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Archivio mensile:marzo 2012

Il ruggito dei Leoni

Il 24 marzo 2012, è una data da segnare in calendario per i Leoni Sicani, è la data che può rappresentare la svolta decisiva per centrare il grande obiettivo, ovvero la qualificazione alle fasi finali del campionato di Lignano Sabbiadoro. Si perché i ragazzi di mister Sanfilippo, sabato scorso, hanno fatto l’impresa, vincendo11 a3 incasa degli Sconvolts Pescara, dopo aver affrontato una lunga e stancante trasferta. Grande entusiasmo per aver battuto un’ottima squadra (fra le favorite per la vittoria finale) in casa sua e per aver fatto diventare “facile” una partita che ad un certo punto sembrava stregata.

Ecco la cronaca dell’incontro. Gli abruzzesi si schierano con: D’Andrea in porta, Leone e capitan Faieta mazze, Remigio e De Vincentiis stick. I Leoni rispondono con Mendolia tra i pali, Sanfilippo e Massimino con lo stick, Garofalo e Nicolosi a formare il tandem d’attacco. Inizia la partita e sono subito i padroni di casa che partono a mille e colpiscono a freddo i giallo-verdi, Faieta scappa via sulla fascia e con un preciso diagonale infila Mendolia,1 a0 Pescara e gara che inizia in salita. I Leoni provano a scuotersi e cominciano a macinare gioco e a mettere paura ai padroni di casa, Massimino ancora in non perfette condizioni fisiche viene sostituita da Licari adattato a ruolo di stick, ma il primo tempo si chiude con gli Sconvolts in vantaggio. Il secondo quarto inizia con i siciliani in avanti alla ricerca disperata del pareggio, l’occasione arriva su shoot out dopo pochi minuti ma Garofalo si fa ipnotizzare dal bravissimo D’Andrea, che poco dopo si ripete ancora sulla punta saccense andando a deviare sul palo un tiro destinato a finire in fondo al sacco. Il Pescara non riesce più a superare il centrocampo e quando lo fa c’è sempre Licari a chiudere ogni tentativo d’attacco di Leone. Il forcing degli ospiti prosegue e finalmente Garofalo scarica in rete un destro carico di rabbia che vale l’1 a 1. Il match si sblocca, passano pochi minuti e ancora Garofalo firma il sorpasso, andando al riposo sul2 a1. Ripresa di terzo tempo che vede Pescara rifarsi sotto e dopo un’azione convulsa, la pallina finisce in rete a causa di uno sfortunato rimpallo fra Nicolosi e Licari,2 a2, ma i Leoni feriti rispondono alla grande ed è qui che vincono la partita. Uno-due micidiale di Garofalo prima e Super Kikka Nicolosi poi, che firma la sua prima rete in campionato dopo un lungo stop causa infortunio. La gioia è incontenibile e l’entusiasmo dei siciliani li porta a siglare poco dopo il 5 e il6 a2, ad opera ancora dello scatenato Garofalo che adesso sfrutta a meraviglia i varchi creati da Sanfilippo e Licari. Nel frattempo Mendolia è superba nel respingere ogni tentativo di Faieta di accorciare le distanze mentre dall’altra parte ancora D’Andrea su shoot out nega la gioia della doppietta a Nicolosi. Si chiude il terzo tempo con gli Sconvolts che accusano il colpo e nel quarto tempo continuano a subire l’uragano Garofalo che si abbatte senza lasciare scampo alla formazione bianco azzurra, esce allora Faieta ed entra Magri ma il risultato non cambia anzi, Nicolosi non riesce a sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari, Sanfilippo e Licari  risultano invece insuperabili davanti alla piccola Mendolia che lascia il posto a Bellitti a inizio quarto tempo. Girandola di cambi fra le fila dei Leoni, prima entra Massimino a sostituire Nicolosi, poi la stessa Massimino esce per far posto a Palmeri. Il punteggio viene incrementato dalla formazione belicina fino al10 a2, poi è Bellitti che si mette in mostra con una serie di ottimi interventi ma nulla può quando Magri nei minuti finali accorcia le distanze su shoot out. A cinque minuti dalla fine i padroni di casa tentano il tutto per tutto e chiamano il tanto discusso controllo carrozzina, Garofalo sale sui rulli, l’arbitro controlla e decreta che è tutto regolare, si prosegue con gli ultimi scampoli del match che vede Licari fallire il terzo shoot out di giornata a favore dei Leoni, mentre Garofalo nei secondi conclusivi porta sull’11 a3 il risultato finale.

Con questa vittoria i Leoni Sicani fanno un balzo in classifica, salendo a quota 16 punti e incrementando il vantaggio a +4 sui Red Cobra, che nella stessa giornata perde clamorosamente il derby di Palermo a tavolino per10 a0 contro le Aquile, e prende un punto di penalizzazione a causa del solito controllo carrozzina ai danni di D’Aiuto, risultato sui rulli, oltre il limite consentito di11 km/hprevisto dal regolamento. Tutto questo significa che il 14 aprile nel ritorno contro gli Sconvolts Pescara, in caso di vittoria, la squadra delle Terre Sicane otterrebbe la certezza matematica del primo posto e quindi la possibilità di disputare a metà maggio le fasi finali del campionato per salire in Serie A1.

Sperando di giocare “la partita dell’anno” nel palazzetto dello sport di Sambuca o al pallone tenda di Sciacca, chiediamo fin da adesso ai nostri concittadini di non prendere impegni per questa data, abbiamo bisogno di tutti, Istituzioni, Media, Tifosi, per raggiungere un risultato che sarebbe straordinario per una squadra che in quasi due anni di vita ha realizzato dei veri e propri “miracoli” sociali e sportivi.

OGGI PIU’ CHE MAI, FORZA LEONI SICANI!!!!! TUTTI INSIEME, VERSO IL NOSTRO SOGNO…

> Giuseppe Sanfilippo

 
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Pubblicato da su 28 marzo 2012 in Wheelchair Hockey

 

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Cosa chiedono i GIOVANI di Santa Margherita al prossimo Sindaco

 
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Pubblicato da su 24 marzo 2012 in Vita dell Aggregazione

 

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21 Marzo: Giornata contro le discriminazioni razziali

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, l’UNICEF Italia ribadisce l’uguaglianza dei diritti e l’eliminazione delle discriminazioni per tutti i bambini e gli adolescenti di origine straniera che vivono, crescono, studiano, in Italia.

Secondo indagine commissionata dall’UNICEF, che ha coinvolto 518 adolescenti di cui 118 di origine straniera, è emerso che il 22.2%  del campione degli adolescenti di origine straniera ha subito in prima persona manifestazioni di razzismo. Inoltre, per entrambi i campioni di adolescenti il razzismo non è espresso solamente attraverso manifestazioni violente, ma in primis tramite rifiuto o emarginazione (44.4% dei ragazzi di origine straniera e 43.0% degli italiani). Recentemente, anche il Comitato ONU contro le discriminazioni razziali ha richiamato l’Italia a garantire pari protezioni legislative contro le discriminazioni razziali sia ai cittadini che ai non cittadini. Il diffondersi di comportamenti discriminatori nei confronti di bambini e adolescenti di origine straniera, sta comportando un grave rischio di esclusione sociale. L’indagine sopra citata restituisce anche un ulteriore spunto di riflessione rispetto alla condizione di molti minori di origine straniera.

7 adolescenti su 10, sia italiani che di origine straniera, non sono a conoscenza delle attuali procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana, percentuale che non sale se la domanda viene posta al target adulto (solo il 36.8% afferma di conoscere la legge in merito). La maggior parte degli adolescenti italiani (67%) e la quasi totalità di quelli di origine straniera (91.7%) sarebbero però d’accordo nel concederla per diritto a chiunque nasca in Italia e la stessa cosa vale per il target adulto (76.9%). Attualmente secondo la legge n.91/1992, che disciplina la materia, il minorenne che nasce in Italia da genitori residenti e non cittadini diviene titolare di permesso di soggiorno temporaneo (che deve essere rinnovato dai familiari fino alla maggiore età) al compimento del diciottesimo anno, allorché ha un anno di tempo per fare richiesta della cittadinanza italiana, dimostrando di aver vissuto con continuità sul territorio dello Stato. Tale disciplina appare ormai inadeguata in un Paese in cui il numero di minorenni residenti di origine straniera sfiora il milione e in cui sono 650.000 i bambini nati in Italia da genitori non cittadini.

L’UNICEF Italia attraverso la Campagna Io come Tu, anche in occasione di questa ricorrenza, sollecita una riforma della legge 91/1992 e auspica che tale riforma sia orientata ai principi di superiore interesse del minorenne e di non discriminazione alla base della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in Unicef

 

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19 Marzo: Auguri!

 

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Ridiamoci sopra – 1

 
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Pubblicato da su 15 marzo 2012 in Comunicazione

 

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Apericena a Caccamo

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2012 in Unicef

 

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Elezioni amministrative: presentazione delle Liste

Due e tre aprile. E’ questa la nuova scadenza per presentare le liste elettorali per le elezioni a sindaco. Il decreto legge è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale numero 48 del 27 febbraio e, naturalmente dovrà essere recepita dalla regione siciliana. Ma tutti sono sicuri che questo accadrà e quindi stanno velocizzando i tempi per chiudere le liste. La gazzetta ufficiale recita testualmente che in occasione del turno annuale ordinario delle elezioni amministrative 2012, i termini per la presentazione delle liste e delle candidature sono anticipati e decorrono dalle ore 8 del trentaquattresimo giorno alle ore 12 del trentatreesimo giorno antecedenti la data della votazione. Fatti i conti, si arriva al 2 aprile. Questo nuovo decreto legge, che quindi anticipa di 5 giorni la data naturale e fino ad oggi programmata, è stato emanato per evitare che le presentazioni delle liste avvengano nei giorni in coincidenza con le festivita’ pasquali. Quindi, se fino ad oggi le riunioni fra i partiti erano indirizzati soprattutto a trovare un candidato a sindaco che potesse riscuotere il gradimento di tutti, adesso diventa prioritario chiudere le liste e soprattutto trovare donne che siano disposte a candidarsi perché ogni lista deve avere al suo interno almeno un quarto di rappresentanza femminile, se non si vuole l’esclusione della stessa.

> Accursio Soldano – 11/3/2012 – http://www.teleradiosciacca.it

 
 

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Italiani prede di maghi e superstizioni

Gatti neri, cornetti portafortuna, coincidenze, vissute come un accanimento della malasorte e file speranzose al gratta e vinci. Complice la crisi, sono in aumento gli italiani preda di superstizioni e pensiero magico. “Se qualche anno fa erano una minoranza, oggi almeno tre italiani su dieci sono possibili prede di occultisti, maghi e giochi d’azzardo”. La stima, nel giorno caratteristico dell’anno bisestile, funesto per la tradizione popolare, arriva da Stefano Pallanti, direttore dell’Istituto di neuroscienze di Firenze. “Tutta colpa della mentalità magica – dice Pallanti all’Adnkronos Salute -, una visione della realtà che accomuna persone diverse, dal manager alla casalinga, e che dilaga in tempo di crisi. La stessa mentalità – spiega – che ci fa credere ai portafortuna, ai sogni e che, talvolta, ci fa vincere al Lotto”. Chi cade nelle trappole dei falsi maghi e delle superstizioni non è “stupido o necessariamente affetto da disturbi psicologici. Piuttosto ha una visione magica della realtà. Una caratteristica che rende facilmente succubi di altri, depositari del potere. Anche di una forma di potere misteriosa e pericolosa”.

Una trappola particolarmente potente nelle fasi di crisi economica, “come hanno evidenziato gli studi di Daniel Kahneman, lo psicologo vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002. Kahneman ha dimostrato che più la crisi peggiora, più c’è la tendenza al ragionamento irrazionale e ad assumere le credenze come vere. Questo spiega il successo di fenomeni come il gioco d’azzardo e le slot machine. Inoltre sono proprio le stesse persone che, in una fase economica di serenità, tendono ad acquistare polizze assicurative, a giocarsi lo stipendio in tempo di crisi”. Chi “è aggrappato alla visione magica del mondo rischia, infatti, più degli altri di affidarsi a presunti esperti per risolvere i suoi problemi”. Secondo alcuni studi, ricorda comunque Pallanti, la presenza di disturbi psicologici rende piu’ suscettibili a questa mentalità. “E in particolare vedo una situazione allarmante per quanto riguarda i giovanissimi. Se per i bambini magie, favole e credenze, sono diffuse e naturali, normalmente con l’adolescenza si sviluppa la fase della razionalità, della revisione critica. Ebbene, oggi gli aspetti logico-matematici che sono l’antidoto a forme di irrazionalità sono più deboli. Non a caso, i bambini e gli adolescenti hanno meno competenze matematiche”.

Lo testimonia il dato della discalculia: “Per gli esperti questo problema dovrebbe coinvolgere 4 teenagers su mille, mentre i dati recenti dei media parlano di un 20% di ragazzini. Insomma, stiamo allevando una generazione di soggetti che più facilmente cadranno nelle spire dell’irrazionale, complice la comunicazione oggi tutta visiva, e forse il metodo con cui si insegna la logica e la matematica, che evidentemente non funziona. Ebbene, sono convinto che questa sia una delle priorità del Paese”. Ma il pensiero magico non è solo un problema dei più piccoli. “Tutti noi – precisa il medico – entriamo e usciamo da questa dimensione: lo facciamo, ad esempio, quando ci sentiamo perseguitati dal brutto tempo o ci sembra di scegliere sempre la fila piu’ lenta. Ma poi torniamo alla ragione. Mentre ci sono persone piu’ vulnerabili, che andrebbero difese”. Il guaio, inoltre, è che il nostro cervello, la parte razionale, non è tarato per tenerci lontani da simili problemi: “Come esistono le illusioni ottiche, esistono le illusioni del cervello. Ma in questo caso le vittime sono meno inclini a rendersene conto. Di fronte a una realta’ difficile ma concreta – conclude l’esperto – il nostro cervello ci predispone a una realta’ alternativa, illusoria ma migliore per noi. In cui, almeno all’inizio, sembra esistere una via d’uscita ai problemi”.

> Adnkronos – 29/02/2012 – www.tiscali.it

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2012 in La grande Crisi

 

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Lettera del nostro Vescovo alla diocesi

Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera che mons. Montenegro ha inviato ai Parroci, ai Diaconi, ai Consigli Pastorali parrocchiali e cittadini, alle Confraternite e ai Comitati di feste religiose.

L’ARCIVESCOVO di Agrigento 
– ai Rev.mi Sacerdoti
– ai Diaconi
– ai Componenti dei Consigli Pastorali Parrocchiali e Cittadini
– alle Confraternite
– ai Comitati delle Feste Religiose
LORO SEDI
 
Carissimi,
                in occasione della Quaresima sento il bisogno di condividere con Voi alcune riflessioni che mi stanno particolarmente a cuore. Come Vescovo desidero che la nostra diocesi sia una comunità profetica che annunci con gioia la Parola (e le indicazioni del piano pastorale ci stanno spingendo ad acquisire questo nuovo stile) e la testimoni in tutte le sue azioni. Vi chiedo, pertanto, di accogliere questo scritto con amorevolezza e simpatia: non contiene divieti o limitazioni, ma indicazioni che potrebbero aiutarci a crescere nella fede e nella santità.
      Ho deciso di scrivere in occasione della Quaresima perché è il tempo forte che la liturgia ci fa vivere in costante ascolto della Parola e in sincera conversione per una adeguata preparazione all’incontro con il Risorto. Ritengo che dobbiamo valorizzare la grazia di questo tempo liturgico facendo in modo che la nostra vita sia sempre più modellata su quella di Cristo che, a partire dal battesimo, abita in noi; la Sua presenza ci spinge a far morire in noi l’uomo vecchio e a camminare in una vita nuova, preannuncio e anticipo della risurrezione.
      La riflessione che vi propongo riguarda lo svolgimento delle feste patronali nelle nostre comunità parrocchiali. L’argomento è molto vasto e non intendo fare una trattazione completa, anche se da più parti si avverte il bisogno di rileggere con attenzione alcuni fenomeni e di trovare delle prassi che mettano insieme rispetto delle tradizioni, genuina spiritualità popolare e fedeltà al Vangelo e all’uomo. Già il mio Predecessore vi aveva offerto un catechismo delle feste religiose che mantiene tutta la sua attualità dottrinale e propositiva.
      Il problema che mi pongo e rispetto al quale vorrei che insieme riflettessimo è legato al momento storico che stiamo vivendo; ormai da alcuni anni e, temo per un tempo prolungato, migliaia di famiglie della nostra terra si trovano a vivere in serie difficoltà economiche: aumenta la percentuale di disoccupazione giovanile e non solo, l’agricoltura versa in uno stato di crisi profonda, la pesca è in grave crisi, non si vedono prospettive di investimento industriale… Sono tanti i giovani che lasciano la nostra terra per trovare altrove un’occupazione e sono in aumento le persone adulte che sono state licenziate e che non sanno come provvedere ai bisogni delle loro famiglie. Tutti voi avete il polso della situazione perché conoscete, meglio di me, le singole situazioni e vi accorgete con quanta insistenza si bussa alle porte delle parrocchie per un po’ di spesa o per pagare le bollette. È una situazione di grave crisi per la quale non dobbiamo stancarci di pregare mentre, come comunità, dobbiamo interrogarci sul da fare perché il grido di dolore che si solleva da tante famiglie non rimanga inascoltato.
      Il Signore ci chiede di non perdere mai la speranza. Tuttavia, nella pedagogia divina, la speranza non è mai calata dall’alto ma si incarna in volti e persone che, attraverso gesti concreti, diventano il segno visibile della speranza divina. Questo per dire che in questo momento storico, così tormentato e faticoso, ci viene chiesto di essere noi segno della speranza che viene da Lui. La speranza, infatti, ha sempre bisogno di una traduzione concreta fatta di opere che aiutino chi soffre a rialzare la testa.
      Ecco la mia proposta: le feste patronali che si celebrano nelle nostre comunità sono il segno di una fede che, attraverso le diverse generazioni, arriva ai credenti del nostro tempo i quali sentono il bisogno di onorare i Santi Patroni nel modo più solenne possibile. So bene che all’origine di ogni festa c’è un bisogno popolare di rinnovare l’amore verso coloro che sono riconosciuti come modelli e protettori e mi rendo conto che ogni festa è un momento di forte evangelizzazione per tutta la comunità. Ritengo, tuttavia, che un’autentica spiritualità – anche popolare – non possa chiudere gli occhi sulla situazione che vivono le singole comunità. Come non porsi qualche domanda: È autentico amore ai Santi quello che porta a spendere diverse migliaia di euro mentre nelle stesse strade in cui passa la statua del Santo ci sono famiglie che non hanno di cosa mangiare? I Santi si aspettano da noi solo delle manifestazioni esterne ben fatte o una maggiore attenzione all’uomo che è la gloria vivente di Dio? La finalità di una festa religiosa si può racchiudere dentro un calendario di eventi senza dare attenzione alle problematiche del territorio?
      Capisco bene quanto sia complesso il fenomeno delle feste patronali e quanto lo siano le implicanze antropologiche e sociali, però ritengo che ogni cristiano non può non interrogarsi su ciò che fa per capire se è sulla stessa lunghezza d’onda del Vangelo di Gesù Cristo. A mio avviso, nel rispetto delle tradizioni e con la dovuta preparazione spirituale, molte cose si potrebbero cambiare e, con la sincerità dei figli di Dio, non possiamo non riconoscere che ci sono sprechi di denaro che non rendono per nulla onore ai Santi. Anzi!
      Ciò che vorrei chiedervi è innanzitutto un esame di coscienza per rendersi conto se lo svolgimento delle singole feste sia fedele al Vangelo o meno. Se non lo è proviamo a metterci in discussione per capire cosa e come cambiarlo. Per iniziare potremmo impegnarci a ridimensionare alcune spese. Non si tratta di tagliare qualcosa ma di fare in modo che, per la stessa cosa, si spenda di meno. Ciò che si risparmia potrebbe confluire in un fondo da destinare alle famiglie in difficoltà. Così, amando i figli di Dio che si trovano in situazioni di disagio economico e sociale, onoriamo i Santi. Così la festa religiosa diventa occasione di evangelizzazione, espressione di carità e segno di speranza. Una simile attenzione rende meglio ragione della devozione ai Santi che deve essere vissuta come momento in cui tutti i battezzati riscoprono la vocazione alla santità e si impegnano a realizzarla percorrendo la strada maestra dell’amore per Dio e dell’amore per il prossimo. È attraverso la carità che diventiamo santi e sono tutti i Santi ad aiutarci a vivere nella carità, cioè nell’amore incondizionato verso il prossimo e, in particolare, verso chi soffre. Senza gesti di carità la devozione ai Santi rimane un atto isolato e superficiale senza alcun beneficio per la vita spirituale. Vivendo a contatto con i Santi siamo chiamati ad allargare costantemente il cuore a Dio e al prossimo per essere, anche noi, dei santi.
      Ciò che Vi sto chiedendo lo ritengo possibile e volutamente ho preferito essere generico (proprio perché nessuno pensi a qualche proibizione ma tutti ci impegniamo con fantasia a capire cosa si possa fare): con un po’ di coraggio possiamo riuscirci e, ne sono certo, potremo sperimentare in modo ancora più bello il senso della festa e la vicinanza dei Santi.
      Spero che queste righe possano essere d’aiuto alla riflessione ed ispirare scelte concrete da realizzare nell’immediato con l’impegno di continuare nel tempo.
      La Quaresima, che sta per iniziare, aiuti tutti noi a cambiare vita. I nostri Santi Patroni intercedano per noi perché, attraverso scelte piene di Vangelo e di carità, la loro santità diventi anche la nostra.
      Vi ringrazio per la Vostra attenzione e, uniti nella preghiera, Vi saluto tutti cordialmente.
 
Agrigento, 15 febbraio 2012

+ Francesco Montenegro, Arcivescovo

 
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Pubblicato da su 5 marzo 2012 in Ecclesia

 

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Giovani: disoccupazione record

MILANO – Il tasso di disoccupazione in Italia a gennaio 2012 è al 9,2%, in rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre e di un punto su base annua. Lo rileva l’Istat su stime provvisorie. È il tasso più alto dal gennaio 2004 (ovvero l’inizio delle serie storiche mensili). Guardando alle serie storiche trimestrali è il più alto dal primo trimestre 2001.

EMERGENZA GIOVANI – Preoccupante la situazione dei giovani. A gennaio il tasso di disoccupazione, ovvero l’incidenza dei 15-24enni disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è al 31,1%, in rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto a dicembre 2011 e di 2,6 punti su base annua.

ALLARME ANCHE IN EUROPA – La disoccupazione nell’eurozona si è attestata al 10,7% a gennaio, il livello più alto dal 1999. La previsione era del 10,4% rispetto al dato di dicembre rivisto al 10,6%. Il dato di dicembre è stato rivisto al rialzo rispetto alla stima precedente pari al 10,4%.

fonte: www.corriere.it

 
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Pubblicato da su 1 marzo 2012 in La grande Crisi

 

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