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Tempo di dichiarazione dei redditi – Modello 730: dieci cose da ricordare

06 Apr

|||  CSC Informa  |||

730È tempo di dichiarazione dei redditi, e per lavoratori dipendenti, pensionati e molti altri italiani, è il momento di tirare fuori dal cassetto ricevute fiscali, fatture e documenti datati 2013 per compilare correttamente il modello 730 e pagare il giusto importo di tasse, non un euro di più. Quest’anno, tra istruzioni difficili da decifrare e calcoli complicati, le novità sono molte soprattutto in materia di detrazioni, ossia le spese che possiamo sottrarre dall’imposta lorda. Ecco una breve guida per essere più fiscali del fisco e non dimenticare nulla.

Per gli italiani alle prese con la dichiarazione dei redditi, lo scadenzario 2014 è molto fitto. Si parte dal 30 aprile per chi presenta il modello 730 al sostituto d’imposta che ne da la possibilità, o dal 3 giugno per chi lo presenta ai Caf o ai professionisti abilitati. A luglio il sostituto d’imposta applica in busta paga o sulla pensione i rimborsi o le trattenute risultanti dal modello 730. Chi ha dimenticato di indicare qualcosa in dichiarazione può farlo entro il 30 settembre, con l’Unico correttivo nei termini, o entro il 25 ottobre, con il 730 integrativo. Prima di compilare il modello 730 occorre preparare tutti i documenti necessari: il modello Cud, l’eventuale copia della dichiarazione dei redditi presentata nel 2013, le certificazioni di tutti i compensi ricevuti, gli atti notarili riguardanti i beni immobili inseriti in dichiarazione (documenti di proprietà, visure catastali, contratti di mutuo, contratti di locazione ecc.), le polizze assicurative e tutta la documentazione relativa alle spese deducibili. All’atto della presentazione sarà necessario avere con se la carta d’identità in corso di validità e il codice fiscale.

Dal 2014 possono presentare il modello 730 anche i disoccupati senza sostituto d’imposta, che potranno ottenere eventuali rimborsi a credito direttamente dall’Agenzia delle entrate. Aumentano dal 19 al 24% gli sconti per le donazioni: quest’anno oltre a Onlus, partiti e movimenti politici, si possono beneficiare anche istituti scolastici e di ricerca. Diminuisce invece dal 15 al 5% la deduzione del canone di locazione dei fabbricati e il massimale su cui calcolare l’agevolazione fiscale per chi stipula polizze assicurative sulla vita e contro gli infortuni: appena 630 euro.

Per il fisco, il figlio è considerato a carico anche se nel corso dell’anno ha percepito un reddito, sempre che questo sia inferiore a 2840,51 euro. Lo stesso tetto di reddito vale per il coniuge: se non lo supera, il fisco permette di considerarlo a carico, persino se non convivente. La convivenza è invece un requisito richiesto per poter scaricare dalle tasse altri componenti del nucleo familiare: genitori, fratelli, sorelle, nonni e nipoti, ma anche nuore, generi e suoceri del contribuente. Tra le spese di maggior peso che possiamo portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi vi sono di certo i contributi previdenziali e assistenziali, siano essi versati per legge alla forma pensionistica obbligatoria del contribuente, ad esempio l’Inail, o volontariamente, quali il “fondo casalinghe” e il riscatto degli anni di laurea. Il fisco consente di detrarre dall’imponibile Irpef anche i contributi previdenziali e assistenziali versati per baby sitter, badanti e assistenti delle persone anziane, colf e altri addetti al servizio domestico, fino a una spesa massima di 1.549,37 euro.

Il fisco tiene da conto la nostra salute e tutte le spese che sosteniamo per tutelarla. Dall’imponibile Irpef possiamo detrarre gran parte delle spese effettuate per farmaci, dispositivi medici e visite specialistiche. Sul modello 730 si possono inserire anche i contributi sanitari obbligatori (Ssn) versati nel 2013 insieme alla polizza Rc Auto: l’importo che eccede la franchigia di 40 euro viene scalato dalle tasse.

Chi ha comprato casa nel 2013 e entro un anno ne fa la propria abitazione principale può detrarre dalle tasse il 19% delle spese per intermediazione pagate all’agente immobiliare, fino a un massimo di 1000 euro, e gli oneri accessori sostenuti per accendere un mutuo, dalle spese di istruttoria a quelle notarili. Una volta concluso il contratto, si potranno poi scaricare gli interessi pagati sul mutuo fino ad un massimo di 4000 euro annui. Per il 2014 sono state confermate le detrazioni del 50% per interventi di ristrutturazione e recupero edilizio, comprese le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (di classe A+ o superiore) per arredare la casa, e del 65% per interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche e al risparmio energetico degli edifici. Le detrazioni per ristrutturazioni vengono ripartite in dieci rate annuali di pari importo: un piccolo investimento che ti farà risparmiare sulle tasse per un decennio.

Le detrazioni per ristrutturazioni valgono anche se sei in affitto, ma in ogni caso per usufruirne dovrai essere più fiscale del fisco presentando il plico con tutta la documentazione richiesta, dall’eventuale dichiarazione di inizio attività alla Asl competente fino a tutte le fatture per il pagamento di artigiani e arredamento. Ricorda che per le fatture si segue il criterio di cassa, ossia se una fattura è stata emessa nel 2012 ma l’hai pagata nel 2013 puoi detrarla nella dichiarazione dei redditi 2014 Per usufruire delle detrazioni, le spese di ristrutturazione della casa non vanno mai sostenute con contanti o assegni. Paga artigiani e rivenditori tramite bonifico bancario o postale e accertati che nella causale di versamento sia specificata la finalità “per ristrutturazione edilizia”. Meglio evitare i contanti, se si vuole godere delle relative deduzioni, anche per i versamenti a favore di Ong, Onlus, partiti e movimenti politici, scuole, università ed enti di ricerca.

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