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Archivi categoria: Mondo giovanile

Le parole sono pietre: al via la campagna contro l’odio online e il razzismo

Due amici guardano la partita di calcio in tv. Il dialogo è libero e i contenuti sono violenti verso i giocatori di colore. Fino al gol: è questo il primo video di una campagna internazionale contro l’odio online partita l’8 gennaio e composta da 5 spot da diffondere sui social. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 18 gennaio 2020 in Mondo giovanile

 

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Consulta Giovanile a S. Margherita

Domenica 17 Giugno è stata eletta la Consulta Giovanile del Comune di Santa Margherita di Belice. Una buona partecipazione di giovani margheritesi di età compresa tra i 18 e i 35 anni ha così votato:

Presidente: Francesco Fina  –  Vice Presidente: Anthony Morreale

Consigieri: Giuseppe Ciaccio – Samuele Di Giovanna – Giuseppe La Sala – Giorgio Gennusa – Maria Aurora Russo – Maria Marfia – Clara Artale

Ai Componenti della Consulta gli Auguri dell’Aggregazione Giovanile Atlantide di un proficuo impegno nel sociale.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2018 in Mondo giovanile

 

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Giovani italiani malati di internet

giosmartphAdolescenti perennemente connessi in rete e genitori che non sono consapevoli dei rischi corsi dai propri figli sul web. Questa la fotografia emersa dall’indagine “Tempo del web. Adolescenti e genitori online”, realizzata da SOS Il Telefono Azzurro Onlus. La ricerca è stata realizzata intervistando un campione di ragazzi dai 12 ai 18 anni e di genitori dai 25 ai 64 anni. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2016 in Mondo giovanile

 

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Il 20% degli under 18 frequenta sale Bingo e slot

ludopatiaPer divertimento, per avere un’emozione o per arrotondare la paghetta settimanale: il vizio del gioco si insinua fra i giovanissimi mentre gli adulti nascondono la testa sotto la sabbia. Almeno 800.000 bambini e adolescenti italiani fra i 10 e i 17 anni giocano d’azzardo, ovvero il 20%, praticamente uno su 5. E la tentazione riguarda anche i più piccoli. Addirittura 400.000 bimbi fra i 7 e i 9 anni hanno già scommesso la paghetta su lotterie, scommesse sportive e bingo. A dirlo sono i risultati dell’indagine nazionale sul gioco d’azzardo nei minori, promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss). Secondo lo studio, presentato durante l’International Pediatric Congress on Environment, Nutrition and Skin Diseases a Marrakech, il 75% dei genitori, se scoprisse che il proprio figlio gioca, riterrebbe necessario intervenire.

Eppure il 90%, in base ai quanto dichiara il campione costituito da 1000 genitori, non conosce neppure il termine ludopatia e il 70% non ha mai parlato del tema gioco patologico in famiglia. Il presidente di SIMPe e Paidòss, Giuseppe Mele, lo definisce un “atteggiamento ambivalente inquietante”. “I genitori – spiega – percepiscono più o meno chiaramente che il gioco d’azzardo potrebbe essere un problema” ma “sembra quasi che sia qualcosa che non li riguardi”.

Un errore, sottolinea, “perché un bimbo che si gioca la paghetta alla sala giochi diventerà molto probabilmente un adulto che butterà lo stipendio in qualche sala scommesse”. Il rischio, però, non viene solo da videolottery e sale da bingo, in realtà il primo amo per adescare i minori può essere un semplice pc domestico, visto che oltre la metà dei genitori, ben il 51,3%, non usa nessun filtro e nessuna limitazione per evitare che i propri figli si imbattano su siti internet pericolosi. “I minori navigano liberamente senza regole né limitazioni su siti internet di qualunque sorta”, anche se “il gioco d’azzardo non ha più bisogno di un luogo fisico, lo trovi sul pc, sulle app”, mette in guardia Mele. Con l’intenzione di aumentare la consapevolezza sul rischio ludopatie nei giovani, nasce quindi la campagna dei pediatri della SIMPe “Ragazzi in gioco”, mirata a organizzare corsi dedicati agli studenti nelle scuole e ai pediatri. Contemporaneamente, però, un appello va anche alle istituzioni. Stop “a ogni tipo di pubblicità sul gioco d’azzardo in tv” e no alle app, accessibili a tutti, per scaricare giochi da smartphone e pc. Su questo il Garante per l’Infanzia dovrebbe intervenire”, chiede Mele. Infine non mancano consigli per i genitori. “La prima regola è fare il genitore”, spiega Mele. No quindi al padre/amico, la madre/amica, meglio invece “applicare livelli differenti e dare regole chiare”. In secondo luogo, sarebbe utile “stabilire contratti sull’utilizzo del cellulare e del computer, ovvero dare dispositivi in cambio della sottoscrizione di una sorta di comodato d’uso, in cui specificare che tipo di utilizzo il minore può farne e con che limiti”.

>  www.ansa.it

 
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Pubblicato da su 28 aprile 2014 in Mondo giovanile

 

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Baby squillo? Per il 15% anche nella propria scuola

ROMA – Baby squillo? Può essere la ragazza del banco accanto. Almeno a guardare i risultati di un sondaggio realizzato dal portale specializzato Skuola.net sulla scia delle notizie di cronaca degli ultimi giorni, dalle quali stanno emergendo storie di prostituzione minorile.

Dei 3mila ragazzi di medie e superiori che hanno partecipato all’indagine, il 15% denuncia casi di baby squillo nel suo istituto. Di questi, circa il 30% ha addirittura avuto rapporti sessuali con loro. Va così da sé che, secondo gli intervistati, i media non stanno ingigantendo il fenomeno: per circa 1 studente su 4, le studentesse che si prostituiscono a scuola sono davvero così tante come dicono tv, giornali e web.

Sono oltre 500 gli studenti che hanno confessato al portale Skuola.net di avere baby squillo nella propria scuola. Addirittura il 60% di questi ultimi afferma che non si tratta di casi isolati e che ci sia più di una studentessa a vendere il suo corpo in cambio di soldi, ricariche e abbigliamento. Il 46% degli intervistati invece non si pronuncia sul fenomeno: nel suo istituto non esiste, e se esiste lui non ne è a conoscenza. Mentre il 40% circa del campione afferma con certezza che nella propria scuola queste cose non accadono.

Sicuramente deve destare attenzione che di quel 15% di studenti che sa delle baby squillo fra i banchi della sua scuola, il 30% dichiara di aver avuto rapporti sessuali con loro, così divisi: il 25% più di una volta, mentre il 5% solamente una. Il fenomeno non scandalizza i ragazzi, tanto che a essi si aggiunge un ulteriore 10% che, pur non avendo mai avuto nessun rapporto sessuale con una baby squillo della propria scuola, proverebbe con piacere.

In merito all’attenzione dei media sul fenomeno, poco meno della metà degli studenti non sa esprimersi. La restante metà invece si divide in egual maniera tra chi pensa che i media stiano trattando correttamente la questione date le proporzioni del fenomeno e chi invece ritiene che si stia esagerando.

>  www.lasiciliaweb.it

 

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FederVita Sicilia: Appello dei Giovani della Sicilia all’Unione Europea

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Uno studente su 4 fa uso di droga

Nonostante leggi inasprite, campagne informative e studi scientifici sulla pericolosità delle sostanze stupefacenti, quello degli adolescenti che fanno uso di droga rimane un esercito di più di seicentomila persone, un quarto del totale della popolazione scolastica che almeno una volta ha provato una canna o ha tirato di coca. La fotografia è del Rapporto Espad dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, giunto alla quindicesima edizione, che anzi certifica un leggero aumento nell’uso di tutte le sostanze, a cominciare da quelle che sembravano dimenticate come l’eroina. “Tra le cose che ci hanno colpito quest’anno – spiega Sabrina Molinaro, che ha curato il rapporto – è che abbiamo per la prima volta visto un aumento anche nei consumi occasionali. Rispetto al resto d’Europa siamo nella ‘top ten’ per il consumo di cannabis, eroina e cocaina, mentre per le altre droghe siamo nella media o sotto la media”.

L’indagine ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole medie superiori e 516 istituti scolastici di tutta la penisola, e ha stimato su una popolazione di 2,5 milioni di ragazzi e ragazze oltre 500mila consumatori di cannabis, poco più di 60mila cocaina e 30mila oppiacei, con aumenti che variano tra lo 0,6% della cannabis e lo 0,1% dell’eroina. Aumentata lievemente anche l’assunzione di stimolanti: 3,8% nella vita e 2,6% nell’ultimo anno, contro 3,6% e 2,4% della precedente rilevazione. L’eroina, sostanza in flessione rispetto al decennio scorso, segnala una lieve ripresa nell’ultimo anno: dall’1,2% nel 2011 all’1,3% (2% tra i maschi, 0,6% tra le ragazze) e anche tra gli assuntori frequenti si passa dallo 0,5% allo 0,6%. La cocaina è stata usata nell’ultimo anno dal 2,7% degli intervistati (dato uguale al 2011), in maggioranza ragazzi (3,8% contro 1,6%); si attesta sullo 0,7% la quota di chi la assume regolarmente.

Relativamente alle sostanze allucinogene (Lsd, ketamina e funghi) il 2,5% dei giovani intervistati ammette l’uso nell’ultimo anno, ma tra i diciannovenni la quota arriva al 3,8%, e l’1,5% nell’ultimo mese. Dove gli studenti italiani superano la media europea è nel consumo di alcol e tabacco, che si attestano rispettivamente al 63% e al 36% del campione: “Abbiamo anche notato un aumento delle ‘nuove droghe’, come spesso riportano anche altri rapporti – afferma Molinaro – i questionari non sono entrati nel dettaglio, ma gli aumenti notati per stimolanti e allucinogeni possono essere ricondotti a questo fenomeno”.

>  www.lasiciliaweb.it

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2013 in Mondo giovanile

 

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