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Prima Guerra Mondiale, 20 cose da sapere

24 Mag

100guermondUn minuto di silenzio, il 24 maggio, celebrerà in tutta Italia il centenario dell’entrata del nostro Paese nella Prima guerra mondiale. Un conflitto che tra il 1914 e il 1918 ha sconvolto il mondo intero, e di cui oggi il fondatore di Emergency, Gino Strada, propone di «festeggiare la fine, non l’inizio».
La scintilla della Grande Guerra fu l’attentato di Sarajevo, avvenuto il 28 giugno 1914. L’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono d’Austria-Ungheria, e sua moglie Sofia, in visita nella città, caddero sotto i colpi di pistola esplosi dal rivoluzionario bosniaco Gavrilo Princip. Il primo proiettile centrò la donna all’addome, mentre il secondo colpì Francesco Ferdinando al collo, dove non era protetto dal giubbotto antiproiettile. La guerra ebbe inizio ufficialmente un mese più tardi, il 28 luglio 1914, e fu un evento destinato a cambiare radicalmente non solo la geopolitica dell’Europa, ma anche il modo di pensare e di agire dei suoi cittadini.
La conoscenza di quanto accaduto continua a evolversi e ad arricchirsi di nuove ricerche. Condensato in 20 piccoli punti, ecco quale fu il volto del conflitto.

L’Italia dichiarò guerra all’Austria il 24 maggio 1915, entrando così nella Prima Guerra mondiale. I nostri morti nel conflitto furono 1,24 milioni. Di questi 651 mila militari e 589 mila civili.
La più celebre canzone italiana della Grande Guerra è La leggenda del Piave, scritta nell’estate del 1918 e per diversi anni cantata ogni 4 novembre, anniversario della vittoria sull’Austria-Ungheria. L’autore è il napoletano Ermete Giovanni Gaeta, noto con lo pseudonimo E. A. Mario.
Nel dicembre del 1935, in pieno fascismo, il paroliere donò le 100 medaglie d’oro ricevute come riconoscimento per la canzone dai Comuni del Piave, da associazioni di combattenti e da privati cittadini, come oro alla Patria, insieme con la sua fede e quella della moglie.
Durante la guerra, l’aspettativa di vita media in trincea era di circa sei settimane. Sottufficiali e barellieri erano tra i soggetti più a rischio.
Hanno combattuto fra loro 65 milioni di uomini, provenienti da 30 Paesi di tutto il mondo.

Tra i personaggi famosi che hanno combattuto ci sono Alan Alexander Milne, creatore di Winnie The Pooh, John Ronald Reuel Tolkien, autore del Signore degli Anelli, i poeti italiani Gabriele D’Annunzio e Giuseppe Ungaretti, il francese Guillaume Apollinaire ed Ernest Hemingway.
Solo sul fronte occidentale, sono stati scavati circa 25 mila chilometri di trincee.
Le trincee tedesche erano di gran lunga superiori a quelle alleate. Costruite per durare a lungo, alcune erano chiuse, dotate di finestre e persino di campanelli. A Hooge, nei pressi di Ypres in Belgio, le trincee avversarie distavano 50 metri l’una dall’altra.
Ciascun soldato ha trascorso in media il 15% dell’anno in prima linea, di solito per non più di due settimane alla volta.

Il presidente americano Thomas Woodrow Wilson vinse il suo secondo mandato nel 1916 con lo slogan: «Ci ha tenuti fuori dalla guerra». Nel 1917 fece entrare gli Usa nel conflitto contro la Germania.
Il 60% delle vittime sul fronte occidentale è stato provocato dai bombardamenti. Ci sono stati anche 80 mila casi registrati di psicosi traumatica, il disturbo accusato dai soldati per lo stress da combattimento.
A Natale 1914 una tregua ufficiosa è stata osservata lungo due terzi del fronte occidentale. Vicino a Ypres alcune truppe tedesche e britanniche hanno giocato una partita di calcio nella cosiddetta Terra di Nessuno. E la Germania vinse 3-2.
I francesi furono i primi a introdurre nel conflitto l’elmo di metallo a protezione dei soldati. Era il 1915.

La Torre Eiffel ha intercettato i messaggi radio tedeschi che hanno portato alla cattura e all’esecuzione della ballerina olandese e spia tedesca Mata Hari.
I carri armati impiegati nel corso della Prima Guerra mondiale sono stati divisi in maschi e femmine. I primi avevano i cannoni, i secondi le mitragliatrici.
La guerra dell’aria fu dominata dal barone tedesco Manfred von Richthofen, soprannominato il Barone Rosso, che riuscì ad abbattere 80 aerei alleati prima di morire durante un attacco.

Inizialmente l’unica protezione contro i gas letali era un panno imbevuto di urina. L’ufficiale britannico Edward Harrison inventò la prima maschera antigas, riuscendo a salvare migliaia di vite.
Dopo la fine delle ostilità, la Germania fu condannata a pagare un risarcimento di 64 miliardi di dollari in oro. L’ultimo dei pagamenti dovuti è stato versato nel 2010.
Il costo totale della Prima Guerra mondiale è stimato intorno ai 186 miliardi di dollari dell’epoca.
La guerra è costata la vita ad almeno 6 mila uomini al giorno. Più di 9 milioni di soldati sono morti durante i combattimenti.
Quando i soldati tornarono dal fronte, alla fine della guerra, ci fu un boom delle nascite, aumentate del 45% tra il 1918 e il 1920. Ma la pandemia di influenza del 1918 uccise in tutto il mondo più persone di quanto non fecero invece le armi: morirono circa 50 milioni di persone.

Davide Gangale – http://www.lettera43.it/

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Pubblicato da su 24 maggio 2015 in Eventi

 

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