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Archivio mensile:giugno 2012

Maturità 2012: il voto fa curriculum

Gli studenti alle prese con la maturità pensano al voto finale anche in termini di curriculum. Anche se decisamente in forma minoritaria: solo uno su dieci infatti sgobba sui libri in vista dell’esame sperando di ottenere il punteggio massimo, vale a dire 100. E lo considera importante anche poco meno della metà del campione. Tuttavia sull’esito finale – come spiega un sondaggio di Skuola.net realizzato tra i maturandi – pesano tanti fattori, visto che la questione non è legata soltanto al merito: i maggiori imputati sono la ‘lotteria’ dei commissari esterni, la scuola frequentata e il mito della maturità più facile in alcune regioni. Per questo la maggioranza dei maturandi interpellati risulta essere contraria a considerare il voto di maturità nei test d’ingresso per l’Università.

Poco meno della metà degli studenti considera importante il voto preso alla maturità, infatti sono convinti che nel curriculum sarà un punto a loro favore per la ricerca del lavoro. Uno studente su tre è invece convinto che solo ciò che dimostrerà di aver imparato potrà fare la differenza. I restanti non si curano della riuscita dell’esame, perché tanto si iscriveranno all’università e quindi saranno altri i risultati importanti. Nonostante oltre il 50% dei maturandi non sembri giudicare importante il voto di maturità per il proprio futuro, solo il 5% si accontenterebbe del “60 e sto”. Più di uno studente su dieci ambisce addirittura al 100, magari anche con lode. Ma la maggior parte è convinta che si attesterà su uno dei voti intermedi.

Purtroppo quasi due studenti su tre sono convinti che un buon voto non dipenda tanto dalla propria preparazione, quanto dai professori assegnati alla commissione d’esame. Solo il 5% dei votanti cita i Commissari, in particolare quelli esterni, come un elemento che livella la difficoltà dell’esame tra scuola e scuola.

Infine il mito che la difficoltà dell’esame dipenda dalla regione in cui si studia. Considerando la media dei votanti su scala nazionale, meno di due studenti su dieci pensano che il voto abbia una correlazione con l’ubicazione della scuola. Tuttavia questa percentuale sale guardando i dati rilevati per i soli studenti del Nord, dove tre studenti su dieci sono convinti che il voto dipenda dalla regione, confermando la credenza che al Sud sia più facile prendere la maturità con voti migliori.

Nessun malumore per il fatto che anche quest’anno il voto di maturità non conterà ai fini dei test di ingresso universitari. Per tre studenti su dieci questo è giusto proprio perché ci sono scuole in cui è più facile prendere voti alti. Il 44% degli studenti ritiene giusto essere valutato solo per quanto dimostrato attraverso il test di ingresso. Ma a chi ha sempre studiato ed è andato bene a scuola la cosa non va giù.

>  fonte: http://www.tiscali.it

 
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Pubblicato da su 21 giugno 2012 in Scuola e Università

 

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Maturità 2012: prima prova digitale

Preceduta da confortanti “prove generali”, va in scena la Maturità digitale accompagnata dall’“in bocca al lupo” rivolto ai ragazzi dal ministro Profumo: “impegnatevi” e “meritatevi il futuro”. Il 20 giugno, le tracce per la prova scritta di italiano, per la prima volta, saranno scaricate dalle scuole per via telematica. E lo stesso accadrà il giorno successivo per il secondo scritto (il terzo, in calendario per il 25 giugno, è predisposto, a differenza dei precedenti, dalle singole commissioni). Una novità che archivia rituali che si ripetevano da decenni – imbustamenti, sigilli di ceralacca, auto cariche di plichi dirette verso gli uffici scolastici regionali, carabinieri “arruolati” per scortare il prezioso carico – e consente di risparmiare forse denaro, senz’altro uomini e mezzi.

Saranno visibili soltanto mercoledì perché la chiave per “leggerle” è doppia: una per ogni commissione e l’altra, la cosiddetta “chiave-ministero”, sarà fornita da viale Trastevere soltanto la mattina stessa della prova. Tracce blindatissime dunque che non temono l’assalto di hacker. E un “piano B” per far fronte a defaillance dell’ultima ora e garantire in ogni caso il regolare svolgimento degli esami: sono previsti “nuclei tecnici” di supporto opportunamente formati e una task force ministeriale dedicata. Il presidente di commissione che non riuscirà, per qualsiasi motivo, a stampare il testo contenuto nel plico contatterà il nucleo di supporto territorialmente competente e segnalerà l’esigenza di ricevere il testo in modalità alternative (via fax, mail o altro) a meno che il nucleo non dia indicazioni affinché il presidente e il referente di sede riescano autonomamente a produrre la stampa.

Mercoledì 20 e giovedì 21 saranno le giornate più calde, la temibile “bolla africana”. La prova di italiano sarà per tutti i candidati – 472.764 interni e 23.848 esterni – la stessa, con il consueto ventaglio di scelte (analisi di un testo letterario, produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale – questi due nei diversi ambiti di riferimento e dunque storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico – il tema di argomento storico o di attualità).

Va a regime il decreto Gelmini: per aspirare alla lode bisogna aver preso otto in tutte le materie nell’ ultimo triennio. Ma non solo. Il candidato deve anche arrivare alla maturità con il massimo dei crediti (25) e deve poi prendere il massimo in tutte le prove d’esame, arrivando a 100 senza usufruire dei 5 punti di bonus.

Cellulari, videotelefonini, palmari, Pc portatili e qualsiasi dispositivo di trasmissione dati saranno come sempre off limits. Chi verrà colto in flagranza dovrà dire addio al diploma. A vigilare sul corretto svolgimento degli esami, accanto alla struttura informatica del ministero, ci sarà la polizia postale.

>  fonte: http://www.tiscali.it

 
 

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Orizzonte News – 1

CENTRO di AIUTO alla VITA – Menfi  >  Si intensifica la collaborazione tra l’Aggregazione Atlantide ed il Centro di Aiuto alla Vita – Onlus di Menfi. Mercoledì 6 giugno, nella nostra sede di S. Margherita, si è svolto un incontro molto proficuo grazie alla presenza del presidente del Cav, geometra Francesco Sutera, e la psicologa, dottoressa Antonella Tarantino, che hanno illustrato ai volontari di Orizzonte Solidarietà le modalità operative attraverso le quali si realizzerà il S.A.V. – Servizio di Aiuto alla Vita di S. Margherita e Montevago. L’ampia discussione e l’approfondimento dei temi inerenti al valore della vita saranno una costante culturale che ispirerà tante prossime iniziative.

RACCOLTA FONDI  >  E’ in corso la vendita di biglietti per costituire un piccolo ed iniziale fondo-cassa per sostenere le spese di avvìo delle attività di Orizzonte Solidarietà. I biglietti vengono offerti al pubblico al prezzo simbolico di 1 euro ciascuno e parte della somma complessiva che sarà raccolta verrà utilizzata per il SORTEGGIO di alcuni BUONI-SPESA. Abbiamo preferito infatti puntare all’essenziale, proprio per rispondere in maniera più adeguata alle esigenze del momento. Ringraziamo sin da adesso, intanto, tutti coloro che vorranno aiutarci, mentre daremo pubblica informazione dei risultati di ogni nostra iniziativa.

 
 

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Pedopornografia on line, arresti e indagati

Complessivamente 109 utenti denunciati, ritenuti responsabili di divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile, e 8 persone arrestate in flagranza. E’ il bilancio dell’operazione ‘Strike’, compiuta in collaborazione tra la polizia tedesca, la Polizia postale delle comunicazioni di Catania coordinata dalla Procura distrettuale etnea e dal servizio centrale della Polizia delle comunicazioni, diretta al contrasto della pornografia minorile su internet. Diverse persone attualmente indagate sono recidive.

La complessa indagine, avviata nel 2010, ha visto convergere in una unica operazione di polizia due diverse attività di contrasto del fenomeno illecito in cui preziosa è stata la collaborazione dell’Interpol. E’ stato individuato un sito web ubicato in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e sono stati identificati gli utenti italiani che avevano acquisito foto di pornografia minorile da quel sito. Il sito web, in meno di due mesi, aveva avuto oltre 44mila accessi nella sezione nominata ‘Teengroup’ contenente centinaia di immagini di bambini coinvolti in atti sessuali. Quasi contemporaneamente, per alcuni mesi, sono state seguite le tracce telematiche di utenti sulla rete ‘eDonkey2000′ che divulgavano video dal contenuto pedopornografico. E’ stato così utilizzato un sistema già conosciuto dalla polizia italiana che consente di monitorare le rete e di individuare coloro che diffondono determinati file.

La successiva e complessa analisi dei dati informatici, con il lavoro della Polizia postale italiana insieme ai colleghi tedeschi, ha consentito di identificare gli attuali indagati italiani. I video pedopornografici, alcuni dei quali di quasi 30 minuti, ritraevano bambini costretti ad atti sessuali, anche con adulti. In moltissimi casi i minori erano in età pre-adolescenziale. Le persone arrestate, otto, risiedono a Siracusa, Napoli, Massa Carrara, Modena, Bolzano e tre a Firenze. Tutti gli arrestati detenevano e, in alcuni casi, divulgavano ingenti quantità di video di pornografia minorile.

In particolare, l’arrestato di Napoli tra il numeroso materiale pedopornografico deteneva immagini autoprodotte raffiguranti adolescenti e minori ripresi nel bagno di casa con le parti intime scoperte, mentre espletavano attività fisiologiche. Un altro degli arrestati ha tentato la fuga portandosi degli hard disk e un altro deteneva oltre 436mila file di pornografia minorile. E’ stata avviata, inoltre, l’attività di approfondimento tecnico-investigativo finalizzato a verificare se nelle immagini siano coinvolti bambini italiani.

Intanto l’associazione Meter, guidata da don Fortunato Di Noto, lancia l’allarme: “Siamo davanti a un’emorragia che non si ferma”. L’Osservatorio mondiale di contrasto alla pedofilia ha evidenziato nei primi cinque mesi del 2012 “una esplosione di siti pedopornografici nel mondo: 4.148, con 493 gruppi pedopornografici sui social network. Le nostre rilevazioni dimostrano l’incidenza dei pedofili reali e online, dove i domini generici sono 2.612 e 1.043 quelli specifici”.

Dall’analisi emerge una suddivisione per continente ormai globalizzata: i domini sono allocati al primo posto in Asia, seguono Europa, America, Africa e Oceania. Don Di Noto sottolinea che “il dramma della pedofilia e della pedopornografia dilaga sempre di più, con un aumento vertiginoso dell’utilizzo dei social network oltre alla formazione di reti di gruppi pedofili. La Rete è un prodotto fantastico dell’uomo, ma questi dati – avverte – ci chiedono di stare attenti a spazi che sembrano di libertà ma nascondono lo sfruttamento. Non ci stancheremo mai di sottolineare che il fenomeno è più drammatico di quanto possiamo descrivere e che richiede un’azione globale, con impegnative di risorse tali da agire globalmente”.

> fonte: Adnkronos/Ign

 
 

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Linda Napoli in concerto

 
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Pubblicato da su 13 giugno 2012 in Associazioni

 

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Tribunale di Sciacca, tutti fiduciosi

“Continuare a stare vigili, a non abbassare la guardia, a lavorare ancora per mantenere l’intera struttura giudiziaria”. È quanto dichiara il sindaco Fabrizio Di Paola dopo le notizie giunte da Roma che parlano di un Tribunale di Sciacca “salvato” dalla Commissione di valutazione dei criteri di razionalizzazione dei cosiddetti tribunali minori presieduta dal capo dipartimento del Ministero della Giustizia Luigi Birritteri. Dalla relazione trasmessa al ministro, risulterebbe un’indicazione a mantenere il Palazzo di Giustizia soprattutto in presenza di un territorio dove forte è la presenza di infiltrazioni di criminalità organizzata. “Prendiamo atto – dichiara il sindaco Fabrizio Di Paola – del risultato raggiunto, frutto di un intenso lavoro tecnico-politico svolto con gli organismi competenti. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. Non è il momento. Il rapporto della Commissione presieduta dal dottore Birritteri deve essere ancora recepito dal ministro Cancellieri. Occorre ancora lavorare non solo per sostenere l’orientamento emerso, e cioè quello di mantenere il Tribunale a Sciacca, ma anche per migliorare il risultato raggiunto in questa fase, continuando a mettere in evidenza tutti quei parametri contenuti nella legge delega, come ad esempio, oltre alle infiltrazioni di criminalità organizzata, quelli relativi alla viabilità. Parametri che agiscono a favore del mantenimento di tutti gli uffici giudiziari saccensi”. Il sindaco Fabrizio Di Paola è pronto a svolgere ulteriori iniziative “per portare a casa un risultato pieno”.

> fonte: http://www.corrieredisciacca.it

 
 

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I giorni dell’Imu. Per molte famiglie è disperazione

“I giorni del’ira” era il titolo di un film che avevo visto da ragazzo. I giorni del’ira sono quelli della nostra vita immediata e quotidiana di metà giugno del 2012, i giorni in cui dobbiamo pagare l’Imu. Decine e decine di milioni di famiglie stanno calcolando il salasso fiscale che colpirà il bene essenziale della gran maggioranza degli italiani, il tetto sotto cui ognuno di noi si protegge dal fredo e dalla pioggia ma anche la casetta in collina o al mare dove in molti passano qualche week-end o magari una o due settimane d’estate. Per quel che mi riguarda, il mio commercialista ha calcolato il primo rateo da pagare il 18 giugno e sulla casa dove vivo e sullo studio-biblioteca da cui ricavo di che campare. Tenendo presente che i calcoli non sono ancora definitivi, perché da qui a fine anno i comuni aumenteranno le aliquote e sulla prima e sulla seconda casa, rispetto al tempo in cui già pagavamo l’Ici sulla prima casa (poi abolita da Silvio Berlusconi) pagheremo quest’anno tre volte tanto. Più ancora. Al tempo in cui era stata abolita l’Ici sulla prima casa, a compensare le mancate entrate dei comuni erano state aumentate le addizionali Irpef comunali e regionali. Ci troviamo dunque adesso a pagare un’Imu sulla prima casa e per giunta aumentata, addizionali che erano e restano aggravate, un’Imu sulle eventuali seconde e terze case aumentata di molto.

Per molte famiglie è la disperazione. Famiglie che non arrivano alla fine del mese, non hanno di certo di che pagare questo balzello aggiuntivo. Le lettere ai giornali sono colme di questa disperazione. La lettera di una giovane donna che non ha reddito né lavoro ma solo il tetto sotto cui vive. Da dove li prenderà i soldi di che pagare l’Imu? Oppure gli imprenditori edili che hanno costruito dei palazzi i cui appartamenti non riescono a vendere perché nessuno più compra. Ebbene, dovranno pagare l’Imu sugli appartamenti vuoti e che nessuno utilizza? Oppure chi lavorava la terra e magari ha una baracca nella quale custodisce gli attrezzi agricoli, ebbene uno così deve pagare l’Imu sulla baracca o sulle baracche. Valga per tutti la lettera che un imprenditore emiliano cui il terremoto ha buttato tutto giù ha inviato al Capo dello Stato: “Non voglio da voi né un discorso né una lacrima. Voglio solo che mi diate i soldi che mi dovete da anni e che mi restituiate tutta l’Iva che vanto a credito”. Penoso che in una situazione del genere, si sia comunque tenuta la sfilata celebrativa del 2 giugno con annesso buffet al Quirinale riservato agli invitati tutti gongolanti. Andava abolita e basta, e risparmiati i tre milioni di euro che pare sia costata. Una questione elementare di gusto.

E con tutto questo non ha senso puntare il fucile contro il petto di Mario Monti e del suo governo. Lui ha ereditato un disastro lungo quarant’anni, quarant’anni di governi di destra o di sinistra o di centro che procedevano impavidi nell’arte di innalzare il debito pubblico fino a quote stratosferiche: e questo per viltà, perché non avevano il coraggio di dire agli italiani che stavamo vivendo al disopra delle nostre possibilità e delle nostre risorse.

> estratto da un articolo di Giampiero Mughini, pubblicato su http://www.tiscali.it

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2012 in La grande Crisi

 

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