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Archivio mensile:gennaio 2014

Allarme Fmi sulla disoccupazione

La crisi non è finita. Christine Lagarde gela l’entusiasmo di chi pensa che il peggio, per l’economia dell’Europa, sia passato. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale prende come esempio del periodo ancora buio i dati sulla disoccupazione: un quarto dei giovani europei sotto i 25 anni non ha un lavoro. “In Italia e Portogallo – puntualizza la numero uno dell’Fmi – più di un terzo dei giovani sotto i 25 anni è disoccupato. In Spagna e Grecia sono più della metà”. Allarmante il dato globale di chi è a spasso nel Vecchio Continente, 20 milioni di persone. Cifre che rendono difficile la ripresa economica: “Quando la disoccupazione è alta, la crescita è lenta perché la gente consuma meno e le aziende investono e assumono meno” afferma Lagarde, che poi sottolinea come la strada più efficace per rafforzare l’occupazione sia la crescita: un punto percentuale di Pil in più, aggiunge, farebbe trovare un impiego a 4 milioni di persone.

E per rilanciare la crescita bisogna che “famiglie, aziende e governi riducano gli elevati livelli di debito”, che deve scendere: “In un contesto di bassa crescita, il trucco è muoversi gradualmente fino a che il mercato lo consente con politiche ancorate all’impegno di un risanamento fiscale sostenuto a un ritmo ragionevole nel medio termine. Il risanamento – conclude Lagarde – dovrebbe essere visto come un’occasione per rendere il budget più orientato alla crescita”.

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Pubblicato da su 30 gennaio 2014 in La grande Crisi

 

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Circuito del Belice

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La nuova Amministrazione Comunale di Santa Margherita di Belice

nuovagiunta14Due donne in giunta su quattro assessori. Una sola riconferma. Scioglie così la riserva il sindaco Valenti che quindici giorni fa  aveva deciso di avocare a sè le deleghe assessoriali, dopo 18 mesi alla guida del paese, a capo di una lista civica. Oggi presenta i suoi assi.

La deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo, residente a Santa Margherita, presidente dell’UdC siciliano e componente della V^ commissione Cultura, Formazione e Lavoro, a cui va la delega integrazione e pari opportunità,  famiglia e  politiche ambientali; Tanino Bonifacio,  critico d’arte e direttore del Parco Letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. A lui decoro ed arredo urbano, programmazione, attività produttive, cultura e turismo, servizi a rete e polizia municipale; Filippo Rabito, dottore in giurisprudenza che si occuperà di economia e finanza, agricoltura e zootecnia, viabilità e verde pubblico. Tra l’esecutivo una riconferma: la già assessore Vita Morreale, insegnate di lettere, con le deleghe a politiche sociali e giovanili, istruzione,  sport, sanità,  protezione civile.

Lavori pubblici e politiche del territorio restano al sindaco Franco Valenti. Evidentemente, con questa decisione vorrà seguire più da vicino alcune questioni legate ad annosi problemi non risolti nella cittadina del Belice, quali quelli legati all’iter del Piano Regolatore ed anche la vicenda delle urbanizzazioni primarie che necessitano nel quartiere di via Cannitello, a circa mezzo secolo dal sisma del gennaio 1968 ancora non risolto, per mancanza di finanziamenti dallo Stato centrale.

“Si chiude la fase di riflessione. Dopo due settimane è arrivato il momento di dare a Santa Margherita un nuovo esecutivo. Una giunta che ha i caratteri della novità. Per come mi ero ripromesso penso di coniugare competenza e novità e di dare un segnale forte di discontinuità con le vecchie logiche politiche”. Così si è espresso il sindaco Franco Valenti, a poche ore dalla nomina dei suoi nuovi assessori. E sulle ricadute che tale scelta può comportare in seno al consiglio, Valenti afferma: “La giunta che mi presto a presentare sarà formata senza nessun vincolo politico nè partitico, nè di gruppi o sottogruppi. E’ una giunta che ha a cuore solo i problemi di questa nostra comunità, che non può permettersi ancora il lusso di dividersi su cose futili”.

Secondo l’on.le La Rocca Ruvolo “La mia è stata una nomina inaspettata per due motivi: il primo perchè mi ha lusingato tanto l’invito per la fiducia e la stima da parte di chi mi conosce da tempo e l’altro perchè, nonostante gli impegni alla Regione, la qualità della nuova giunta scelta dal sindaco Valenti, mi ha dato un motivo in più per offrire il mio impegno alla comunità”

Francesco Graffeohttp://www.belicenews.it

 
 

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Ricordare…

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Generare Futuro

giorn vita 14Generare la vita è generare il futuro anche e soprattutto oggi, nel tempo della crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti. La testimonianza di giovani sposi e i dati che emergono da inchieste recenti indicano ancora un grande desiderio di generare, che resta mortificato per la carenza di adeguate politiche familiari, per la pressione fiscale e una cultura diffidente verso la vita. Favorire questa aspirazione (valutata nella percentuale di 2,2 figli per donna sull’attuale 1,3 di tasso di natalità) porterebbe a invertire la tendenza negativa della natalità, e soprattutto ad arricchirci del contributo unico dei figli, autentico bene sociale oltre che segno fecondo dell’amore sponsale. La società tutta è chiamata a interrogarsi e a decidere quale modello di civiltà e quale cultura intende promuovere, a cominciare da quella palestra decisiva per le nuove generazioni che è la scuola.

Educando al dialogo tra le generazioni potremo unire in modo fecondo la speranza e le fatiche dei giovani con la saggezza, l’esperienza di vita e la tenacia degli anziani. La cultura dell’incontro è indispensabile per coltivare il valore della vita in tutte le sue fasi: dal concepimento alla nascita, educando e rigenerando di giorno in giorno, accompagnando la crescita verso l’età adulta e anziana fino al suo naturale termine, e superare così la cultura dello “scarto”. Si tratta di accogliere con stupore la vita, il mistero che la abita, la sua forza sorgiva, come realtà che sorregge tutte le altre, che è data e si impone da sé e pertanto non può essere soggetta all’arbitrio dell’uomo. L’alleanza per la vita è capace di suscitare ancora autentico progresso per la nostra società, anche da un punto di vista materiale. Infatti il ricorso all’aborto priva ogni anno il nostro Paese anche dell’apporto prezioso di tanti nuovi uomini e donne. Se lamentiamo l’emorragia di energie positive che vive il nostro Paese con l’emigrazione forzata di persone – spesso giovani – dotate di preparazione e professionalità eccellenti, dobbiamo ancor più deplorare il mancato contributo di coloro ai quali è stato impedito di nascere. Ancora oggi, nascere non è una prospettiva sicura per chi ha ricevuto, con il concepimento, il dono della vita. È davvero preoccupante considerare come in Italia l’aspettativa di vita media di un essere umano cali vistosamente se lo consideriamo non alla nascita, ma al concepimento. La nostra società ha bisogno oggi di solidarietà rinnovata, di uomini e donne che la abitino con responsabilità e siano messi in condizione di svolgere il loro compito di padri e madri, impegnati a superare l’attuale crisi demografica e, con essa, tutte le forme di esclusione. Una esclusione che tocca in particolare chi è ammalato e anziano, magari con il ricorso a forme mascherate di eutanasia. Vengono meno così il senso dell’umano e la capacità del farsi carico che stanno a fondamento della società. “È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori”.

Generare futuro è tenere ben ferma e alta questa relazione di amore e di sostegno, indispensabile per prospettare una comunità umana ancora unita e in crescita, consapevoli che “un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa”.

> nostro estratto dal Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente Cei

 

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Sempre più ragazzi temono i pericoli della rete: “Vogliamo essere tutelati”

ROMA – Guardano sempre meno la tv generalista, amano i social network e le nuove tecnologie, ma temono sempre più i pericoli della rete. A scattare la fotografia del consumo mediatico degli adolescenti italiani è un’indagine del Censis contenuta nel Libro bianco “media e minori”, presentato oggi a Roma dall’Agcom. L’indagine mette in luce, in particolare, che i ragazzi tra i 14 e 17 anni chiedono oggi più che mai di essere tutelati per non incappare in pericolosi adescamenti online o in qualche attività illegale.

A preoccupare i ragazzi, in particolare, è la possibilità di una violazione della privacy (29, 6 per cento) o l’incontro con utenti pericolosi e malintenzionati (soprattutto le donne) ma anche la diffusione di informazioni false. Il 23 per cento degli adolescenti intervistati è poi preoccupato di sviluppare un comportamento di dipendenza relativo all’e-commerce e al poker online, mentre quasi il 21 per cento ha paura di restare invischiato in attività illegali. In generale quasi la totalità (84,3 per cento dei maschi intervistati e l’87 per cento delle ragazze) chiede a gran voce maggiori controlli anche sui contenuti audiovisivi per evitare che diventino rischiosi per i minori.

Lo studio del Censis è contenuto nel Libro bianco media e minori, un volume di 500 pagine che raccoglie un insieme di contributi multidisciplinari sul tema, una sorta di “bussola conoscitiva” per capire quali sono i comportamenti mediatici dei minori, quali i rischi da evitare, qual è il quadro normativo di riferimento e come orientare le politiche sul tema. “Questo libro bianco non nasce per dare soluzioni ma vuole sollevare un insieme di problemi per riaprire il dibattito sulla funzione di tutela – spiega Giulio Votano, dell’Agcom -. Emerge con forza che non tutti i paese dell’Unione europea si sono fatti carico delle preoccupazioni dei minori rispetto ai new media. E anche in Italia oggi più che mai la sfida non è solo legislativa ma culturale. Va detto, inoltre, che di fronte ad alcuni episodi pregiudizievoli come il cyber bullismo e lo stalking non ci sono alla stato attuale strumenti adatti alla prevenzione e quindi anche l’impianto normativo va rivisto: l’autoregolamentazione ha, infatti, mostrato la sua debolezza e l’impianto sanzionatorio è insufficiente soprattutto in relazione ai nuovi mezzi di comunicazione”.

Nel Libro viene passata in rassegna anche la dieta mediatica offerta dai principali mezzi di comunicazione, in particolare la televisione. “I tg sono sempre più carichi di cronaca nera e nei programmi televisivi non mancano scene di violenza. Ma un’esposizione prolungata di questo tipo può causare nei ragazzi diverse reazioni: dall’aggressività all’eccessiva paura e, ciò che è peggio, può produrre un effetto di desensibilizzazione che porta a vivere la violenza anche nella vita reale da spettatori” spiega Elisa Manna, responsabile Censis. Secondo la ricercatrice un altro aspetto critico dei programmai televisivi è l’assenza di un discorso serio e approfondito sulla disabilità. “Questo tema è oggi il grande assente della  tv – aggiunge – appare solo se legato a casi di cronaca nera, dove le persone disabili sono trattati come casi umani. Nessuna attenzione è riservata al loro vissuto. E questo ha un effetto anche sui minori che si convincono così che la vita è fatta solo di benessere”. (ec)

>  www.redattoresociale.it

 
 

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Un anno da vivere insieme

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Pubblicato da su 22 gennaio 2014 in Vibrazioni

 

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