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Archivio mensile:marzo 2014

WELCOME – Assistenza allo Studio

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Pubblicato da su 30 marzo 2014 in Welcome

 

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Thrinakìa

|||  NOTIZIE dalle BANCHE del TEMPO  |||

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Pubblicato da su 28 marzo 2014 in Banche del Tempo

 

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Convegno sull’Inquinamento Elettromagnetico

|||  NOTIZIE dalle BANCHE del TEMPO  |||

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Pubblicato da su 28 marzo 2014 in Banche del Tempo

 

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27° Concorso Scolastico Europeo

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Al Sud il 45 per cento degli studenti non arriva al diploma

diplAnticipare la primaria quando gli alunni hanno ancora 5 anni anziché 6 ed estendere l’obbligo scolastico dagli attuali 16 fino ai 18 anni di età: a proporlo è l’associazione sindacale Anief dopo la pubblicazione degli ultimi allarmanti dati sull’alto numero di abbandoni precoci degli studi, dell‘innalzamento della disoccupazione giovanile e dei Neet. Gli ultimissimi numeri sui giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano sono quelli di un “esercito” che si allarga di mese in mese: ormai sono oltre 2 milioni e 250 mila, pari al 24%.

In Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, i dati più allarmanti con punte del 45% di studenti che non arrivano al diploma. E la “forbice” rispetto all’Ue si allarga: solo Grecia e Bulgaria hanno più Neet di noi. Per il sindacato non c’è più tempo da perdere: si estenda l’istruzione a 13 anni e si apra all’alternanza scuola-lavoro. Così si agirebbe su quel 36% di giovani che oggi non si iscrivono a un corso di laurea e non lavorano. Recuperando i 50mila 15enni che ogni anno lasciano i banchi proprio quando cade l’obbligo di frequenza. Per chiudere il cerchio, conclude Anief, urge poi una riforma dei centri d’impiego e di formazione adulti.

>  www.restoalsud.it

 
 

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Open Hour

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Pubblicato da su 22 marzo 2014 in Open Hour

 

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1.000 nuove assunzioni in Trenitalia prima dell’estate

opportunità///  CSC informa  ///

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Ragazzini di oggi “rapiti” da tablet e telefonini

raga tabGli adolescenti di oggi sono sempre più attratti dal mondo virtuale e sempre più lontani da quello reale. Secondo una ricerca britannica il fenomeno è da attribuire all’uso eccessivo di telefonini e tablet e in generale dei nuovi dispositivi elettronici. L’indagine condotta da Opinion Research per conto di Halifax Digital Home Index punta il dito sui genitori che non esercitano nessun tipo di controllo sui figli. Nel 65% dei casi li lasciano soli a connettersi con chi vogliono, per quanto tempo desiderano. Due terzi dei ragazzi tra i 7 e i 17 anni possono usare dispositivi elettronici a letto e un terzo dei bambini sotto dei 9 anni controlla i messaggi più volte all’ora.

Si arriva poi a parodossi come il fatto che il 40% dei bambini invia messaggi anche quando deve dire qualcosa a un membro della famiglia che si trova nella stessa casa. In generale la ricerca evidenzia che in molte famiglie è abituale permettere di usare gli smartphone anche quando si è a tavola, e lo squillo della suoneria o l’arrivo di un messaggio è prioritario rispetto alla conversazione conviviale, e la interrompe sempre. Sono poi le risposte dei bambini intervistati a mettere in luce la connivenza di papà e mamma che spesso forniscono l’esempio negativo. Anche la maggioranza degli adulti comunica attraverso messaggi con altre persone che si trovano nello stesso edificio, e una persona su cinque preferisce parlare al telefono o per mezzo dei social media. Una su quattro si porta telefonino e tablet a letto e una su dieci persino in bagno mentre sette su dieci confessano di iniziare la giornata lavorativa controllando email e social network.

Il rapporto con i dispositivi elettronici è quasi ossessivo se si pensa che più del 70% degli adulti non sopporta l’idea di stare un giorno senza i suoi gioielli tecnologici. Una persona su due ha persino ammesso che preferirebbe perdere la vera nuziale o l’anello di fidanzamento piuttosto che il proprio smartphone. L’uso assiduo dei dispositivi elettronici secondo gli esperti rischia di fare crescere bambini incapaci di avere veri rapporti umani, anche all’interno del gruppo familiare, proprio perché non hanno il tempo di imparare a farlo: è stato calcolato che un bambino che nasce oggi, a sette anni avrà già passato un anno intero (considerando giorni di 24 ore) davanti a uno schermo, piccolo o grande che sia. A 80 anni ne avrà impiegati 18, un quarto della vita, a inviare email, foto e messaggi non legati alla propria attività lavorativa.

Per cercare di fare vivere i ragazzini più nel mondo reale gli studiosi danno qualche consiglio ai genitori. Bisogna stabilire regole da osservare e sanzioni da applicare quando queste vengono violate. Tra le cose da mettere subito in chiaro ci deve essere il fatto che lo smartphone e il tablet non sono un regalo, ma un prestito che può essere revocato in qualunque momento, mentre è importante trovare del tempo da passere insieme senza apparecchi elettronici. All’inizio la sensazione sarà di panico, ma superato quel momento, a prevalere sarà una appagante sensazione di libertà.

>  redazione AGRwww.msn.com

 
 

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Concorso Personale ATA della Scuola

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Festa di primavera

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