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Lo spirito del Natale esiste e abita nel cervello

17 Dic

cervelloLo spirito del Natale esiste e “abita” nel cervello. A rivelarlo, uno studio di un gruppo di ricerca danese pubblicato sul “Bmj”. Il sentimento di gioia diffuso sotto le feste, condito da regali, auguri, sorrisoni e buon cibo esiste da secoli. Per contro, secondo gli autori, ci sono anche le persone affette dalla sindrome da “bah humbug”, ovvero che pensano siano tutte sciocchezze. Sarebbero milioni le persone “che tendono a dimostrare carenza di spirito natalizio – spiegano gli esperti -.

Un’accurata localizzazione è un primo importante passo per aiutare questi gruppi e può migliorare la comprensione del ruolo del cervello nelle tradizioni culturali festive”. Per trovare la “casa” dello spirito natalizio, i ricercatori di Rigshospitalet, un ospedale affiliato all’università di Copenhagen, hanno usato la risonanza magnetica funzionale (fMri), visualizzando i cambiamenti di ossigenazione e flusso sanguigno che si verificano in risposta all’attività neuronale. Hanno poi prodotto delle mappe che mostrano quali aree del cervello sono maggiormente coinvolte durante un particolare processo mentale. Lo studio ha coinvolto 10 persone che celebrano il Natale e 10 che non lo festeggiano e che vivono nella stessa zona del primo gruppo. Ciascun partecipante è stato analizzato mentre guardava 84 immagini per circa 2 secondi l’una: dopo 6 foto consecutive a tema natalizio ce n’erano 6 di vita quotidiana. Dopo le scansioni, tutti i partecipanti hanno compilato un questionario sulle proprie tradizioni natalizie, sui sentimenti del Natale e la propria appartenenza etnica. Basandosi sui risultati, 10 partecipanti sono stati collocati nel “gruppo di Natale”, i rimanenti 10 nel “gruppo non natalizio”. Dall’analisi delle differenze osservate nelle scansioni dei 2 gruppi sono state identificate 5 aree che hanno avuto un’attivazione maggiore nel gruppo natalizio di fronte alle immagini a tema. Corteccia sinistra premotoria e motoria primaria, lobo destro inferiore e parietale superiore e corteccia primaria bilaterare somatosensoriale. Sono queste le aree cerebrali più “natalizie”, associate tra le altre cose alla spiritualità e al riconoscimento facciale delle emozioni. Ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere lo spirito del Natale e altri potenziali circuiti legati alle festività di culture diverse come la Pasqua, Hanukkah, Eid e Diwali, spiegano gli autori. “Anche se intriganti, questi risultati dovrebbero essere interpretati con cautela – avvertono comunque i ricercatori – Qualcosa di magico e complesso come lo spirito natalizio non può essere spiegato completamente solo dalla mappatura dell’attività cerebrale, o ridursi soltanto a questo”.

> AdnKronos Salute – http://www.tiscali.it/

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Pubblicato da su 17 dicembre 2015 in Natale

 

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