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Ecco il programma di vita: costruite ponti, ponti umani

28 Lug

gmg16I giovani interrogano il Papa, un po’ come facevano gli apostoli con Gesù. “Come facciamo noi giovani a vivere e a diffondere la pace in questo mondo che è pieno di odio?”. Questa è stata la domanda di un ragazzo di Verona, testimone insieme ai suoi amici della violenza di Monaco, durante il viaggio verso Cracovia. Subito dopo l’attentato sono stati rimandati a casa, ma non si sono dati per vinti e sono comunque giunti in Polonia per incontrare il Papa e i tanti giovani che ogni giorno dicono “No” al male assoluto.

Papa Francesco con la consueta serenità e fermezza ha risposto: “Tu hai detto due parole chiave: pace e odio. La pace costruisce ponti, l’odio è il costruttore dei muri. Tu devi scegliere nella vita: o faccio ponti, o faccio muri. I muri dividono, crescono le divisioni e l’odio. I ponti invece uniscono: quando c’è il ponte, l’odio può andare via, perché io posso sentire l’altro, parlare con l’altro”.

Si è costruttori di ponti perché si sceglie di esserlo. Il bene infatti non prescinde dalle nostre reali volontà e dalla responsabilità alla quale siamo chiamati in quanto costruttori di pace. Noi abbiamo nelle nostre possibilità, tutti i giorni, – ha incoraggiato il Papa – la capacità di fare un ponte umano. Quando stringi una mano a un umico, tu fai un ponte umano, quando colpisci un altro, costruisci il muro. L’odio cresce sempre con i muri”.

E’ pragmatico il Papa e parla per immagini, sicuro che i suoi giovani lo ascoltino e comprendano e poi aggiunge: “Delle volte succede che tu vuoi fare il ponte e ti lasciano con la mano tesa, dall’altra parte, non la prendono”. Tranquillizza il suo giovane interlocutore Papa Francesco: “Non dobbiamo subire le umiliazioni, ma sempre fare i ponti. Tu sei stato fermato e tornato a casa, poi hai fatto una scommessa per il ponte e per tornare un’altra volta. Questo è l’atteggiamento: se c’è una difficoltà, torno indietro e vado avanti. Non lasciarci cadere per terra, sempre cercare il modo per fare ponti”.

Infine si rivolge a tutti i giovani presenti nella spianata davanti al Santuario della Misericordia: “Fate ponti voi, tutti, prendete le mani!”.  Il momento si fa vibrante. Il Papa della Speranza, davanti al volto bello della Chiesa, esorta i giovani: “Io voglio vedere tanti ponti umani. Questo è il programma di vita: fare ponti, ponti umani!”.

>  Maria Raspatelli – http://www.metropolinotizie.it/

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Pubblicato da su 28 luglio 2016 in GMG

 

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