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Italia sempre più anziana: aumentano ictus e demenze

22 Apr

La popolazione italiana ha un’elevata longevità: la speranza di vita alla nascita è di 80,3 anni per gli uomini e 84,9 per le donne, superiore alla media europea, che è di 77,9 e 83,3. Inoltre in Italia si registra la percentuale più alta di popolazione anziana, ovvero gli over 65: il 21,7 per cento della popolazione contro una media europea del 18,9 per cento.

L’invecchiamento della popolazione è accompagnato da un aumento delle malattie non trasmissibili come quelle cardiovascolari, il diabete, la malattia di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative, tumori, malattie polmonari croniche ostruttive e problemi muscoloscheletrici. Il World Alzheimer Report riporta che il numero attuale di 47 milioni di persone affetti da demenza è destinato a salire, a causa dell’invecchiamento della popolazione, a 131 milioni entro il 2050.

Il soggetto invecchia normalmente e perde giornalmente le sue competenze, da un punto di vista cognitivo e fisico: bisogna stimolare una serie di attività per ridurre questo invecchiamento, con esercizi ad hoc che stimolino corpo e mente, promuovendo uno stile di vita atto a vivere in maniera sana, senza eccessi, come fumo, stress, malnutrizione e alcol. Purtroppo si è visto che anche molti malati neurologici, invecchiando, perdono più rapidamente le loro abilità motorie, quindi anche quelli in fase cronica devono essere riabilitati costantemente per mantenerle attive. Lasciati a sé, infatti, perdono drasticamente le loro capacità.

È soprattutto l’ictus, la lesione celebrale focale, la malattia più frequente legata all’invecchiamento. I numeri sottolineano, però, una lieve diminuzione di incidenza rispetto agli anni scorsi, ma sono anche migliorate le capacità di cura in fase acuta, soprattutto con la trombolisi. A preoccupare, però, sono anche le demenze: queste, nel 2050, supereranno i 130 milioni di casi al mondo. In Italia ne è affetto un over80enne su 4, per un totale di circa 1 milione e 200mila casi, ma nell’arco di 25 anni i casi diventeranno 2 milioni e mezzo e riguarderanno un over80enne su 2.

Molto frequenti, tra le patologie legate all’età, anche la sclerosi multipla, nonché le lesioni del midollo spinale, l’Alzheimer e il Parkinson: tutte malattie in aumento costante. Soprattutto il Parkinson, essendo strettamente legato all’aumentare dell’età. Malattie che non si possono prevenire, ma per cui occorre instaurare precocemente una terapia farmacologica corretta e una terapia riabilitativa intensa e continuativa.

Anche il rapporto con il coma è cambiato con il cambiare della popolazione e della sua età. Meno traumi cranici, ma molti più anziani con emorragia cerebrale. Fino a 10 anni più del 50per cento dei malati che arrivavano nei reparti di riabilitazione intensiva con alterazione della coscienza o in coma protratto erano giovani con trauma cranico, in seguito a incidente stradali. Invece, sempre in quegli anni, il 30per cento era legato a patologie di carattere vascolare, mentre il restante 20per cento era colpito da arresto cardiaco. 

Ma i tempi sono cambiati, e come la prevenzione ha ridotto la percentuale di incidenti stradali, è aumentato invece il numero di persone con età avanzata che vanno incontro ad arresto cardiaco e a problematiche vascolari. Oggi più del 50per cento dei malati nei reparti di riabilitazione intensiva è legato a patologie di ordine vascolare o anossica. Aumenta anche la complessità della presa in carico, in quanto l’età influisce anche sulle complicanze anagrafiche di ordine medico, come la presenza di diabete e ipertensione.

> Roberta Camisasca – sanihelp.it – https://www.msn.com

 
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Pubblicato da su 22 aprile 2018 in Anziani

 

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