastorali avviati in diocesi, esperienze capaci di diventare stile, scelta di vita, a livello personale, professionale, familiare. Esperienze in cui la pace, la solidarietà, la nonviolenza, la mondialità, non solo siano dichiarate, ma siano praticate”.

Caritas Italiana ricorda in merito con Papa Francesco come il senso profondo della carità “non sia elemosina”, ma “innanzitutto, è incontrarsi e, incontrando, aiutare. Dobbiamo edificare, creare, costruire una cultura dell’incontro” a partire dalle “periferie esistenziali”. “Questo è ciò che insegna Gesù – ricorda Caritas con la parole di Francesco -: andare incontro ai più bisognosi. Come Gesù che andava sempre incontro alla gente. Egli andava ad incontrarla. Perché l’incontro moltiplica la capacità di amare. L’incontro con l’altro ingrandisce il cuore”. (FSp)

http://www.redattoresociale.it

 

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Caro fratello, non toglierci la tua vita

//   LETTERA A UN ASPIRANTE SUICIDA   //

lettera suicidaCaro fratello che non vuoi più vivere, ti scrivo perché tu non ti tolga la vita. In questi giorni stiamo tutti sentendo brutte notizie su chi come te, per ragioni cosiddette economiche – ma non sono solo tali, tu lo sai – hanno compiuto il gesto volontario di transitare oltre il confine estremo.

E ho paura di non scrivere bene perché vorrei usare parole dirette, sincere, efficaci e trovarle è difficile. La cosa che non ti dirò è che ti sono vicino, perché io e anzi tutti noi ti siamo stati lontanissimi. Abbiamo sfiorato la tua angoscia camminando per strada come se fossimo disinteressati a vederla; sicché tu, fratello, in questa vicenda di nascita e fine, di carne e sangue, di respiro e pensiero che ci accomuna tutti e ha nome vita, ti sei sentito così solo, da pensare che se ti fossi tolto di mezzo qualcuno si sarebbe accorto di te e tu avresti finalmente pacificato la mente e il cuore.

Facciamo un patto, allora: che griderai, prima. Che lo farai magari nelle forme della società mediatica, del villaggio di solitudine globale in cui viviamo, scrivendo due righe, con parole tue, a questo giornale, in una lettera intitolata: ‘Vorrei morire perché…’. E ci dirai perché. Non decidere nulla da solo, chi si sente solo sta già morendo, l’ha detto uno scrittore che si chiamava Conrad e che indagava la tenebra nel cuore dell’uomo: «Si muore come si sogna, soli». Ma tu non stai sognando, hai gli occhi ben aperti sulla vita e quindi non sei solo: lascia che ti accompagniamo. Per un po’ almeno, fino a rifare i primi passi. Come quelli che ti ha insegnato tua madre tanti anni fa tenendoti per le braccine, e non vorrebbe, adesso, che tu non camminassi più.

Hanno scritto che per debiti ti avrebbero tolto la casa. Sai, abbiamo costruito un mondo spietato, sotto cui scorre un fiume di violenza e veleno, in cui il debito si sconta togliendo al debitore il suo rifugio, forse più per punirlo che per ripianare in parte il debito. Duemila anni fa Qualcuno disse: «Le volpi hanno le tane e gli uccelli i nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove poggiare il capo». Forse pensava anche a te.

Ma di sicuro pensava a noi quando diceva: «amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi». Non ci siamo riusciti con te, vuoi proprio dimostrarGlielo? Dacci la possibilità di farGli vedere che per una volta l’abbiamo ascoltato. Dacci una mano. Tu aiuta noi.

Mettici in condizione di condividere: parla, chiama, scrivi, fatti sentire, raccontaci, piangi, se vuoi, e noi diremo le parole che il tuo cuore vuole ascoltare. Mettici al tuo fianco: lasciaci gridare insieme a te che questa società è disumana, e che c’è un’altra società, che quel Qualcuno ha indicato, già nata tra te e noi e in cui l’uomo è di aiuto all’altro uomo. Pensa a noi con tenerezza.

Noi sappiamo meno cose di te, non siamo mai arrivati al tuo baratro, tu solo hai raggiunto la tua – personale, universale – cognizione del dolore. Insegnacela. Facci guardare dentro il tuo cuore. Non precipiterai nell’abisso, ti tratterremo noi, ma tu, prima, ci avrai arricchiti di te, sicché sarà un ben piccolo prezzo continuare a darti la vita. Ecco, forse solo adesso sono riuscito a dire la frase che volevo scrivere e che non è «non toglierti la vita», ma «non toglierci la tua vita». Perché non lo sappiamo dire, ma è preziosa per noi.

>  Giovanni D’Alessandrohttp://www.avvenire.it

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2013 in La grande Crisi

 

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In “ascolto”…

 
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Pubblicato da su 21 maggio 2009 in Vibrazioni

 

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