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Così il cardinal Bergoglio parlava del genocidio armeno

24 Apr

In occasione dei 100 anni del genocidio armeno, i vescovi argentini riuniti nella loro 109ma Assemblea Plenaria hanno celebrato la Messa di questo 24 aprile in rito armeno. All’incontro plenario dei presuli a Pilar partecipano circa 90 vescovi.

I riferimenti al genocidio armeno non sono nuovi in Argentina, anche nell’ambito della Chiesa. Nel 2004, nell’89° anniversario dell’inizio di questo terribile fatto, l’allora cardinale Jorge Bergoglio affermò: “Siamo uniti nel dolore per un genocidio, il primo del XX° secolo, un genocidio che attualmente si cerca di coprire con tutti i mezzi degli imperi potenti. Noi vogliamo ricordarlo e svelarlo perché la nostra piaga come umanità, la prima piaga di persecuzione di un popolo del XX° secolo, sia manifesta, ci riempia di vergogna e ci porti a chiedere perdono e non a coprirla per interessi meschini”.
La comunità armena in Argentina è la più importante dell’America Latina. Una parte consistente delle sue famiglie giunte in questo Paese è arrivata durante gli anni del genocidio. Si pensa che gli armeni nel Paese siano circa 80.000, e l’Argentina è stata uno dei primi Paesi a riconoscere il genocidio.
I fedeli cattolici di rito armeno in Argentina hanno un proprio vescovo e una propria parrocchia, la cattedrale armena cattolica di Nostra Signora di Narek, a Buenos Aires.
Quando nel 1981 papa Giovanni Paolo II° ha istituito l’esarcato apostolico armeno per l’America Latina, ha insediato la sua sede in questa città e ha nominato primo vescovo esarca un sacerdote salesiano nato in Brasile ma di origine armena, monsignor Vartán Waldir Boghossian. Nel 1989 è stata eretta a Buenos Aires con lo stesso vescovo l’eparchia con il titolo di San Gregorio di Narek.
Oltre all’eparchia per gli armeni, una delle tre di rito orientale con Ordinario in Argentina, la comunità armena argentina vede una consistente presenza della Chiesa apostolica armena, Chiesa cristiana che non è in comunione con la Santa Sede.
È su richiesta di questa istituzione che il cardinale Mario Poli ha fatto suonare il 23 aprile le campane di tutti i templi della città per ricordare il centenario del genocidio e le sue vittime, beatificate quel giorno da questa Chiesa.

(traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti)

Esteban Pittaro – 24/04/2015 – http://www.aleteia.org/

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Pubblicato da su 24 aprile 2015 in Ecclesia

 

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