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Ottimisti, pessimisti o realisti?

26 Nov

E’ proprio vero che la stessa realtà viene vissuta dalle persone in modo diverso. Chi è ottimista cerca sempre di cogliere il lato positivo della situazione, chi è più sul fronte del pessimismo si concentra su quelli negativi.

Per il primo esiste sempre un’alternativa, un modo diverso di vedere le cose e scorge nella quotidianità aspetti positivi e opportunità da prendere al volo. Crede in se stesso, gode di una buona autostima e ha fiducia nel fatto che le cose e le persone possano sempre migliorare. Non nega la gravità delle situazioni, ma la vive appieno, dandosi la possibilità e la volontà di risollevarsi. Agli occhi altrui l’ottimista è gradevole, stimolante, pensa che le sconfitte o le crisi siano temporanee e si prepara ad affrontare sempre nuove sfide. Rende meglio sia nel lavoro che negli studi. Il pessimista invece è deludente, incostante, tendente all’immobilità per non rischiare di trovarsi in situazioni sfavorevoli. Preferisce rinunciare a vivere nuove situazioni perché in cuor suo sa già che finiranno male. Cade più spesso nella depressione o nell’ansia. L’eccessivo ottimismo, come il pessimismo, possono a volte portare ad una visione distorta della realtà. Il primo può causare false illusioni, il secondo estrema staticità.

La via di mezzo potrebbe essere rappresentata dal realista, ovvero dall’individuo che riesce a vivere le situazioni nel modo più oggettivo e concreto possibile che progetta situazioni nuove senza troppe illusioni o rinunce deprimenti. Il perfetto realismo non esiste, è una situazione ideale. Infatti richiede parecchie energie e concentrazione verso ciò che si sta facendo. Delle volte, potrebbe essere rigido, troppo razionale, appunto. Tutto dovrebbe essere ponderato e valutato nei minimi dettagli. Essere pessimisti od ottimisti costituisce una via più comoda, perché permette di sognare, a volte di staccarsi dalla dura realtà ed è la scusante per attribuire responsabilità a situazioni esterne (fortuna, sfortuna, destino, Dio,…). Il realista invece è colui che decide a suo rischio e pericolo, prendendosi le responsabilità dei risultati. Il realista può oscillare di tanto in tanto, tra sane tendenze pessimistiche (che potrebbero risparmiargli situazioni di pericolo) e tendenze ottimistiche che fungono da stimolo per non abbattersi, andare avanti e affrontare nuove situazioni con successo. Una scarsa autostima farà si che i meriti vengano sempre attribuiti agli altri e le colpe a se stessi, convincendosi di non riuscire ad affrontare le avversità, e affrontando la quotidianità con maggiore stress. Il più delle volte il pessimista non riesce a vedere i suoi successi. L’ottimista invece si attiva per raggiungerne sempre di nuovi, stimolato in continuazione da quelli già ottenuti.

Ottimista, pessimista o realista, per ogni cosa abbiamo capito che è necessaria la giusta dose. A proposito di questo, vi lascio con le parole di uno scrittore francese: “il pessimista si lamenta del vento contrario, l’ottimista aspetta che cambi, il realista aggiusta la vela”.

>  Dott.ssa Caterina Steri – Psicologa e Psicoterapeuta. Gocce di psicoterapiawww.tiscali.it

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Pubblicato da su 26 novembre 2012 in Riflessioni

 

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