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La Sicilia scommette sui “cattivi ragazzi”

26 Apr

Quando un ragazzo non è mai uscito dalla sua città, se non per essere trasferito in un carcere, un viaggio all’estero a svolgere attività di volontariato con altri giovani può essere la svolta capace di cambiargli la vita. Ci credono e ne hanno anche le prove gli operatori del terzo settore che, assieme a quelli della giustizia minorile, in Sicilia portano avanti progetti di volontariato internazionale con una buona fetta destinata ai ragazzi provenienti dall’area penale.

L’ultima scommessa si chiama “Rainbow: Multicolour youth volunteering bridging continents”, un progetto che coinvolge 40 ragazzi italiani fra i 18 e i 25 anni, di cui quindici con problemi con la giustizia, che saranno messi in relazione con altrettanti coetanei di tre Paesi stranieri partner, Spagna, Messico e Cina, impegnati sui temi della legalità e della devianza. Ente capofila è Informagiovani Palermo, con dieci anni di esperienza in questo settore, che ha come partner il Centro di giustizia minorile attraverso il suo braccio operativo che è l’Ufficio servizi sociali per i minorenni. Questi ragazzi, assieme ad altri selezionati con un bando pubblico privilegiando chi ha difficoltà economiche, la prossima estate faranno esperienze di job-shadowing, ovvero attività di formazione di tipo informale, scambi giovanili. L’iniziativa rientra tra i progetti dell’Accordo di programma quadro “Giovani protagonisti di sé e del territorio”, nato nel 2008, attraverso il quale la Regione Siciliana, con l’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali, pone al centro dell’attenzione il mondo giovanile. L’obiettivo è quello di poter eliminare dal futuro dei giovani tutti i disagi connessi all’insularità della Sicilia e poter dimostrare che la Sicilia può diventare un motore trainante per la costruzione dell’Europa.

«I dati di studi internazionali ci dicono che il 70% dei minori in area penale tornano a delinquere, ma la percentuale si inverte se i ragazzi vengono coinvolti in attività di volontariato sociale – spiega Pietro Galluccio, responsabile di Informagiovani Palermo –. Da dieci anni facciamo questo tipo di attività in Sicilia e i risultati sono buoni. I giovani coinvolti nel progetto Arcobaleno svolgeranno attività di volontariato di tipo ambientale. All’estero, per 15 giorni, coltiveranno campi e conosceranno le comunità locali, in Sicilia soggiorneranno insieme con i loro coetanei stranieri a Casa Badalamenti a Cinisi, l’immobile confiscato alla mafia che apparteneva al boss Tano Badalamenti, e puliranno le spiagge delle bellissime coste di Magaggiari e Isola delle Femmine».

Un modo concreto per rompere gli stereotipi prodotti dalla vita in un mondo chiuso e culturalmente deviante. Le esperienze degli anni passati parlano da sole. Come quel ragazzo di Partinico, detenuto per piccoli reati, che tre estati fa si impegnò in un campo di volontariato a Bagheria. «Finito il percorso penale ci chiese di andare un mese da solo in Spagna – racconta Galluccio –. Al suo ritorno cominciò a lavorare come panettiere e adesso ha una vita nuova». E un ragazzo figlio di un mafioso palermitano, dentro per il furto di una motocicletta, seppe che era stato confermato l’ergastolo al padre mentre era in Irlanda con un progetto di volontariato internazionale. Uno shock che lo convinse per sempre che la sua vita non poteva essere quella. «L’anno scorso a marzo ci telefonò – ricorda Galluccio – per raccontarci che era uscito dal percorso penale e che aveva deciso di fare la domanda per entrare in polizia. Non so come finirà questo sogno, ma di certo la sua vita è cambiata per sempre».

 
>  Alessandra Turrisi – 26/04/2012 – www.avvenire.it
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Pubblicato da su 26 aprile 2012 in Mondo giovanile

 

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