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Maturità 2018, la riforma: le novità in sintesi

18 Gen

Tutti i maturandi di oggi non devono temere il cambio in corsa: tutto rimarrà uguale fino a Giugno. Ma dal 2018 arrivano innovazioni significative: abolita la terza prova, inserimento di una prova Invalsi da svolgere il quinto anno, il cui voto non influirà sull’esame finale ma costituirà un requisito per l’ammissione all’esame finale. Ora il testo passerà al vaglio del Parlamento, perciò ci potrebbero essere dei cambiamenti prima che diventi esecutivo. Ma non aspettiamoci rivoluzioni. Con il passare dei giorni emergono sempre più dettagli sulla riforma, perché cominciano a circolare i testi. Lo scrive Skuola.net.

Il Nuovo Esame di Maturità | Ecco quindi la carta di identità del nuovo esame, nel quale il voto si esprimerà sempre in centesimi:
– Prima prova scritta nazionale di italiano (voto massimo 20 punti)
– Seconda prova scritta nazionale di indirizzo (voto massimo 20 punti)
– Colloquio orale (voto massimo 20 punti)
– Credito Scolastico (punteggio massimo 40 punti)
– Commissione mista: tre membri interni e tre esterni più il presidente

Al quinto anno arriva la Prova Invalsi su italiano, matematica e inglese. Si svolgerà in un periodo diverso dall’esame, costituirà un requisito per l’ammissione all’esame ma non confluirà nel voto finale. Altra novità riguarda l’alternanza scuola-lavoro: le attività svolte in questo ambito saranno oggetto del colloquio orale, che accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato. Da quanto emerge dalle fonti è molto probabile che, in sede di colloquio orale, la classica tesina di maturità si trasformerà in una relazione sull’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

Le prove del nuovo esame di Maturità: cosa cambia dal 2018 | Se l’abolizione della terza prova è quella più eclatante, sono previste novità anche per le altre prove d’esame.

Prima prova Maturità | Le prime indiscrezioni rivelano che le tipologie dell’analisi del testo e del saggio breve potrebbero perdere il peso che hanno avuto fino ad ora. Sui testi in circolazione, infatti, si legge che la prova d’Italiano consisterà nella redazione di un testo di tipo argomentativo riguardante temi di ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Sì, avete sentito bene: ci sarà anche la Filosofia in prima prova. Sebbene si punterà in particolare sulla produzione di un testo argomentativo, si introduce la possibilità di strutturare la prova in più parti, al fine di consentire la verifica, in particolare, della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, e la riflessione critica.

Seconda prova Maturità | Le sorprese riguardano anche la seconda prova. Potrà essere in forma scritta, grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica ed avrà per oggetto una o più discipline, differenti a seconda dell’indirizzo. La cosa nuova, quindi, è che le tracce possono essere multidisciplinari. Negli istituti professionali, inoltre, una parte della seconda prova potrebbe essere predisposta dalla commissione, tenendo conto delle specificità di questo tipo di scuola.

Colloquio orale | Il cambiamento più importante per il colloquio orale riguarda la tesina e l’inserimento dell’alternanza scuola-lavoro. Infatti, la prova sarà strutturata in due parti: nella prima si cercherà di superare l’impianto nozionistico attuale e si cercherà di capire le capacità di ragionamento degli studenti (partendo da un’analisi di un testo, di un documento, di un progetto). Nella seconda, invece, il candidato dovrà illustrare una relazione che faccia capire le competenze acquisite durante il tirocinio formativo obbligatorio (valutato anche per costruire il punteggio finale). La tesina (o percorso) cambia dunque volto: meno libertà nella scelta del tema, niente collegamenti tra le materie. Stop a quegli “argomenti a piacere” con cui si partiva nel vecchio esame di maturità.

Crediti scolastici, punteggi e voto finale di maturità | Le tre prove, a livello di punteggio, saranno equiparate: 20 punti ciascuna, senza più la preponderanza dell’esame orale sulle altre. I punti lasciati in eredità dalla terza prova saranno totalmente trasferiti nelle mani dei docenti. I 15 crediti previsti, andranno ad arricchire il punteggio attribuito al curriculum degli ultimi tre anni delle superiori. Se prima, dunque, un ragazzo poteva arrivare alla vigilia della maturità con massimo 25 punti ora ci si potrà presentare davanti alla commissione addirittura con 40 punti: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto.

> Skuola.Net – http://www.lastampa.it/

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Pubblicato da su 18 gennaio 2017 in Scuola e Università

 

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