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Vero senso del Natale

22 Dic

Mai come quest’anno mi sono ritrovata a riflettere sul significato del Natale. Sarà che sento sempre più persone proclamare la propria avversione nei confronti della regina delle festività, e la maggior parte dei restanti dire “ah, io quest’anno il Natale non lo sento proprio”… o forse è solo perché ho passato i trenta e con la maturità, l’età adulta -ma davvero sono entrata nella fase adulta? perché non è che mi senta molto tale ad essere sincera- si cominciano a tirare le somme su tanti argomenti, compreso questo. Assumendomi il rischio di scrivere quella che potrebbe sembrare la classica omelia della messa della notte di Natale, provo a dirvi cosa penso a riguardo.

Non credo che il senso del Natale si stia perdendo perché sia cambiato qualcosa nella festività in sé: è la stessa da secoli, nello stesso periodo, nella stessa stagione, con le stesse tradizioni che, pur adattandosi ai tempi, mantengono una precisa identità ed una certa continuità.

Credo invece che stiamo cambiando noi. E non in meglio. Per molti il Natale non è più gradito perché visto solo come un periodo lungo e scocciante durante il quale ci si sente costretti a fare varie cose: gli addobbi, i regali, gli auguri, le cene, i pranzi, le ferie forzate… che incubo eh? Quasi come lavorare in miniera…e sono ironica naturalmente! Tutte queste faccende natalizie, che sono belle in senso assoluto, solo per il fatto di essere imposte si trasformano in impegni, per di più pesanti e noiosi. Siamo talmente stressati dalla vita di tutti i giorni che qualsiasi genere di imposizione extra-lavorativa ci da il prurito…

E poi c’è la questione economica: non c’è più la disponibilità monetaria di un tempo. L’incremento dei prezzi è inversamente proporzionale al contenuto delle nostre tasche, e questo rende il tutto ancora più frustante perché la corsa ai regali diventa una caccia al risparmio. Il risultato, il più delle volte, sarà l’amarezza del non potersi permettere quel che si sarebbe voluto veramente, oppure la gioia di aver soddisfatto i propri desideri e quelli dei propri cari smorzata dall’angoscia del conto bancario in rosso e dallo spettro di un gennaio di vera austerità.

Ma è davvero questo il Natale? Una festa consumistica imposta?

Io ho sempre pensato che il Natale sia odiato dalle persone che soffrono per la solitudine. In qualsiasi epoca, economicamente fortunata o meno. Perché il Natale è, prima di ogni cosa, stare insieme. In famiglia, in coppia, tra gli amici. A chi manca anche solo uno di questi affetti, il Natale è il momento in cui l’assenza pesa di più. Perché, anche il più cinico di noi, in cuor suo, il Natale vorrebbe passarlo circondato dagli affetti, con calore, sincero, umano. Il Natale è questo: un momento per stare insieme con chi si ama, con chi ci fa stare bene, con chi ha a cuore la nostra felicità, con chi ci è vicino, nel bene e nel male della vita. Il Natale è regalare prima di tutto un sorriso, un abbraccio, un bacio, un augurio sincero di serenità e di salute. Perché si dice che il senso del Natale si recupera quando ci sono dei bambini in casa? Perché i bambini sono sinceri e semplici: apprezzano il bello del Natale vedendovi la magia che noi non riusciamo più a scorgere. E perché sono entusiasti di quelle piccole, splendide  cose che noi facciamo l’errore di dare per scontato, così per scontato da arrivare persino a trovarle noiose: l’albero addobbato, le luci accese, il pranzo di Natale in famiglia, gli auguri tra gli amici, lo scambio di pensieri, quel piatto che si mangia una volta l’anno che ci piace tanto, la tovaglia della festa, il tempo libero da passare in famiglia, le musiche allegre, lo stare in casa al caldo mentre fuori si gela…

Credo che uno dei nostri errori principali, oggi, sia proprio quello di dare tutto per scontato, senza renderci conto del valore di ogni cosa, salvo nel momento in cui la perdiamo. E’ molto triste, perché alcune cose si perdono per sempre, e non tornano: persone, sensazioni, momenti, attimi, emozioni, occasioni.

Il Natale si può ancora recuperare però. Basta volerlo. Provare a prenderlo per ciò che è veramente: un momento speciale da regalare a se stessi ed a chi si vuole bene, per stare insieme. Un momento per apprezzare quanto di buono abbiamo: la salute, gli affetti, una persona cara, un tetto sopra la testa, la libertà. Ed un momento per donare amore e calore, a chi vogliamo bene e soprattutto a chi non ce l’ha. Un momento per aiutare gli altri. Provate ad aiutare qualcuno, in questi giorni di festa: dedicate un po’ del vostro tempo ad una persona sola, l’amico che sta passando un brutto periodo o il vicino di casa ammalato, agli anziani in casa di riposo, alle persone sfortunate. Fate un gesto per la comunità: donate qualcosa di vostro, un po’ del vostro tempo, abiti che non indossate più, qualche soldino rinunciando a qualcosa per voi. Siete giovani, forti, in piena salute? Andate in ospedale e diventate donatori di sangue, o di midollo, oppure volontari per tenere compagnia a chi è solo e malato. Ci sono tante piccole cose che si possono fare per gli altri. E riempiono la vita più di un qualsiasi regalo. Fatene una, adesso, e promettetevi di farne ancora per l’anno che verrà: che Natale sia solo l’inizio, non la fine.

Dite alle persone care quanto volete loro bene, dite ti amo a chi amate, abbracciate, baciate, sorridete. State insieme ai nonni ed ascoltate per la millesima volta i loro racconti ridendo alle loro battute anche se le sapete a memoria, giocate con i vostri bambini, state insieme a fratelli e genitori, conoscete meglio la famiglia del vostro/a compagno/a e lasciatevi accogliere, state insieme agli amici che vi vogliono bene, provate a riappacificarvi con chi avete litigato.

Sorridete e amate. Questo è veramente “Natale”.

Buone feste a tutti, un abbraccio sincero.

> Francesca Mansutti – http://www.gushmag.it

 
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Pubblicato da su 22 dicembre 2017 in Natale

 

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