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Atlantide, cittadino attivo nella società

04 Dic
      Partecipare per la prima volta ad un convegno, il cui titolo è “Il ruolo del cittadino attivo nella società di oggi”, poteva sembrare una cosa un pò azzardata e magari noiosa, invece si è rivelata molto interessante, proprio perchè le tematiche affrontate non sono altro che i valori su cui si basa l’Aggregazione e tutte le sue attività, da quando è nata. Il convegno è stato organizzato da “Cittadinanza Attiva” attraverso il suo vicesegretario regionale, il dott. Gero Maggio, presso l’aula magna dell’istituto superiore Ipia di Sciacca, a cui hanno partecipato come relatori, il procuratore dott. Salvatore Vella e l’imprenditore Ignazio Cutrò. Fra i presenti, numerosi studenti provenienti da diversi istituti superiori, oltre alle varie associazioni, come i ragazzi di “addio pizzo”, invitati per l’occasione.
      L’argomento “mafia” è stato quello principale ovviamente, non inteso come il fatto criminale in sè e per sè, ma come quel profilo culturale di cui tanto si parla e che spesso durante l’arco di una giornata viene richiamato dalla nostra stessa persona. Il cittadino, oggi, deve imparare ad avere innanzitutto il rispetto verso gli “altri” con cui è costretto a relazionarsi, ma anche verso le “cose” che lo circondano. Esso ha dei riritti riconosciuti dalla società, dalla legge, che non devono essere assicurati solo dietro alla richiesta del “favore”. Combattere il fenomeno mafioso passa attraverso questi principi, semplici ma essenziali, interpretando ognuno il proprio ruolo all’interno della comunità, riconoscendo i propri diritti e i propri doveri.
      In occasione del convegno, Cittadinanza Attiva ha voluto consegnare il premio di “eccesso di cittadinanza 2009” ad Ignazio Cutrò, un imprenditore agrigentino, la cui colpa è quella di non essersi chinato al volere di “cosa nostra”, malgrado gli innumerevoli atti intimidatori subiti. Ebbene, Ignazio rappresenta quel cittadino che ama la terra in cui vive, che vuole lavorare onestamente guadagnandosi ogni giorno il pane da portare a casa ai suoi figli, senza però chiedere favori o permessi a nessuno. Ignazio vuole pagare le tasse allo Stato, ma si ribella nel pagare una “tassa” che ancora oggi in Sicilia molti pagano, senza che ci sia una legge che obblighi a farlo. La mafia non si elimina arrestando il capo mafioso di turno, come dice il dott. Vella, ma impegnandoci concretamente giorno per giorno nella società in cui viviamo, rispettandone le regole e cercando con l’aiuto di tutti di rendere la nostra amata terra un posto migliore. Noi siamo i mafiosi e noi siamo gli stessi che possono cancellare la cultura mafiosa dal nostro modo di vivere.
      L’Aggregazione Giovanile Atlantide è su questi princìpi che si fonda per costruire un’alternativa sana, un punto di riferimento all’interno della comunità che si impegna quotidianamente per il bene comune, giovanile e non solo.
 
>   Giuseppe Sanfilippo
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