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Archivi categoria: Riflessioni

Ottimisti, pessimisti o realisti?

E’ proprio vero che la stessa realtà viene vissuta dalle persone in modo diverso. Chi è ottimista cerca sempre di cogliere il lato positivo della situazione, chi è più sul fronte del pessimismo si concentra su quelli negativi.

Per il primo esiste sempre un’alternativa, un modo diverso di vedere le cose e scorge nella quotidianità aspetti positivi e opportunità da prendere al volo. Crede in se stesso, gode di una buona autostima e ha fiducia nel fatto che le cose e le persone possano sempre migliorare. Non nega la gravità delle situazioni, ma la vive appieno, dandosi la possibilità e la volontà di risollevarsi. Agli occhi altrui l’ottimista è gradevole, stimolante, pensa che le sconfitte o le crisi siano temporanee e si prepara ad affrontare sempre nuove sfide. Rende meglio sia nel lavoro che negli studi. Il pessimista invece è deludente, incostante, tendente all’immobilità per non rischiare di trovarsi in situazioni sfavorevoli. Preferisce rinunciare a vivere nuove situazioni perché in cuor suo sa già che finiranno male. Cade più spesso nella depressione o nell’ansia. L’eccessivo ottimismo, come il pessimismo, possono a volte portare ad una visione distorta della realtà. Il primo può causare false illusioni, il secondo estrema staticità.

La via di mezzo potrebbe essere rappresentata dal realista, ovvero dall’individuo che riesce a vivere le situazioni nel modo più oggettivo e concreto possibile che progetta situazioni nuove senza troppe illusioni o rinunce deprimenti. Il perfetto realismo non esiste, è una situazione ideale. Infatti richiede parecchie energie e concentrazione verso ciò che si sta facendo. Delle volte, potrebbe essere rigido, troppo razionale, appunto. Tutto dovrebbe essere ponderato e valutato nei minimi dettagli. Essere pessimisti od ottimisti costituisce una via più comoda, perché permette di sognare, a volte di staccarsi dalla dura realtà ed è la scusante per attribuire responsabilità a situazioni esterne (fortuna, sfortuna, destino, Dio,…). Il realista invece è colui che decide a suo rischio e pericolo, prendendosi le responsabilità dei risultati. Il realista può oscillare di tanto in tanto, tra sane tendenze pessimistiche (che potrebbero risparmiargli situazioni di pericolo) e tendenze ottimistiche che fungono da stimolo per non abbattersi, andare avanti e affrontare nuove situazioni con successo. Una scarsa autostima farà si che i meriti vengano sempre attribuiti agli altri e le colpe a se stessi, convincendosi di non riuscire ad affrontare le avversità, e affrontando la quotidianità con maggiore stress. Il più delle volte il pessimista non riesce a vedere i suoi successi. L’ottimista invece si attiva per raggiungerne sempre di nuovi, stimolato in continuazione da quelli già ottenuti.

Ottimista, pessimista o realista, per ogni cosa abbiamo capito che è necessaria la giusta dose. A proposito di questo, vi lascio con le parole di uno scrittore francese: “il pessimista si lamenta del vento contrario, l’ottimista aspetta che cambi, il realista aggiusta la vela”.

>  Dott.ssa Caterina Steri – Psicologa e Psicoterapeuta. Gocce di psicoterapiawww.tiscali.it

 
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Pubblicato da su 26 novembre 2012 in Riflessioni

 

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Ogni cosa ha il suo tempo

Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.  C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.  Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.  Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per danzare.  Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.  Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via.  Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.  Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Qoelet 3,1-8

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2011 in Riflessioni

 

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Sulle “strade” del cuore…

 
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Pubblicato da su 16 maggio 2010 in Riflessioni

 

Festa di S. Giuseppe – Festa dei Papà

   Vorrei avere la tua forza e la tua pazienza, vorrei avere la tua esperienza e la tua saggezza, vorrei avere anche un pò dei tuoi capelli bianchi e delle tue rughe, se servisse ad essere un bravo papà come sei tu!

Grazie, per avermi dato la tua vita, il tuo tempo, il tuo amore, la tua comprensione, il tuo sostegno,… Grazie, papà!… e, AUGURI!!!

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2010 in Riflessioni

 

Ma cosa ti aspetti dal nuovo anno?

   Quante volte, in queste ultime settimane, abbiamo sentito in giro o in televisione domande di questo tipo? E quante volte ci sono stati offerti a buon mercato oroscopi e previsioni per un 2010 sereno o, comunque, migliore dell’anno appena terminato? Ormai non siamo più tanto ingenui da credere a sedicenti studiosi delle stelle, o forse sì; forse lo siamo ancora perchè davvero ci manca “qualcosa”, qualcosa per andare oltre, per puntare in alto, per guardare la realtà con occhi limpidi ed il futuro con uno sguardo di speranza. Nessuno è esente da questo, neanche i cristiani.
   C’è un’attualità fatta di persone, situazioni, problemi, sofferenze, risorse, debolezze e ricchezze, che non ha più bisogno di attendere qualcosa, perchè il “mistero” del Natale ci ricorda che tutto ciò che è davvero essenziale per l’uomo ci è stato già donato 2000 anni or sono!
   Possiamo crederci o no, ma è un fattto storico che ha cambiato la storia degli uomini di ogni tempo. E se vogliamo, può cambiare anche la nostra!
 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2010 in Riflessioni

 

Amici

      Non si può obbligare nessuno a esserti amico per sempre. Un amico si sceglie e non si impone. Un vero amico lo trovi sulla strada della tua vita nei modi più impensati: a volte è un vero e proprio colpo di fulmine. Altre volte, invece, l’amico del cuore arriva con calma, frequentandosi a lungo, scoprendo che si hanno un sacco di cose in comune, imparando ad apprezzare la bellezza di raccontarsi ciò che succede dentro e fuori di noi e constatando che l’altra persona ha voglia di stare ad ascoltarci, darci consigli, consolarci se siamo tristi, fare festa con noi se ci è successa una cosa bella.
      Può succedere che alcuni amici che erano stati veri amici del cuore cambino rotta, scelgano di avere vicino nuove persone. Cambiano talmente tante cose dentro e fuori di noi, che può cambiare anche un amico. Non ti devi preoccupare: forse quell’amico del cuore tra un pò tornerà da te e non ti lascerà più, perchè ha capito quanto sei importante per la sua vita.
      Però, potrebbe anche succederti che, dopo aver perso un amico e dopo il forte dolore che ne deriva, la porta del tuo cuore si apra alla possibilità di incontrare nuove persone, con cui condividere sogni, emozioni, pensieri e desideri. Forse, all’amico perduto potresti dare una seconda possibilità: chissà che non scopra in te le tante cose in comune, di cui non si era mai accorto fino ad oggi!
 
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Pubblicato da su 4 novembre 2009 in Riflessioni

 

La mia strada… nella vita

      Tanti sogni e aspirazioni, ma vaghi e confusi. Oggi pensi una cosa e già domani un’altra. Vuoi riprendere l’università, ma dopo un mese hai già abbandonato l’idea e, magari, cominci a sognare una carriera nel mondo dello spettacolo. Detesti la noia, la routine, le banalità, ma anche l’eccesso di responsabilità. Sogni una vita avventurosa, libera, piena di amicizie, di amore e di divertimento, ma non riesci a concretizzare le tue aspirazioni e ti limiti a vivere alla giornata, senza fare alcun progetto serio per il futuro.
      Intanto gli anni passano e la tua vita rimane quella di sempre: abiti con i tuoi genitori dai quali dipendi economicamente, fai qualche lavoretto giusto per pagarti qualche sfizio, magari provi a dare qualche esame all’università, ma senza troppa convinzione. E intanto sogni, o semplicemente aspetti, che un giorno succederà qualcosa, la tua situazione si sbloccherà e il mondo capirà finalmente quello che vali!
      Questa condizione, purtroppo, a causa dei cambiamenti sociali e della precarietà in tanti settori, innanzitutto il mondo del lavoro, riguarda un numero sempre più crescente di giovani. Giovani che sono anagraficamente ormai adulti, ma che vivono in una prolungata condizione di adolescenza, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta.
 
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Pubblicato da su 2 novembre 2009 in Riflessioni