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Deficit uditivo colpisce 40% over 65

11 Mar

COMUNICATO STAMPA

Giornata Mondiale dell’Udito, Senior Italia FederAnziani: deficit uditivo colpisce 40% over 65. Fondamentale screening e diagnosi precoce. Firmato oggi il protocollo d’intesa con l’Associazione Nonno Ascoltami

Roma, 2 marzo 2018 – L’impatto delle problematiche uditive sulla qualità della vita della popolazione anziana è imponente, e ben noto, eppure ancora oggi ritardi e resistenze ad avere cura della propria salute auditiva rappresentano un grave ostacolo. In occasione della Giornata Mondiale dell’Udito, Senior Italia FederAnziani ritiene opportuno richiamare l’attenzione dei pazienti e del sistema salute su questo tema.

A 50 anni il 10% circa della popolazione europea presenta un danno uditivo di entità superiore ai 35 dB; a 70 anni tale incidenza supera il 40%, per aumentare in maniera esponenziale con l’avanzare dell’età. In Italia si stima che circa il 12% della popolazione totale sia affetta da un deficit uditivo e che tale incidenza raggiunga il 40% nei soggetti di età superiore ai 65 anni. L’ipoacusia è quindi età correlata, con una maggiore diffusione negli individui di sesso maschile.

In questo scenario, la diagnosi precoce si profila come importante strumento che aumenta l’efficacia della risposta al problema.  In seguito a una protesizzazione, infatti, soprattutto nei soggetti anziani, la ridotta plasticità cerebrale può determinare tempi di recupero decisamente lunghi o non sufficienti. La correzione precoce del deficit uditivo migliorerebbe l’ascolto, e progressivamente la percezione del parlato e della qualità di vita.

I deficit uditivi possono essere causa di:

– Cadute: si stima che la sofferenza dell’apparato vestibolare, che gestisce l’equilibrio negli esseri umani, sia causa del 50% dei casi di caduta nell’anziano.

– Disfagie: identificato come l’alterazione della deglutizione, è un sintomo molto comune alla compresenza di molteplici malattie. Interessa circa il 40-50% delle persone ricoverate in strutture per anziani.

– Deterioramento senile: le persone con un calo dell’udito che non viene corretto hanno un rischio aumentato del 24% di incorrere in un decadimento cognitivo. Un grave deficit uditivo è invece in grado di aumentare di ben 5 volte, in maniera indipendente rispetto ad altri fattori, il rischio di sviluppare demenza.

Nel nostro Paese gli apparecchi acustici sono poco utilizzati: si stima che l’età media degli italiani “portatori” di apparecchi acustici sia di 74 anni contro una media europea di 60,5 anni. Recenti indagini hanno inoltre rivelato che solo il 25% dei pazienti che ha coscienza del problema accetta una protesizzazione, semplicemente a causa del pregiudizio, non fondato, che questo disturbo possa essere risolto in maniera efficace. Molti soggetti con ipoacusia collegano i disturbi uditivi all’età, giustificandoli con il normale processo di invecchiamento, per altri invece subentra la critica verso l’interlocutore (“si mangia le parole”). La riluttanza a risolvere il problema attraverso una protesi viene poi filtrata attraverso ragioni psicologiche di vanità e condizionamenti sociali, fino a rappresentare un ingiustificato tabù in virtù della percezione della protesi, anche quando invisibile, come prova di disabilità.

La Giornata Mondiale dell’Udito rappresenta quindi un’importante occasione per parlare del problema e affrontare anche tutte quelle resistenze di tipo psicologico che rischiano di ritardare la diagnosi e, quindi, i benefici raggiungibili con la protesizzazione. In questo quadro, si colloca il protocollo d’intesa firmato oggi, presso il Ministero della Salute, tra Senior Italia FederAnziani e l’Associazione Nonno Ascoltami, che attraverso la sinergia fra le due organizzazioni vuole incentivare le azioni volte ad affrontare il problema.

Negli ultimi anni Senior Italia FederAnziani si è mossa su più fronti, dedicando per esempio alle problematiche auditive un Dipartimento Tecnico Scientifico nell’ambito del Congresso Nazionale dello scorso 17-19 novembre, allo scopo di analizzare le criticità ed elaborare proposte di soluzione. Obiettivo prioritario quello della diagnosi precoce, che Senior Italia FederAnziani ha promosso negli ultimi anni effettuando un’ampia campagna di screening sulla popolazione senior, attività questa che prosegue con l’obiettivo di raggiungere quanto più possibile i cittadini afferenti a Centri Sociali per Anziani.

Ufficio stampa, Eleonora Selvi

eleonora.selvi@senioritalia.it – Cellulare: 366.9847893

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Pubblicato da su 11 marzo 2018 in Senior Italia

 

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