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Archivi tag: Adolescenti

Adolescenti e post Covid nel sondaggio Unicef: “Vogliamo un futuro diverso”

La voce di oltre venti giovani provenienti da tutta Italia chiede che il futuro dopo il Covid non cancelli quanto è emerso in questa esperienza unica e destabilizzante. L’ufficio regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale e il Comitato Italiano per l’Unicef, con il supporto tecnico dell’Istituto di ricerca dell’Unicef Innocenti di Firenze e in collaborazione con partner nazionali e locali, hanno coinvolto i venti giovani nell’elaborazione di un sondaggio online rivolto ai loro coetanei, per comprendere qual è il loro livello di soddisfazione per la vita, le relazioni, il benessere economico, la scuola e il lavoro, l’ambiente e la salute. Read the rest of this entry »

 

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Vigoressìa: cosa è il nuovo disturbo dei ragazzini

La “vigoressia” è un nuovo disturbo dei ragazzini. Ma di che cosa si tratta nel dettaglio e quali sono i suoi sintomi? Cerchiamo di fare chiarezza su tale problematica che interessa soprattutto gli adolescenti. Read the rest of this entry »

 
 

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Gli Hikikomori del web, le giovani generazioni rinchiuse in una stanza

Il termine giapponese “Hikikomori” significa “stare in disparte, isolarsi”, ed è in esso che trova radice la cosiddetta sindrome di Hikikomori che descrive un quadro clinico riguardante soprattutto gli adolescenti maschi dipendenti dal web che scappano dalla vita reale per rifugiarsi in un uso smodato del mondo di internet. Read the rest of this entry »

 
 

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Bullismo: vittime, carnefici e spettatori

Il 7 febbraio è la prima giornata nazionale contro il bullismo a scuola. Il fenomeno è in crescita e le soluzioni possono arrivare solo da una conoscenza più approfondita dei suoi contorni. Il ruolo importante svolto dagli “spettatori”, non solo quelli diretti, ma la società nel suo complesso. Read the rest of this entry »

 
 

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Per aiutare i giovani, dobbiamo educare gli adulti — Pietroalviti’s Weblog

di Viviana Daloiso Educare gli adolescenti? «Non vorrei più sentirne parlare». È forte la provocazione dello psichiatra Tonino Cantelmi, professore di cyber-psicologia all’Università Europea di Roma e presidente dell’associazione Psichiatri e psicologi cattolici (Aippc). «La verità è che per cambiare gliadolescenti c’è più che mai bisogno diadulti. E gli adulti non ci sono: sbiaditi, insensati, […]

via Per aiutare i giovani, dobbiamo educare gli adulti — Pietroalviti’s Weblog

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2016 in Ospiti

 

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Giovani italiani malati di internet

giosmartphAdolescenti perennemente connessi in rete e genitori che non sono consapevoli dei rischi corsi dai propri figli sul web. Questa la fotografia emersa dall’indagine “Tempo del web. Adolescenti e genitori online”, realizzata da SOS Il Telefono Azzurro Onlus. La ricerca è stata realizzata intervistando un campione di ragazzi dai 12 ai 18 anni e di genitori dai 25 ai 64 anni. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2016 in Mondo giovanile

 

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La scelta delle scuole superiori: come mettere d’accordo genitori e figli?

adolesSolitamente nel mese di gennaio scadono le preiscrizioni ai vari istituti scolastici, tra qui quelli delle superiori, quindi questo è un periodo in cui si discute parecchio sul da farsi. Non è sicuramente un argomento facile, certo molto importante. Stiamo parlando infatti di una delle prime vere scelte di vita dei ragazzi, che possono portare a sviluppi futuri altrettanto importanti. Non solo sarebbe opportuno creare degli incontri di orientamento con gli studenti, ma in alcune realtà anche con i genitori, in modo tale che entrambi le parti possano esprimere pensieri, dubbi e domande agli esperti del settore. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 17 gennaio 2016 in Famiglia

 

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Compiti per le vacanze, si o no?

I genitori si interrogano, la psicoterapeuta risponde

comp vacanzeI compiti per le vacanze sono realmente utili o servono solo a sovraccaricare i nostri figli dopo un anno scolastico impegnativo? Questa è la domanda che oggi mi pongono tanti genitori che forse ancor più dei figli vivono con grande stress l’assegnazione dei tanto recriminati compiti per le vacanze.

Oggi la comunità dei pediatri si è schierata assolutamente a sfavore di tali compiti, sostenendo che il periodo estivo dovrebbe essere dedicato solo ed esclusivamente al riposo della mente permettendo al bambino-adolescente di ricaricare le energie impiegate durante il lungo anno scolastico, potendo usufruire di tutto il tempo a disposizione per fare che li diverte di più. Un sondaggio condotto durante un recente convegno di pediatria da parte del primario di Pediatria dell’Ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno, rivela che addirittura il 75% dei pediatri si dice contrario ai compiti per le vacanze.

I bambini e gli adolescenti, sostengono i nostri pediatri, sono sottoposti a continue sollecitazioni sia nel contesto scolastico che in quello extrascolastico, incessanti richieste e continui contesti competitivi esauriscono le energie mentali e fisiche dei piccoli di oggi. Largo dunque ad un periodo lungo di riposo in cui potersi ricaricare e dare sfogo alla fantasia! La realtà scolastica però è diversa e gli insegnanti, la maggior parte dei quali non sposa tale filosofia, rimangono dell’opinione che la mente dei giovani ha bisogno di continuo allenamento e la pausa estiva troppo lunga potrebbe rappresentare un rallentamento delle capacità di apprendimento ed attentive dell’alunno.

Dunque, ecco qualche consiglio da seguire per i genitori che si ritrovano a scontrarsi con un qualcosa che si deve fare, poiché sarebbe scorretto agli occhi dei figli screditare la figura del docente, rispetto a ciò che non si vorrebbe far fare: i famigerati compiti estivi!

  • Non lamentatevi dei compiti estivi, ciò potrebbe essere trasmesso ai vostri figli, anzi incoraggiateli e se potete aiutateli un po’

  • Stabilite un momento all’interno della giornata in cui far fare i compiti, ciò permetterà ai vostri figli di mantenere con più assiduità questo appuntamento “fisso” (mantenendo l’elasticità in casi eccezionali!)

  • Cercate di distribuire il carico dei compiti in tutto il periodo estivo per evitare sovraccarichi nel periodo finale ed arrivare i primi giorni di scuola già stanchi!

  • Incoraggiate i vostri figli a completare tale dovere, è comunque, pediatri o no, un impegno da mantenere e rispettare e dunque sicuramente formativo!

>  http://www.palermobabyplanner.it

 
 

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Il 20% degli under 18 frequenta sale Bingo e slot

ludopatiaPer divertimento, per avere un’emozione o per arrotondare la paghetta settimanale: il vizio del gioco si insinua fra i giovanissimi mentre gli adulti nascondono la testa sotto la sabbia. Almeno 800.000 bambini e adolescenti italiani fra i 10 e i 17 anni giocano d’azzardo, ovvero il 20%, praticamente uno su 5. E la tentazione riguarda anche i più piccoli. Addirittura 400.000 bimbi fra i 7 e i 9 anni hanno già scommesso la paghetta su lotterie, scommesse sportive e bingo. A dirlo sono i risultati dell’indagine nazionale sul gioco d’azzardo nei minori, promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss). Secondo lo studio, presentato durante l’International Pediatric Congress on Environment, Nutrition and Skin Diseases a Marrakech, il 75% dei genitori, se scoprisse che il proprio figlio gioca, riterrebbe necessario intervenire.

Eppure il 90%, in base ai quanto dichiara il campione costituito da 1000 genitori, non conosce neppure il termine ludopatia e il 70% non ha mai parlato del tema gioco patologico in famiglia. Il presidente di SIMPe e Paidòss, Giuseppe Mele, lo definisce un “atteggiamento ambivalente inquietante”. “I genitori – spiega – percepiscono più o meno chiaramente che il gioco d’azzardo potrebbe essere un problema” ma “sembra quasi che sia qualcosa che non li riguardi”.

Un errore, sottolinea, “perché un bimbo che si gioca la paghetta alla sala giochi diventerà molto probabilmente un adulto che butterà lo stipendio in qualche sala scommesse”. Il rischio, però, non viene solo da videolottery e sale da bingo, in realtà il primo amo per adescare i minori può essere un semplice pc domestico, visto che oltre la metà dei genitori, ben il 51,3%, non usa nessun filtro e nessuna limitazione per evitare che i propri figli si imbattano su siti internet pericolosi. “I minori navigano liberamente senza regole né limitazioni su siti internet di qualunque sorta”, anche se “il gioco d’azzardo non ha più bisogno di un luogo fisico, lo trovi sul pc, sulle app”, mette in guardia Mele. Con l’intenzione di aumentare la consapevolezza sul rischio ludopatie nei giovani, nasce quindi la campagna dei pediatri della SIMPe “Ragazzi in gioco”, mirata a organizzare corsi dedicati agli studenti nelle scuole e ai pediatri. Contemporaneamente, però, un appello va anche alle istituzioni. Stop “a ogni tipo di pubblicità sul gioco d’azzardo in tv” e no alle app, accessibili a tutti, per scaricare giochi da smartphone e pc. Su questo il Garante per l’Infanzia dovrebbe intervenire”, chiede Mele. Infine non mancano consigli per i genitori. “La prima regola è fare il genitore”, spiega Mele. No quindi al padre/amico, la madre/amica, meglio invece “applicare livelli differenti e dare regole chiare”. In secondo luogo, sarebbe utile “stabilire contratti sull’utilizzo del cellulare e del computer, ovvero dare dispositivi in cambio della sottoscrizione di una sorta di comodato d’uso, in cui specificare che tipo di utilizzo il minore può farne e con che limiti”.

>  www.ansa.it

 
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Pubblicato da su 28 aprile 2014 in Mondo giovanile

 

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Ragazzini di oggi “rapiti” da tablet e telefonini

raga tabGli adolescenti di oggi sono sempre più attratti dal mondo virtuale e sempre più lontani da quello reale. Secondo una ricerca britannica il fenomeno è da attribuire all’uso eccessivo di telefonini e tablet e in generale dei nuovi dispositivi elettronici. L’indagine condotta da Opinion Research per conto di Halifax Digital Home Index punta il dito sui genitori che non esercitano nessun tipo di controllo sui figli. Nel 65% dei casi li lasciano soli a connettersi con chi vogliono, per quanto tempo desiderano. Due terzi dei ragazzi tra i 7 e i 17 anni possono usare dispositivi elettronici a letto e un terzo dei bambini sotto dei 9 anni controlla i messaggi più volte all’ora.

Si arriva poi a parodossi come il fatto che il 40% dei bambini invia messaggi anche quando deve dire qualcosa a un membro della famiglia che si trova nella stessa casa. In generale la ricerca evidenzia che in molte famiglie è abituale permettere di usare gli smartphone anche quando si è a tavola, e lo squillo della suoneria o l’arrivo di un messaggio è prioritario rispetto alla conversazione conviviale, e la interrompe sempre. Sono poi le risposte dei bambini intervistati a mettere in luce la connivenza di papà e mamma che spesso forniscono l’esempio negativo. Anche la maggioranza degli adulti comunica attraverso messaggi con altre persone che si trovano nello stesso edificio, e una persona su cinque preferisce parlare al telefono o per mezzo dei social media. Una su quattro si porta telefonino e tablet a letto e una su dieci persino in bagno mentre sette su dieci confessano di iniziare la giornata lavorativa controllando email e social network.

Il rapporto con i dispositivi elettronici è quasi ossessivo se si pensa che più del 70% degli adulti non sopporta l’idea di stare un giorno senza i suoi gioielli tecnologici. Una persona su due ha persino ammesso che preferirebbe perdere la vera nuziale o l’anello di fidanzamento piuttosto che il proprio smartphone. L’uso assiduo dei dispositivi elettronici secondo gli esperti rischia di fare crescere bambini incapaci di avere veri rapporti umani, anche all’interno del gruppo familiare, proprio perché non hanno il tempo di imparare a farlo: è stato calcolato che un bambino che nasce oggi, a sette anni avrà già passato un anno intero (considerando giorni di 24 ore) davanti a uno schermo, piccolo o grande che sia. A 80 anni ne avrà impiegati 18, un quarto della vita, a inviare email, foto e messaggi non legati alla propria attività lavorativa.

Per cercare di fare vivere i ragazzini più nel mondo reale gli studiosi danno qualche consiglio ai genitori. Bisogna stabilire regole da osservare e sanzioni da applicare quando queste vengono violate. Tra le cose da mettere subito in chiaro ci deve essere il fatto che lo smartphone e il tablet non sono un regalo, ma un prestito che può essere revocato in qualunque momento, mentre è importante trovare del tempo da passere insieme senza apparecchi elettronici. All’inizio la sensazione sarà di panico, ma superato quel momento, a prevalere sarà una appagante sensazione di libertà.

>  redazione AGRwww.msn.com

 
 

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