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Archivi categoria: Disabilità

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Giornata mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2017 in Disabilità

 

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Autismo, solo un bambino su due riceve la diagnosi (e 1 su 3 la terapia)

Non ci sono dati certi su quanti siano in Italia i bambini colpiti dai Disturbi dello spettro autistico, ma secondo i dati preliminari dell’Osservatorio nazionale nato un anno fa per volontà del Ministero della Salute, potrebbero essere circa uno su 120. Numeri impressionanti, ma allo stesso colpiscono i dati su quanti di questi bambini ricevano risposte adeguate dalla sanità pubblica: uno su due riesce a ottenere un percorso diagnostico nei servizi di neuropsichiatria infantile e solo uno su tre una risposta terapeutica. Per quanto riguarda gli autistici adulti, meno di uno su dieci è seguito in un centro pubblico. Tutti gli altri, bambini e adulti, sono costretti a rivolgersi a privati, pagando cifre altissime (fino a 1.200 euro al mese per la terapia). Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 31 marzo 2017 in Disabilità

 

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Movimento Italiano Disabili ad Agrigento

\\  Pubblichiamo il 2° articolo di Crocetta Morreale, nostra amica di Castrofilippo (Ag)  —

midCari amici ed amiche, in qualità di coordinatrice provinciale del Movimento Italiano Disabili, sono lieta di farvi conoscere il Mid.
Il Mid ha sede legale in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, 12 a Montecelio – Roma. Il movimento è preseduto da Francesco Ferrara ed ha come coordinatrice nazionale la signora Maria Altobelli.
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Pubblicato da su 29 marzo 2015 in Disabilità

 

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Ugualmente Diversi

loc atuttoritmoposta in arrivoRiceviamo da Paola Caracappa e pubblichiamo…

Spettacolo emozionante realizzato dagli studenti, diversamente abili e non, delle Scuole Secondarie di Sciacca.

>  Paola Caracappa – Resp. Territoriale Cesvop prov. di Agrigento – tel. 377.7085535

 
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Pubblicato da su 17 agosto 2014 in Disabilità

 

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Lettera di Paola Spadoni al Presidente del Consiglio, Enrico Letta

\\  A commento del post sul nuovo redditometro, la nostra amica PAOLA SPADONI ci allega una sua Lettera già inviata al Presidente del Consiglio, Enrico Letta. E noi, volentieri, la pubblichiamo…

paola spadoni   Ill.mo Presidente Letta,
mi chiamo Paola Spadoni e sono una cittadina italiana disabile, con gravi patologie a livello motorio e respiratorio. Le ragioni di questa mia lettera sono dovute alla grande preoccupazione per il prossimo futuro data l’imminente entrata in vigore del nuovo ISEE.
   Ora, prima di entrare nel merito del perché questo nuovo ISEE danneggia il cittadino disabile, vorrei spendere due parole per cercare di spiegare le condizioni di vita di chi ha gravi handicap che lo costringono ad avere costantemente bisogno di aiuto e sostegno per ogni attività, per ogni gesto quotidiano, scontati e naturali per chi non ha problemi, ma ostacoli insormontabili per chi vive questa realtà. Le sto descrivendo una situazione personale ma che è lo specchio di migliaia di altre situazioni simili alla mia.
   Vivere da disabile, oltre alle evidenti difficoltà fisiche facilmente intuibili, comporta tutta una serie di altri problemi: la scelta della casa ad esempio. Un disabile non può adattarsi a sceglierne una piccola e più economica magari nel quartiere preferito. Egli ha bisogno di spazi e di ausilii per potersi muovere (un bagno più grande, una camera più grande, porte adeguate allo spostamento in carrozzina). E questo ha un costo elevato. Egli deve adattarsi ai negozi più vicini per fare la spesa e non sempre sono i più economici. Per gli spostamenti ha bisogno di un’automobile grande e attrezzata con pedana elettrica. Personalmente ne ho dovuta acquistare una recentemente e anche se di seconda mano, è costata una cifra che non era alla mia portata, costringendomi a chiedere prestiti a parenti e amici. Volendo poi risparmiare sulla benzina come fanno tutti i cittadini italiani normodotati che prendono i mezzi pubblici, per il disabile non è possibile, dato che metropolitane e autobus, specialmente a Roma, sono inaccessibili. Inoltre la gravità delle patologie che afiggono una persona disabile non consente le attese della sanità pubblica. Per quanto mi riguarda spesso sono dovuta ricorrere al privato per esami, ecografe e quant’altro. Inoltre molti farmaci non sono convenzionati dal S.S.N.
   Fino ad oggi, attraverso lo strumento dell’ISEE, ho potuto accedere a servizi essenziali per la mia esistenza e, oserei dire, sopravvivenza, ma con i nuovi criteri di calcolo tali servizi saranno estremamente difficili da ottenere anche per coloro che hanno i redditi più bassi e per di più rischiano di diventare non più un aiuto ma una ricchezza. Mi rendo conto della necessità di stanare i “furbetti” e tutti coloro che aggirano le leggi dello Stato. Ma questo non deve essere fatto a spese e sulla pelle di migliaia e migliaia di persone fra disabili e loro familiari.
   Il mio personale desiderio (e non solo il mio) è che il Suo Governo riveda nell’ISEE ciò che riguarda la disabilità, ristabilendo i vecchi criteri di calcolo. Infatti, secondo il nuovo ISEE, voci come “assegno di accompagno”, “pensione di invalidità”, “assistenza domiciliare” diventano REDDITI e in quanto tali devono essere inseriti nel calcolo. Questo è paradossale! Tutte queste voci corrispondono a dei servizi che lo Stato ci dà e non possono essere considerati redditi dal momento in cui vengono dati per il nostro sostentamento. E non parlo solo di persone che non possono lavorare e che quindi dipendono totalmente da questi pochi soldi elargiti dallo Stato. Il problema si pone anche per coloro che si sono conquistati con grande sacrifcio un lavoro e quindi un reddito che in questo modo, sommato alle voci di cui sopra, lievita. Essi divengono improvvisamente ricchi (sulla carta) e automaticamente non possono più accedere a servizi essenziali. Così sono costretti a pagarli con il loro stipendio che però non può essere sufciente a coprire tutte le spese di assistenza, sanitarie, di vita quotidiana e quant’altro.
Secondo le nuove logiche, inoltre, è sparito dal calcolo il coefficiente dello 0,5 % per ogni disabile componente il nucleo familiare e questo contribuisce a far lievitare un reddito che, sottolineo, in realtà non esiste.
   L’inserimento delle franchigie, poi, non risolve alcun problema perché comunque il risultato dell’ISEE calcolato in questa maniera non dà la reale situazione economica della famiglia con all’interno persone disabili.
   Tirando le somme è evidente che questo governo per racimolare pochi spiccioli (la manovra sui disabili produrrà realmente poco) provocherà grandi danni alle famiglie; in questo modo la povertà per noi è dietro l’angolo. Seriamente, crediamo veramente che l’Italia la possano salvare i disabili?
   Certa di una Sua riflessione e sicura del Suo senso di responsabilità verso le fasce più deboli della società, rimango in attesa di un Suo riscontro e se vorrà potrà contattarmi al seguente indirizzo: paolaspadoni@alice.it
 
Paola Spadoni
Membro del Comitato 14 Settembre
Membro del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi.
 
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Pubblicato da su 4 febbraio 2014 in Disabilità

 

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