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Palermo, le famiglie povere delle periferie raccolgono vestiti e scarpe per i migranti

16 Giu

Dalle chiese di periferia di Palermo, attraverso la Caritas, arriva una prima risposta ai bisogni primari di accoglienza di alcuni dei 760 immigrati arrivati ieri al porto di Palermo. Venticinque sono stati accolti nella chiesa di San Gaetano di Brancaccio, in particolare all’interno dei locali attigui dove operò p. Pino Puglisi. Duecento invece sono quelli che si trovano in questo momento nella chiesa S. G. M. Vianney Curato d’Ars del quartiere popolare di Falsomiele. Si tratta di due realtà che, nonostante siano fortemente pressate già da parecchi problemi, soprattutto legati alla povertà delle famiglie, stanno rispondendo in maniera straordinaria. In queste ore sono proprio le stesse famiglie “bisognose” che si stanno attivando a favore degli immigrati organizzando raccolte di vestiti, scarpe e generi di prima necessità.

Abbiamo accolto 25 nostri amici migranti tutti originari della Costa D’Avorio e del Mali – dice p. Francesco Francoforte, parroco di San Gaetano di Brancaccio -. Sono stati sistemati nei locali  diocesani del centro Padre Nostro che volle a suo tempo padre Pino Puglisi. Stiamo dando fondo  con i beni che abbiamo in parrocchia. Si tratta, certamente, di una nostra prima risposta  perché penso che di migranti ne arriveranno altri. Ci stanno dando una mano le suore di Madre Teresa di Calcutta e molti volontari”. Noi, sicuramente in questo momento difficile – aggiunge p. Francoforte – non possiamo che fare la nostra parte mettendocela tutta, investendo risorse e persone per dare piena ospitalità a chi attraversa deserto e mare per arrivare da noi. Non è un’emergenza che pensiamo, però, possa concludersi solo in questo modo perchè occorrerebbe che, chi di dovere, prenda delle decisioni più radicali attrezzandosi in maniera migliore. Lasciare tutto alla buona volontà dei cittadini tra volontari e operatori non basta certo a risolvere il problema che ha dimensioni molto ampie rispetto a quelle che sono le nostre risposte”. In una parrocchia che ha già i suoi problemi è, comunque, significativo che ci stiamo attivando in questo modo – continua -. Tra poveri, insomma ci si capisce molto. Spesso il quartiere finisce nei giornali per cose negative mentre, adesso, è per noi motivo di orgoglio potere dire che chi  già vive nel bisogno aiuta i migranti. A causa dell’essere periferia siamo con un cuore più aperto alle esigenze degli altri”.

Duecento migranti originari di Gambia, Nigeria, Costa d’Avorio, Benin e Mali sono, invece quelli ospitati all’interno della chiesa S. G. M. Vianney Curato d’Ars di Falsomiele. Nel popolare quartiere periferico del capoluogo, in queste ore frenetiche, arrivano in continuazione volontari e persone che portano beni di prima necessità. A Falsomiele, infatti, si è creato un vero e proprio villaggio della solidarietà: dentro la chiesa sono stati sistemati i letti al posto delle panche e ognuno fa a gara per rispondere  alle necessità di queste persone. Tutta la comunità della chiesa sta rispondendo in maniera straordinaria ai bisogni delle 200 persone immigrate che abbiamo accolto in chiesa – racconta il parroco p. Sergio Mattaliano che è anche direttore della Caritas diocesana -. Centinaia di volontari stanno testimoniando la carità nel senso più vero del termine. Sono tanti gruppi impegnati: la comunità ecclesiale, gli scout, i volontari e anche le famiglie che danno quel poco che hanno”. Infatti, l’aspetto ancora più bello è, proprio che, nel quartiere, le famiglie più povere stanno cercando di attivarsi e dare una mano  per bisogni primari dei migranti – sottolinea p. Sergio Mattaliano -.  Si tratta di poveri italiani che stanno aiutando nella raccolta dei vestiti e di quant’altro i loro fratelli stranieri ancora più bisognosi. E’ davvero impressionante il circuito di solidarietà delle persone di questo quartiere. In una realtà che già soffre stiamo dando una testimonianza molto alta dal punto di vista sociale, umano e cristiano”. Tra le altre strutture diocesane che hanno accolto una parte degli immigrati, arrivati ieri, ci sono anche i locali diocesani di una ex scuola al Villaggio Ruffini dove sono stati accolti in 200 e il centro della Caritas San Carlo dove sono sono ospitati 100 migranti. (set) 

>  www.redattoresociale.it

 
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Pubblicato da su 16 giugno 2014 in Caritas

 

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