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Archivio mensile:novembre 2013

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Atlantide con Unicef a Menfi

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Pubblicato da su 30 novembre 2013 in Orchidea 2013

 

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Baby squillo? Per il 15% anche nella propria scuola

ROMA – Baby squillo? Può essere la ragazza del banco accanto. Almeno a guardare i risultati di un sondaggio realizzato dal portale specializzato Skuola.net sulla scia delle notizie di cronaca degli ultimi giorni, dalle quali stanno emergendo storie di prostituzione minorile.

Dei 3mila ragazzi di medie e superiori che hanno partecipato all’indagine, il 15% denuncia casi di baby squillo nel suo istituto. Di questi, circa il 30% ha addirittura avuto rapporti sessuali con loro. Va così da sé che, secondo gli intervistati, i media non stanno ingigantendo il fenomeno: per circa 1 studente su 4, le studentesse che si prostituiscono a scuola sono davvero così tante come dicono tv, giornali e web.

Sono oltre 500 gli studenti che hanno confessato al portale Skuola.net di avere baby squillo nella propria scuola. Addirittura il 60% di questi ultimi afferma che non si tratta di casi isolati e che ci sia più di una studentessa a vendere il suo corpo in cambio di soldi, ricariche e abbigliamento. Il 46% degli intervistati invece non si pronuncia sul fenomeno: nel suo istituto non esiste, e se esiste lui non ne è a conoscenza. Mentre il 40% circa del campione afferma con certezza che nella propria scuola queste cose non accadono.

Sicuramente deve destare attenzione che di quel 15% di studenti che sa delle baby squillo fra i banchi della sua scuola, il 30% dichiara di aver avuto rapporti sessuali con loro, così divisi: il 25% più di una volta, mentre il 5% solamente una. Il fenomeno non scandalizza i ragazzi, tanto che a essi si aggiunge un ulteriore 10% che, pur non avendo mai avuto nessun rapporto sessuale con una baby squillo della propria scuola, proverebbe con piacere.

In merito all’attenzione dei media sul fenomeno, poco meno della metà degli studenti non sa esprimersi. La restante metà invece si divide in egual maniera tra chi pensa che i media stiano trattando correttamente la questione date le proporzioni del fenomeno e chi invece ritiene che si stia esagerando.

>  www.lasiciliaweb.it

 

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Tutela dell’affidamento familiare

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COMUNICATO STAMPA

Giovedì 28 novembre 2013 a Santa Margherita di Belice nel teatro Sant’Alessandro dalle 9.00 alle 18.00 si terrà un convegno dal titolo “I servizi a tutela dell’affidamento familiare”. Il Convegno ha l’obiettivo di porre l’attenzione sull’istituto dell’affidamento familiare e la sua importanza nei progetti di tutela dei minori che vivono una situazione di forte disagio all’interno della propria famiglia. Altresì vuole essere un’occasione per condividere  metodologie e strategie di intervento utilizzate dai vari servizi e professionalità per avviare e sostenere l’ingresso del minore in famiglia, la gestione della vita quotidiana,  dei comportamenti “problema” e dei rapporti con la famiglia di origine. Tutti momenti essenziali per sostenere un fragile programma di affido.

Interverranno la Procura della Repubblica c/o il Tribunale per i Minorenni di Palermo, il Tribunale per i Minorenni di Palermo, Avvocati, rappresentanti del CISMAI di Catania e dell’ANFAA di Torino, Psicologi e Assistenti sociali dei Comuni di Palermo, Marsala, Castelvetrano, Menfi e Sciacca.

L’evento, organizzato dalla cooperativa sociale “Quadrifoglio”, è patrocinato dal Distretto socio-sanitario 7 e accreditato dagli ordini degli Assistenti sociali – Regione Sicilia e degli Avvocati.

Per informazioni ed iscrizioni mandare un e-mail all’indirizzo quadrifogliosmb@gmail.com

Cordialmente, Equipe socio-psico-pedagogica Soc.Coop.Soc. “Quadrifoglio”

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Pubblicato da su 27 novembre 2013 in Associazioni

 

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Fermiamo la violenza sulle donne

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Ricòrdati di vivere

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ONU manifesto web

 
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Pubblicato da su 24 novembre 2013 in Associazioni

 

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Raffica di scadenze

soldi1Raffica di scadenze per le imposte nazionali, da pagare entro il 2 dicembre, e quelle locali, 16 dicembre. Dagli acconti all’Imu, passando per la Tares, sull’ultimo mese si scaricano gli aumenti di tutto l’anno.

Il 2 scade l’acconto sull’Irpef, da pagare in soluzione unica. Escluso da adempimenti e tasse extra chi ha solo un reddito fisso da stipendio o pensione, anche se ha una casa di proprietà non affittata. L’imposta sostitutiva del 5% dedicata ai giovani professionisti con meno di 35 anni sarà calcolata sul 100% dell’imposta dovuta. Sempre entro il 2 dicembre le imprese dovranno pagare acconto Ires che arriverà al 101%. In sostanza, la tassa è in realtà un prestito forzoso. E infine l’acconto Irap. Anche questo, in scadenza il 2 dicembre.

Il 2 dicembre scadono anche Ivie e Ivafe, le imposte con le quali lo Stato tassa gli immobili posseduti all’estero da contribuenti italiani e le attività finanziarie oltreconfine. Sempre il 2 dicembre: scadenza dei versamenti per chi ha scelto la cedolare secca sugli affitti. I Comuni potrebbero continuare a chiedere le vecchie Tarsu o Tia per tutto il 2013. Nel 2014 debutterà invece la nuova Tari.

Intanto cominciano ad arrivare i bollettini per il pagamento di una maggiorazione su una tassa che non esiste più, il tributo sui rifiuti che sarà diluito nella prossima service tax. I contribuenti rischiano di pagare 2 miliardi in più di tasse. Se il governo non troverà risorse sufficienti entro la fine di novembre, scatterà la prima delle “clausole di salvaguardia” previste dalla Legge di Stabilità. I rincari scatterebbero automaticamente sulle accise (benzina, sigarette), acconti Irpef e Irap.

>  www.msn.com

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2013 in Politica e Istituzioni

 

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La schiavitù infantile

Il 20 novembre 2013 si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la sua ratifica è avvenuta nel 1991.
Nonostante le convenzioni internazionali ratificate da quasi tutti i paesi del mondo, oggi, in pieno XXI secolo, assistiamo ancora a una delle situazioni più vergognose della nostra epoca: la schiavitù infantile. Guerra, prostituzione, sfruttamento lavorativo, fame, maltrattamenti… è il panorama di più di quattrocento milioni di bambini ogni giorno. Circa 250 milioni di bambini nel mondo lavorano, spesso a tempo pieno, privati di educazione e assistenza sanitaria adeguate.

Stando ai dati diffusi dalle organizzazioni umanitarie, essi rappresentano più del 10% del potenziale di manodopera e apportano circa 13 miliardi di euro annuali al Pil mondiale. Impiegati nelle fabbriche o nei lavori domestici, costano meno degli adulti e sono sfruttati anche 14 ore al giorno. Di questi – circa 1 ogni 12 – sono esposti a forme di lavoro rischiose che mettono in pericolo il loro benessere fisico e psicologico. Un’altra piaga infantile sono i bimbi soldato che conta almeno 250.000 bambini. Rapiti e costretti a combattere in conflitti di cui non conoscono nemmeno la ragione, vengono trattati come schiavi e drogati per poter sopportare le esperienze traumatiche della guerra.

>  a cura dell’Istituto Secolare Missionarie Comboniane – www.retesicomoro.it

 

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Ell Aziz, profumo di fiore

\\  Riceviamo e pubblichiamo…  >>   

Unesco manifesto web 2

>  www.comeunamarea.eu

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2013 in Associazioni

 

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Cittadinanza: perché chiediamo una riforma

iocometuIl diritto di ogni bambino ad acquisire una cittadinanza è sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (art. 7).

In Italia, la normativa vigente (L. 91/1992) fonda la cittadinanza sul principio dello “ius sanguinis”.  Chi nasce in Italia da genitori stranieri, seppure regolarmente residenti, non è dunque un cittadino italiano, ma titolare di un permesso di soggiorno temporaneo, che deve essere rinnovato fino al compimento dei 18 anni.

Inoltre, in qualsiasi momento il minore può essere privato di questo permesso per ragioni legate alle vicende economiche della sua famiglia, e ritrovarsi espulso dal Paese in cui è nato e cresciuto.

L’UNICEF Italia sollecita una riforma della legge italiana che sia orientata ai principi di non discriminazione e del superiore interesse dell’infanzia, propri della Convenzione ONU.

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Pubblicato da su 16 novembre 2013 in Unicef

 

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Una «grande Alleanza» per battere la povertà

povertà_300​In Europa solo il nostro Paese – a parte la disastrata Grecia – non ha alcuno strumento di contrasto diretto alla miseria. Ma dal 2005 a oggi la povertà assoluta è raddoppiata: dal 4,1 all’8%, cioè 4 milioni e 814 mila persone. Che non ce la fanno a pagare l’affitto, le bollette, la spesa. I poveri. È per questo che un inedito e amplissimo cartello di grandi realtà associative, del terzo settore, sindacali, e istituzionali ha dato vita all’Alleanza contro la povertà in Italia. Per chiedere al Governo di avviare dal 2014 un Piano nazionale contro la povertà pluriennale. Stanziando almeno 900 milioni per avviare anche in Italia un reddito di inclusione. Senza tirare la solita coperta corta. Ma – ad esempio – tassando le rendite finanziarie.
L’Alleanza contro la Povertà, presentata ieri a Roma, nasce da un’idea del professor Cristiano Gori dell’Università cattolica di Milano, ed è promossa grazie al contributo delle Acli. Il Piano nazionale è in otto punti. Primo: dal 2014 andrà introdotta una misura «non meramente assistenziale ma che sostenga un atteggiamento attivo» dei beneficiari. Da ampliare «il modesto finanziamento» presente nel Piano di stabilità. Secondo: partendo dai più bisognosi tra chi è in povertà assoluta, ogni anno vedrà ampliarsi la platea. L’ultimo anno la misura andrà a regime. Terzo: il criterio progressivo annuale sarà quello di coinvolgere ogni volta chi sta “un pò meno peggio”. Quarto: con la prestazione monetaria andranno erogati servizi per l’inclusione: per l’impiego, contro il disagio psicologico, per esigenze di cura. Quinto: gli strumenti sperimentalmente già in vigore (nuova social card in 12 comuni, carta per l’inclusione sociale in 8 regioni del Sud, carta acquisti tradizionale introdotta dal 2008) confluiranno nella nuova misura reddituale, senza interruzioni del sostegno pubblico. Sesto: l’investimento sulla lotta alla povertà «non può considerarsi in alcun modo sostitutivo del rifinanziamento» dei Fondi per le politiche sociali e per la non autosufficienza. Settimo: senza scartare eventuali contributi europei o privati, la nuova misura dovrà essere finanziata dallo Stato, in quanto livello essenziale di prestazioni sociali. Ottavo: l’efficacia delle proposta è commisurata al pieno coinvolgimento di terzo settore e organizzazioni sociali con le istituzioni, nella programmazione e nella gestione degli interventi

«L’alleanza è aperta all’adesione di altri soggetti che hanno a cuore il tema», sottolinea Gianni Bottalico, presidente delle Acli. Cgil, Cisl e Uil – con Vera Lamonica, Pietro Cerrito e Francesco Maria Gennaro – sottolineano che le risorse vanno trovate responsabilizzando chi ha di più e non togliendole dal welfare per i ceti medio bassi in difficoltà. Cerrito della Cisl parla di «tassazione delle rendite finanziarie, perché a pagare l’intervento sulla povertà dovrà essere chi ha di più e ci continua a lucrare sul disagio». E Pietro Barbieri, portavoce del Forum del terzo settore, ricorda che «l’Italia spende il 10% della media dei Paesi Ue a 15 per il contrasto alla povertà». Ad aderire all’Alleanza sono Acli, Anci, Action Aid, Azione Cattolica, Caritas, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, S. Egidio, ConfCooperative, Conferenza Regioni e Province Autonome, S. Vincenzo De Paoli, Consiglio Nazionale Italiano Onlus, Fio-PSD, Banco Alimentare, Terzo Settore, Lega delle Autonomie, Focolari, Save the Children, Jesuit Social Network.

>  Luca Liveraniwww.avvenire.it

 
 

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